Mercoledì 4 Novembre 2026 09:11
L’Ospite gradito, Fabio Gravina sfida la superstizione al Teatro Prati
Cosa succede quando un uomo decide di sfidare la superstizione e accogliere in casa un amico che tutti considerano portatore di sfortuna? Da questa premessa prende vita «L’Ospite gradito», la commedia di Peppino De Filippo che dal 13 novembre al 31 dicembre 2026 arriverà sul palco del Teatro Prati di Roma, con la regia e [...]
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L’Ospite gradito, Fabio Gravina sfida la superstizione al Teatro Prati
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Da questa premessa prende vita «L’Ospite gradito», la commedia di Peppino De Filippo che dal 13 novembre al 31 dicembre 2026 arriverà sul palco del Teatro Prati di Roma, con la regia e l’interpretazione di Fabio Gravina.
Non è soltanto il ritorno di un classico della commedia napoletana. È anche una scelta precisa: riportare al centro la forza del teatro fatto di attori, parole, scenografie, costumi e dettagli capaci di ricreare un’epoca. Mentre il mondo dello spettacolo corre sempre più veloce, Fabio Gravina, che del Teatro Prati è anche Direttore Artistico, sceglie di puntare sull’autenticità artigianale, senza scorciatoie scenografiche e senza effetti digitali.

Fabio Gravina e Corrado Taranto
Qui a parlare devono essere il palcoscenico e gli interpreti. E la storia ha già tutti gli ingredienti per conquistare il pubblico.
Al centro della vicenda c’è il commendator Gervasio Savastani, un uomo che sembra avere tutto ciò che serve per vivere serenamente. Gli affari vanno bene, la famiglia è sistemata e la figlia sta per sposarsi. Una vita ordinata, senza particolari ombre.
A presentarsi alla sua porta è Walter Sotterra, un vecchio compagno di scuola che da tempo vive ai margini della società. Il motivo? Una fama che lo perseguita: quella di essere un menagramo, uno iettatore, un uomo al quale tutti attribuiscono la capacità di attirare disgrazie.
Gervasio, però, non si lascia condizionare dalle superstizioni. Uomo razionale e di buon cuore, ascolta la storia dell’amico, ne comprende la sofferenza e decide di ospitarlo.
Una decisione dettata dalla generosità, ma destinata a mettere sottosopra gli equilibri familiari. Da quel momento, infatti, nella casa dei Savastani cominciano a verificarsi una serie di avvenimenti disastrosi e apparentemente inspiegabili. La paura prende il posto della ragione, i sospetti si moltiplicano e la convivenza diventa il motore di una girandola di situazioni comiche.
È proprio nel confine tra credulità, ironia e comportamento umano che Peppino De Filippo costruisce una commedia capace di parlare ancora al pubblico di oggi.
Sul palco, il confronto tra Fabio Gravina, nei panni di Gervasio Savastano, e Corrado Taranto, nel ruolo di Walter Sotterra, costituisce uno dei punti centrali dello spettacolo.
Due personaggi contrapposti, due modi diversi di guardare alla vita e alla superstizione, che alimentano il meccanismo comico della vicenda.

Fabio Gravina e Antonio Conte
Accanto a loro, un cast composto da interpreti che contribuiscono a dare ritmo e coralità alla rappresentazione: Patrizia Santamaria interpreta Teresa, Antonio Conte è il Cav. Donati, Geremia Longobardo veste i panni del Rag. Spirito, mentre Fausto Morciano affronta il doppio ruolo di Faustino e Felice Sorridente. Completano il cast Sara Scotto Di Luzio, nel ruolo di Rosina, e Francesca Antonucci, che interpreta la cameriera Tina.
A completare il lavoro contribuiscono le musiche originali del Maestro Mariano Perrella, parte integrante dell’impianto teatrale.
Uno degli aspetti caratterizzanti dell’allestimento firmato da Fabio Gravina è la particolare attenzione riservata alla ricostruzione scenica.
Niente ambientazioni affidate a pixel luminosi o soluzioni digitali: costumi, stoffe, arredi e oggetti d’epoca sono stati individuati per seguire fedelmente l’opera e restituire al pubblico l’atmosfera della commedia.
Una scelta che guarda alla tradizione teatrale del Novecento e rivendica il valore del lavoro artigianale. Ogni elemento concorre a costruire un ambiente nel quale gli attori possano muoversi e dare corpo alla storia, senza che la tecnologia prenda il posto della scena.
«L’Ospite gradito» è una commedia in tre atti prodotta da Arte del Teatro s.r.l. e rappresenta un nuovo appuntamento con il teatro di tradizione al Teatro Prati.
La domanda che accompagna tutta la vicenda resta attualissima: siamo davvero capaci di distinguere ciò che accade per caso da quello che scegliamo di attribuire alla sfortuna? Peppino De Filippo affronta il tema attraverso la comicità, mettendo a nudo le debolezze e le contraddizioni delle persone.
Dal 13 novembre al 31 dicembre 2026, il pubblico romano potrà ritrovare sul palcoscenico una storia nella quale il sorriso nasce proprio da una situazione apparentemente semplice: un uomo decide di fare un gesto di umanità e si ritrova a fare i conti con le paure di tutti.
Perché il teatro, anche quando racconta una vicenda di altri tempi, continua a parlare del presente. E certe superstizioni, a quanto pare, non passano mai di moda.
Teatro Prati
Via degli Scipioni, 98 – 00192 Roma
Via degli Scipioni, 98 – 00192 Roma
Periodo: dal 13 novembre al 31 dicembre 2026
Spettacolo: L’Ospite gradito di Peppino De Filippo
Regia e interprete: Fabio Gravina
Telefono: 06 39740503
WhatsApp: 366 3108327
Email: teatroprati@libero.it
Sito ufficiale:
WhatsApp: 366 3108327
Email: teatroprati@libero.it
Sito ufficiale:
www.teatroprati.it
Produzione: Arte del Teatro s.r.l.
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