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Mercoledì 4 Novembre 2026 11:11

Attacco hacker ai frigoriferi, i media: terrorismo psicologico a basso costo



Il 2 novembre l'ondata di attacchi in 8 Paesi europei. L'analisi dei giornali locali: sabotaggio puro, per insinuare nei cittadini il dubbio che la vita quotidiana è sotto scacco in qualsiasi momento

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Un’ondata di attacchi hacker ha  mandato in tilt, lunedì 2 novembre, catene del freddo nei supermercati di 8 Paesi europei. Colpiti frigoriferi e congelatori, con temperature alzate fino a 50-70° C, e quindi montagne di cibo da buttare. Ripartire regolarmente le attività in tutti gli esercizi coinvolti, si ragiona su cause e obiettivi. Dalla Gran Bretagna iNews parla di atti di «sabotaggio puro», senza nessuna finalità di riscatto. Una forma di terrorismo psicologico a basso costo. L’obiettivo dei gruppi hacker, cioè, sarebbe di insinuare nei cittadini il dubbio che la vita quotidiana, la spesa al supermercato e la sicurezza alimentare siano sotto scacco in qualsiasi momento. Tanto più che solo pochi giorni fa il governo britannico aveva consigliato ai suoi cittadini di avere scorte di beni di prima necessità sufficienti per tre giorni in caso di emergenza, compresi gli attacchi informatici che causano danni e disagi diffusi.

In Francia, dove gli attacchi si erano già verificati alcune settimane fa, si mette l’accento sul tema dell’eccessiva dipendenza dalla digitalizzazione delle cose senza nemmeno riuscire più a proteggere le cose fondamentali. Dalla Svezia, dove hanno patito danni ingenti colossi della distribuzione come Ica e Coop, l’analisi si concentra sulla resilienza della catena di approvvigionamento. «L’incidente – si legge in uno degli editoriali – mette in luce una vulnerabilità che va ben oltre i congelatori dei supermercati. Oggi gran parte della società è connessa a computer che a loro volta sono connessi a internet, come ad esempio le automobili, i sistemi finanziari e le reti idriche». Concretamente, significa che gli hacker potrebbero interrompere la fornitura di energia elettrica in un Paese esponendo a rischio «persino le apparecchiature mediche utilizzate negli interventi chirurgici, come pacemaker e pompe per l’insulina».

Dall’attacco degli hacker, danni anche in Italia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Estonia, Irlanda, Lussemburgo.

4 novembre 2026

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