Mercoledì 4 Novembre 2026 11:11
Giornata dell’Unità nazionale: il capo dello Stato all’Altare della Patria


Il presidente Mattarella ha deposto una corona d'alloro sulla tomba del Milite Ignoto, prima di recarsi a Firenze, dove proseguono le celebrazioni. Acanto a lui il presidenti di Senato e Camera, la premier Meloni, i vertici di forze armate e polizia
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È cominciata come di consueto all’Altare della Patria la Giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate. Questa mattina, 4 novembre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, passando in rassegna i reparti schierati in piazza Venezia, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Presenti all’Altare della Patria anche i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la premier Giorgia Meloni, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e i vertici di forze armate e polizia. Mattarella si è messo quindi in viaggio per Firenze, dove proseguono le celebrazioni della Giornata.
Nel messaggio indirizzato per l’occasione al ministro Corsetto, il capo dello Stato mette l’accento sul «significato particolare» della Giornata, «nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica. Il giuramento di fedeltà delle forze armate alla Repubblica – evidenzia – si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi».
Il 4 novembre «celebriamo anzitutto il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità della nostra patria, indipendente e libera, e il percorso che, con la lotta di liberazione, ha saputo conquistare libertà e democrazia per il nostro popolo e un ruolo autorevole all’Italia, con la politica di pace e cooperazione internazionale perseguita dalla Repubblica – ricorda il presidente -. Oggi, una fase storica di particolare complessità vede le forze armate proiettate a livello internazionale per assicurare, nell’ambito di iniziative della comunità internazionale, la pace ove viene compromessa e per presidiare, unitamente ai Paesi alleati, aree critiche per la sicurezza e la prosperità del nostro Paese. Il loro impegno, il loro quotidiano lavoro sono preziosi per contrastare ogni intento esterno rivolto contro la comunità alla quale apparteniamo e per affermare il rispetto del diritto internazionale», rimarca.
Il riferimento è ai conflitti «tradizionali», che insanguinano l’Europa, ma anche alla «disinformazione diffusa, alla competizione nello spazio, alla dimensione cibernetica, all’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione». Si tratta di uno scenario «che richiede profonda capacità di rinnovamento, nell’integrare rapidamente le nuove tecnologie e nel garantire capacità concrete per le sfide future». In questo senso, è la tesi di Mattarella, «appare urgente l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica».
Da ultimo, il capo dello Stato dà voce all’«omaggio del popolo italiano a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, consegnandoci un’eredità di libertà e unità che celebriamo con rinnovata consapevolezza e, oggi, rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina. Un legame profondo – aggiunge -, di fiducia e gratitudine, unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza alla comunità nazionale, di cui sono parte integrante».
4 novembre 2026
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