Mercoledì 4 Novembre 2026 14:11
Carlo Casini verso la beatificazione


L’apertura della fase diocesana della causa l'11 dicembre nel Palazzo Lateranense con il cardinale vicario Reina. Magistrato, giurista, politico, impegnato in difesa della vita, fu amico di san Giovanni Paolo II e di santa Teresa di Calcutta
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In programma per l’11 dicembre alle 12 nella Sala della Conciliazione, costituita per il Tribunale nel Palazzo apostolico Lateranense, l’apertura della inchiesta diocesana per la causa di beatificazione di Carlo Casini, laico e padre di famiglia. A condurla, il Tribunale composto dal delegato episcopale monsignor Giuseppe D’Alonzo, da don Andrea De Matteis, promotore di giustizia, e dal notaio Marcello Terramni. Con loro il postulatore, Nicola Gori.
Magistrato, giurista, parlamentare italiano ed europeo, leader del Movimento per la vita italiano, della Federazione europea per la Vita e la dignità dell’uomo “One of Us” e figura di primo piano dell’impegno cattolico nella società civile e nelle istituzioni, Casini era nato a Firenze il 4 marzo 1935. Fin dalla giovinezza partecipò attivamente alla vita ecclesiale, impegnandosi nella parrocchia della Beata Vergine Maria della Divina Provvidenza, retta dai padri Barnabiti, e nell’Azione cattolica, nella quale ricoprì importanti incarichi di responsabilità anche a livello nazionale. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Firenze – dove fu allievo di Giorgio La Pira con il quale intrattenne poi un rapporto di stima reciproca e di consonanza ideale anche sul fronte della difesa della vita nascente -, entrò subito in magistratura nel 1961. Pretore a Empoli, poi sostituto procuratore a Firenze, quindi alla Corte di Cassazione, la sua concezione del diritto fu sempre intimamente legata alla dignità della persona umana e alla tutela dei più deboli.
Nel 1964 il matrimonio con Maria Nitti, dal quale nacquero quattro figli: Marina, Francesco, Donatella e Marco, a cui si unirono Benedetta e Donato. Sposo amabile, padre presente e affettuoso e, successivamente, nonno, la famiglia fu per lui la prima e fondamentale esperienza di una vocazione all’amore, al dono di sé e al servizio. Maria e i figli furono compagni di un cammino umano e spirituale nel quale l’impegno pubblico non separò mai Carlo dalle responsabilità e dalla bellezza della vita familiare.
Negli anni Settanta, durante il suo servizio in magistratura, si confrontò direttamente con il dramma dell’aborto. Da quell’esperienza si consolidò la convinzione che avrebbe orientato tutta la sua esistenza: ogni essere umano, senza distinzione e senza condizioni, possiede una dignità inviolabile, infinita, e merita di essere accolto, custodito e amato. La difesa dei bambini non ancora nati e la tutela della gravidanza divennero la missione alla quale dedicò le sue energie intellettuali, professionali, civili e spirituali. Per Casini, si giocava qui il vero e proprio fondamento di ogni rinnovamento morale e civile.
Nel 1975 contribuì alla nascita, a Firenze, del primo Centro di aiuto alla vita, esperienza che segna l’avvio sia di una nuova forma di sostegno concreto alle donne in difficoltà per una gravidanza problematica o inattesa, sia di una nuova presenza culturale. Fu tra i fondatori del Movimento per la vita italiano, di cui divenne presidente dal 1990 al 2015, assumendone successivamente la presidenza onoraria. Sotto la sua guida si svilupparono una vasta rete di Centri di aiuto alla vita e di Case di accoglienza, oltre a servizi come Sos Vita e Progetto Gemma, tutti impegnati concretamente accanto alle donne in difficoltà, alle coppie e alle famiglie.
Significativo anche l’impegno di Casini per la formazione dei giovani, così come quello per la costituzione del Forum delle associazioni familiari, del Comitato Scienza e Vita (divenuto poi associazione), del Forum delle associazioni socio-sanitarie. Ha collaborato anche per avviare il Progetto Agata Smeralda. Ha sempre inteso la propria militanza come un servizio ecclesiale e sociale a un tempo, vivendo la tensione all’unità e alla comunione come condizione necessaria per costruire un’autentica e solida cultura della vita. Cultura che portò anche nella sua intensa attività politica e istituzionale: fu deputato al Parlamento italiano dal 1979 al 1994 e membro del Parlamento europeo dal 1979 al 1994, ricoprendo in questa sede anche la presidenza della Commissione Giuridica e della Commissione Affari costituzionali. Fu membro della Pontificia Accademia per la vita (1994-2016) e del Comitato nazionale per la Bioetica. In ogni ambito ha testimoniato che la politica, quando è autenticamente orientata alla persona e al bene comune, può diventare davvero una forma alta di servizio e di carità. Fu anche docente di bioetica, biodiritto, diritto internazionale e dottrina sociale della Chiesa all’ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Innumerevoli le iniziative da lui ideate e promosse a tutti i livelli della società italiana ed europea; sconfinato il numero degli scritti, non si contano i viaggi in Italia, n Europa, ma anche nel mondo per annunciare e promuovere il “Vangelo della Vita”. Fu amico di san Giovanni Paolo II e di santa Teresa di Calcutta. Visse rapporti di amicizia anche con Chiara Lubich, don Oreste Benzi, don Zeno Saltini, Jerome Lejeune. Morì a Roma il 23 marzo 2020, dopo aver affrontato la Sla con profonda fede, «abbandonato alla volontà di Dio, e circondato dall’amore della moglie e dei figli – ricordano dalla diocesi di Roma -. La sua eredità continua a vivere nell’opera del Movimento per la vita, nell’associazione Amici di Carlo Casini, nelle molteplici iniziative sorte per diffonderne la testimonianza e nelle numerose persone che, attraverso il suo esempio, hanno scoperto la bellezza e la responsabilità».
4 novembre 2026
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