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Mercoledì 4 Novembre 2026 20:11

Officina Pasolini, il talento accende Roma fino a dicembre

???? Officina Pasolini torna protagonista a Roma con Futuro Presente 2026: teatro, audiovisivo e musica, da Marco D’Amore a Niccolò Fabi e Nada. Officina Pasolini, il futuro degli artisti sale sul palco A Roma, tra novembre e dicembre 2026, la formazione artistica prova a trasformarsi in esperienza pubblica. Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, laboratorio di alta formazione e hub culturale della Regione…
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 Officina Pasolini torna protagonista a Roma con Futuro Presente 2026: teatro, audiovisivo e musica, da Marco D’Amore a Niccolò Fabi e Nada.

Officina Pasolini, sala teatrale

A Roma, tra novembre e dicembre 2026, la formazione artistica prova a trasformarsi in esperienza pubblica. Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, laboratorio di alta formazione e hub culturale della Regione Lazio diretto artisticamente da Tosca, apre il Teatro Eduardo De Filippo a una programmazione che unisce concerti, spettacoli, cinema e incontri professionali. Il baricentro è la quinta edizione di Futuro Presente, festival di restituzione del percorso formativo 2025-2026 delle sezioni Canzone, Teatro e Multimediale. La novità più significativa non è soltanto la quantità degli appuntamenti, ma il metodo: mettere gli allievi a confronto con il pubblico e con chi lavora concretamente nell’industria creativa.

Massimo Venturiello a Officina Pasolini

La direttrice artistica Tosca rivendica una visione opposta alla cultura dell’immediatezza. Il laboratorio, sostiene, non deve produrre illusioni di successo istantaneo, ma accompagnare i giovani verso una professione sostenibile. In questa idea, l’apprendimento assomiglia più a un lavoro artigianale che a un acceleratore di celebrità: servono tempo, ascolto, esercizio e occasioni autentiche. Il festival diventa quindi una verifica sul campo. Gli studenti non sono chiamati soltanto a mostrare ciò che hanno imparato, ma a misurarsi con gli imprevisti della scena, con gli operatori e con le regole di un mercato nel quale farsi notare non equivale ancora a costruire una carriera.

Il calendario si apre sabato 7 novembre alle 21 con Ernesto Marciante e Voci d’autore, appuntamento dedicato al rapporto fra tecnica vocale, interpretazione e scrittura musicale. Il 13 e 14 novembre, alle 21, il festival entra nel vivo con Celle, progetto di Gianni Clemente scritto insieme agli allievi della sezione Teatro e diretto da Massimo Venturiello. La scena si popola di persone recluse, storie di marginalità e rapporti umani costretti dentro spazi ridottissimi. Il percorso attraversa oltre un secolo di società, politica e costume, raccontando come la detenzione possa diventare una lente sulla libertà, sui conflitti e sulla dignità.

Niccolò Fabi in concerto

Domenica 15 novembre, alle 19, Marco D’Amore incontra il pubblico e gli allievi in un dialogo condotto da Patrizio Ruviglioni. Al centro non soltanto i personaggi celebri interpretati dall’attore, ma gli snodi professionali, le decisioni e i fallimenti che compongono un percorso artistico. Lunedì 16 novembre, alle 21, è la volta di Vinicio Marchioni, protagonista di EquiLibri in Officina con la presentazione del volume Le vite in atto. Sette storie di teatro. A guidare l’incontro è Francesca De Sanctis. Due appuntamenti diversi accomunati dalla stessa domanda: come si costruisce un’identità artistica senza ridurre il mestiere alla sola esposizione mediatica?

Teatro Argentina a Roma, repertorio

Il 23 novembre, alle 21, il cinema delle origini incontra l’esecuzione dal vivo. Le avventure del principe Achmed, capolavoro animato da Lotte Reiniger nel 1926 attraverso silhouette ritagliate e animate fotogramma per fotogramma, viene accompagnato da una nuova sonorizzazione. Sul palco Gabriele Coen, Alessandro Gwis, Andrea Avena e Lucrezio De Seta, con la voce narrante di Luna Marongiu. Il risultato promette un incontro fra il linguaggio delle ombre, l’improvvisazione e la composizione contemporanea. È anche un’occasione per mostrare alle nuove generazioni come un film centenario possa dialogare con spettatori di oggi senza perdere la propria invenzione originaria.

Martedì 24 novembre, alle 21, Mauro Pagani presenta Tutto è già qui, album di inediti attraverso il quale ripercorre memoria, amicizia, fragilità e ricerca sonora, in dialogo con Patrizio Ruviglioni. Il giorno successivo, mercoledì 25 alle 21, Officina Tǔk, la rassegna curata da Paolo Fresu, accoglie le Shirvani Sisters e il progetto Persepolis. Leila al violoncello e Sara al pianoforte intrecciano tradizione persiana, suggestioni classiche, jazz e impegno civile, con particolare attenzione alla libertà delle donne iraniane. Due serate distantissime per linguaggio e generazione, unite dalla convinzione che una canzone o una partitura possano raccontare molto più della semplice abilità tecnica.

Paolo Fresu in concerto, repertorio

Sabato 28 e domenica 29 novembre, alle 21, la sezione Multimediale presenta In campo/Fuori campo, una selezione di lavori degli allievi. Non si tratta di un esercizio chiuso dentro la scuola: la programmazione prevede anche incontri professionali, occasioni di presentazione e scambio con registi e produttori. Domenica 29, alle 19, torna inoltre il ciclo Costruzioni per l’uso, con un incontro dedicato alle professioni del cinema e dell’audiovisivo; al momento della comunicazione iniziale il nome dell’ospite non risultava ancora confermato. È un dettaglio da verificare nel programma aggiornato prima di raggiungere il teatro, insieme alle modalità di prenotazione.

Lunedì 30 novembre, alle 20.30, il palcoscenico ospita La domenica dell’attore, format di incontri fra cinema, teatro e musica ideato da Pierfrancesco Nacca e Giulia Paoletti. Poi, il 4 e 5 dicembre alle 21, la sezione Canzone presenta Officina aperta, spettacolo-concerto curato da Niccolò Fabi con docenti e tutor e con i giovani cantautori del laboratorio. La formula affianca alle esibizioni momenti di confronto professionale, fra operatori e protagonisti dell’industria musicale. Per chi si affaccia al settore, la possibilità di ricevere un ascolto competente e immediato può valere quanto la prima vera occasione di palcoscenico.

Domenica 6 dicembre, alle 19, la chiusura del festival è affidata a Nada, protagonista di una conversazione con Martina Martorano sulla propria carriera e sulle molte metamorfosi di una voce fuori dagli schemi. Tutti gli appuntamenti si svolgono nel quadro della programmazione di Officina Pasolini, al Teatro Eduardo De Filippo di viale Antonino di San Giuliano 782, a Roma. Per alcune iniziative è prevista la prenotazione e la disponibilità dei posti può essere limitata: calendario, accessi e possibili variazioni vanno controllati sul sito ufficiale. Il messaggio del progetto resta nitido: una città viva culturalmente non offre soltanto spettacoli, ma crea luoghi in cui nuovi artisti possano cominciare davvero a lavorare.

Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

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