Mercoledì 4 Novembre 2026 15:11
Le pillole di Polly: recensione di “Il Bufalo e Sammarzano” di Maurizio de Giovanni
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Ci sono uomini che darebbero un occhio della testa per stare al posto di Claudio Bistrotti. Non tanto per il suo lavoro: è un commissario della Questura di Milano all’apice della carriera, certo, ma non è questo il punto.
Quello che, se si sapesse, desterebbe invidie a non finire, è il fatto che sia legato sentimentalmente non con una, ma con due donne bellissime e ricche.
Peccato che Bistrotti, di salti di gioia, non ne faccia per niente.
Sì, perché le due leggiadre signore in questione si sono messe in testa di portarlo all’altare; una è arrivata addirittura a esporre le pubblicazioni in comune, e pazienza se mancava il consenso del diretto interessato.
Di fronte a tanta malasorte, Bistrotti si sente perso. È un buono di natura, e si farebbe passare sopra da un trattore pur di non dare un dispiacere a qualcuno a cui vuole bene.
Così, pur di non dover troncare con le due agguerrite donzelle, fa l’unica cosa che gli rimane da fare: scappa.
Viene a sapere che si è liberato un posto di commissario alla Polizia Ferroviaria di Napoli e si candida al volo, quasi che gli avessero offerto di diventare il Presidente della Repubblica.
E nella Città Partenopea, Bistrotti trova una realtà che non si aspettava. Lì, oltre a guadagnarsi il soprannome di Sammarzano a causa della sua pelata, incontra Teresa, un’ispettrice che non vuole essere chiamata ispettore, Antonio detto il Bufalo, un bravissimo chef comunista con la k, e Ciociò, un’anziana artista di strada che da decenni regala bellezza ai viaggiatori della stazione di Napoli suonando il suo violino.
E quando quest’ultima scompare, inizia la vera avventura del “commissario Sammarzano” a Napoli.
“Il Bufalo e Sammarzano” è il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, sugli scaffali delle librerie italiane dal 27 ottobre.
Stavolta, lo scrittore napoletano ha superato se stesso, regalando ai lettori il personaggio di un commissario di polizia buono come il pane e pure autoironico, come dimostra accettando, anche se non proprio di buon grado, di venire ribattezzato Sammarzano.
E la storia si adegua al protagonista, diventando divertente, a tratti apertamente umoristica.
Come sempre, tuttavia, nel suo libro De Giovanni non rinuncia all’impegno; infatti, tratta un tema serio come quello dei senzatetto con delicatezza e tatto, denunciando l’atteggiamento di indifferenza della maggior parte delle persone nei loro confronti.
“Il Bufalo e Sammarzano”, dunque, ha il raro pregio di regalare qualche ora di divertimento ai lettori, ma allo stesso tempo di farli riflettere sulla negatività di una società che si sta ripiegando sempre di più nel suo egoismo.
E per questo ringraziamo Maurizio De Giovanni, sperando che le avventure del commissario Sammarzano abbiano presto un seguito.
Federica Focà
