Mercoledì 4 Novembre 2026 11:11
Pedopornografia online, chat a pagamento per adescare minorenni: 7 arresti e 23 denunce. Indagine della Procura di Roma
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Operazione “Sweet Strip” della Polizia Postale in tutta Italia. L’inchiesta è partita dalla denuncia della madre di una 14enne. Scoperto un sistema di giochi online, classifiche sul corpo delle ragazze e commercio di video di abusi su minori.
VIDEOSette persone arrestate, 23 denunciate e centinaia di gigabyte di materiale pedopornografico sequestrati. È il bilancio dell’operazione “Sweet Strip”, condotta dalla Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, per contrastare l’adescamento di minorenni e la diffusione online di video di abusi sessuali.
Le indagini hanno portato alla luce un sistema di chat a pagamento, giochi a sfondo sessuale e classifiche nelle quali venivano attribuiti punteggi alle giovani partecipanti in base alle immagini e ai comportamenti richiesti.
L’operazione ha coinvolto diverse regioni italiane e ha portato all’esecuzione di 30 perquisizioni domiciliari e informatiche. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta figurano anche due minorenni.
L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata dalla madre di una ragazza di 14 anni, che sarebbe stata adescata da un adulto attraverso una piattaforma di messaggistica istantanea.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la minorenne era stata coinvolta in un gioco online denominato “Omegle Game”, basato su una serie di prove a contenuto sessuale.
Il sistema prevedeva l’assegnazione di punteggi alle partecipanti, con richieste progressivamente più invasive. Le ragazze venivano inoltre sottoposte a valutazioni attraverso classifiche riferite al loro corpo.
Le videochiamate, secondo gli accertamenti, venivano registrate e i filmati successivamente condivisi attraverso canali digitali.
Gli accertamenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Lazio hanno consentito di identificare quattro persone ritenute dagli investigatori responsabili della creazione e dell’organizzazione delle chat utilizzate per l’adescamento.
Per accedere al sistema era necessario ricevere un link di invito ed effettuare un pagamento elettronico, anche attraverso criptovalute.
Secondo l’ipotesi investigativa, le attività non erano finalizzate soltanto all’adescamento delle vittime, ma anche alla produzione, alla condivisione e alla successiva commercializzazione di materiale pedopornografico, con conseguenti guadagni per gli organizzatori.
Le indagini si sono successivamente concentrate su un canale a pagamento denominato “Lumaca”, all’interno del quale la Polizia Postale ha individuato una rete di utenti coinvolti, secondo gli investigatori, nella diffusione di materiale pedopornografico.
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire anche le modalità di interazione e di scambio dei contenuti illeciti tra gli utenti.
Su disposizione della Procura di Roma sono state quindi eseguite 30 perquisizioni domiciliari e informatiche, con il coinvolgimento dei centri operativi per la sicurezza cibernetica di Lombardia, Veneto, Piemonte, Umbria, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria.
Il bilancio complessivo dell’operazione è di sette arresti e 23 denunce in stato di libertà.
Nel corso delle perquisizioni gli agenti hanno sequestrato centinaia di gigabyte di filmati che, secondo la Polizia di Stato, documentano violenti abusi sessuali su minori, anche di tenera età.
Sono stati inoltre acquisiti 60 supporti informatici, sui quali proseguiranno gli accertamenti.
Nell’abitazione romana di una delle persone arrestate sono stati rinvenuti anche 895 grammi di marijuana.
L’operazione rappresenta un importante sviluppo investigativo nel contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori attraverso le piattaforme digitali, con particolare attenzione ai sistemi di adescamento e alla circolazione di contenuti illegali attraverso canali riservati.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
