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Mercoledì 4 Novembre 2026 16:11

Tivoli celebra la memoria del 4 Novembre tra la Grande Guerra e il tributo di sangue in Bosnia

Non è solo un elenco di nomi scolpiti nel marmo, ma la spina dorsale di una memoria collettiva che unisce le trincee del Carso ai moderni teatri di pace internazionali. Nella mattina di mercoledì 4 novembre, nella cornice dei Giardini Garibaldi, Tivoli si è stretta attorno alle sue istituzioni per celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale […]

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Non è solo un elenco di nomi scolpiti nel marmo, ma la spina dorsale di una memoria collettiva che unisce le trincee del Carso ai moderni teatri di pace internazionali. Nella mattina di mercoledì 4 novembre, nella cornice dei Giardini Garibaldi, Tivoli si è stretta attorno alle sue istituzioni per celebrare la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, trasformando la ricorrenza in un solenne passaggio di testimone intergenerazionale. Alla cerimonia, guidata dal sindaco Marco Innocenzi insieme ai vertici dell’amministrazione comunale, hanno preso parte le rappresentanze delle forze armate e dell’ordine, le associazioni d’arma e una folta delegazione di cittadini.

Nel suo discorso, il primo cittadino ha voluto riannodare i fili della grande storia patria con i traumi e l’orgoglio della comunità tiburtina. Un legame profondo, bagnato dal sangue: la Prima Guerra Mondiale costò a Tivoli ben 165 caduti, i cui nomi rimangono custoditi come un patrimonio sacro. Ma il tributo della città non si è fermato al primo conflitto mondiale, riaffiorando anche nei ricordi drammatici del bombardamento del 26 maggio 1944, quando oltre 450 civili persero la vita in quella che resta una delle pagine più dolorose della storia locale.

“Per noi, come amministrazione, ricordare tutti i nostri concittadini caduti è un impegno fondamentale”, ha scandito il sindaco Innocenzi. “Ogni nome merita di essere ricordato e ogni storia merita di essere raccontata. È nostro dovere custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni”. Una promessa di fedeltà al passato che a Tivoli si declina lungo tutto l’arco dell’anno, attraverso i tributi alla battaglia di El Alamein, il ricordo delle vittime di Nassiriya e l’omaggio al maresciallo capo Simone Cola, il militare originario di Villa Adriana caduto in Iraq nel 2005.

Il momento di più alta commozione della mattinata è stato tuttavia dedicato alla cronaca più recente e drammatica. La comunità si è raccolta in un minuto di silenzio per i quattro militari italiani recentemente scomparsi in Bosnia-Erzegovina durante una missione internazionale: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. I loro nomi si uniscono idealmente a quelli dei ragazzi del ’15-18, a testimonianza di un impegno per la sicurezza e la pace che non ha mai smesso di esigere il prezzo più alto.

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