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Mercoledì 4 Novembre 2026 15:11

Dai lucchetti a Ponte Milvio alle cuffiette ai Fori: che abbiamo fatto di male?

Immaginatevi Frank, cinquant’anni, provincia di Amburgo, Birkenstock con calzettone bianco e una giornata trascorsa a ciabattare tra le rovine dell’antica Roma. Dopo ore di spiegazioni su imperatori, templi e civiltà millenarie, Frank arriva davanti al Tempio della Pace, nel cuore dei Fori Imperiali, e, un po’ annoiato, si sfila le cuffiette fornite dal tour operator. […]

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Immaginatevi Frank, cinquant’anni, provincia di Amburgo, Birkenstock con calzettone bianco e una giornata trascorsa a ciabattare tra le rovine dell’antica Roma. Dopo ore di spiegazioni su imperatori, templi e civiltà millenarie, Frank arriva davanti al Tempio della Pace, nel cuore dei Fori Imperiali, e, un po’ annoiato, si sfila le cuffiette fornite dal tour operator. Guarda la ringhiera che ha davanti e, vedendone già decine appese, pensa bene di aggiungerci anche le sue. D’altronde, se lo fanno tutti, perché scomodare l’unico neurone rimasto per chiedersi se non sia il caso di buttarle nel Cestò alle sue spalle?

E quindi vada per il souvenir al contrario, anche perché Frank trova che le cuffiette di plastica impreziosiscano il paesaggio. Noi non siamo nessuno per contraddire il gusto estetico d’oltralpe, eppure sentiamo il dovere morale di inserire una voce fuori campo in questa scena, che suona più o meno così: ma che è ‘sta cafonata?

Caro Frank, noi romani abbiamo passato una vita a lamentarci di una cosa che, col senno di poi, era perlomeno molto più iconica dei tuoi auricolari di plastica: i lucchetti di Ponte Milvio. Quelli almeno erano portatori di una speranza, di una promessa d’amore. Un po’ infantile, certo, forse persino stucchevole… Ma che ne vuoi sapere tu di Step e Babi?

Non sappiamo esattamente in quale girone mocciano dell’inferno siamo finiti per meritarci la visione del Tempio della Pace ridotto a un espositore di cuffiette usate gialle, verdi e blu. Per fortuna, almeno stavolta, la storia ha avuto un lieto fine e oggi, 4 novembre, dopo le segnalazioni dei residenti e le immagini diventate virali sui social, gli operatori AMA interverranno per rimuovere le cuffiette e ripulire le ringhiere, restituendo al Tempio della Pace un panorama un po’ più degno del suo nome. 

Resta però una questione di fondo. Perché, al di là del singolo turista, viene da chiedersi se anche i tour operator non possano fare la propria parte, magari prevedendo la raccolta degli auricolari al termine delle visite guidate. Che onestamente non ci sembra una richiesta particolarmente rivoluzionaria, soprattutto considerando che stiamo parlando di uno dei patrimoni archeologici più importanti al mondo, roba che per molto meno ad Amburgo ti mettono ai lavori socialmente utili. 

E poi, caro Frank, c’è un’ultima cosa. Quel senso civico europeo che tanto ammiriamo quando andiamo a Berlino, Amsterdam o Copenaghen, e che ci viene puntualmente rinfacciato ogni volta che si parla di Roma, ci piacerebbe ritrovarlo anche qui. Perché siamo i primi a riconoscere che Roma abbia ancora parecchia strada da fare in fatto di decoro urbano, ma ci aspetteremmo che chi viene a visitarla portasse con sé anche le buone abitudini di casa, non soltanto le Birkenstock.

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