Mercoledì 4 Novembre 2026 12:11
4 novembre, Pax Christi: «Monito per dire mai più la guerra»


Nel Giorno dell'Unità nazionale, il movimento ricorda i caduti del primo conflitto mondiale, sottolineando che «è pura ipocrisia ricordare i morti e fare continua propaganda di guerra»
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Solo per l’Italia, 650mila militari e circa 589mila civili. È il bilancio delle vittime della prima guerra mondiale ricordato oggi, 4 novembre, nella Giornata per l’Unità nazionale da Pax Christi. Nell’anniversario del giorno in cui il conflitto è finito e se ne commemorano i caduti, il movimento cattolico evidenzia che «non possiamo piangere i morti e contemporaneamente accettare la continua e incalzante propaganda di guerra. Fare memoria di chi è stato ucciso sia monito per rinnovare l’impegno “mai più la guerra”. Sia una occasione per ripudiarla, come ci chiede la nostra Costituzione!», scrivono in una nota.
Ricordando quanto detto più volte dalla premier Giorgia Meloni – «Si vis pacem para bellum», Se vuoi la pace prepara la guerra -, rimarcano che «è pura ipocrisia ricordare i morti e preparare la guerra, investire nella guerra, fare continua propaganda di guerra». E ricordano non solo i morti caduti in guerra ma anche «i disertori, alcuni uccisi direttamente sul posto con le decimazioni volute dal generale Cadorna (difficile conoscerne il numero), altri, più di 4mila, condannati a morte. Proprio nella loro memoria rinnoviamo il nostro impegno in ogni settore, per dire no alla guerra, alle “folli” spese per gli armamenti, alla presenza dell’esercito nelle scuole e a tutto ciò che porta il nostro Paese verso una guerra», si legge ancora nel comunicato.
Il movimento ribadisce quindi il suo impegno «con le migliaia di giovani che hanno manifestato per ribadire che vogliono poter andare a scuola, non a fare la guerra; con i portuali che, con lo sciopero dello scorso 30 ottobre, hanno rinnovato la loro scelta di non voler essere complici con la guerra, coinvolgendo 22 Paesi, 5 continenti e 113 porti, di cui nove italiani». E ricorda la campagna “Sollevati. La coscienza non si arruola”, lanciata insieme ad altre associazioni per raccogliere dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza, soprattutto da parte di giovani, ancor prima che possa arrivare loro la cartolina di chiamata alle armi. Se ne parlerà nel convegno in programma il 30 dicembre a Cuneo, alla vigilia della Marcia per la pace in programma, come ogni anno, la sera del 31 dicembre proprio nella città piemontese.
«Rifiutiamo la guerra, gridiamo la speranza», è la conclusione della nota, in cui si ricordano anche le parole pronunciate da Leone alla Sapienza di Roma lo scorso 14 maggio: «Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “ difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite a cui nulla importa del bene comune».
4 novembre 2026
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