Giovedì 5 Novembre 2026 10:11
Il Papa: «Chi segue Cristo sarà sempre dove è lui»


La Messa di Leone in suffragio di cardinali e vescovi defunti nel corso dell'anno. «Se non ci fosse la risurrezione sarebbe vano pregare per i morti. Non lasciamo che il ricordo si riduca a nostalgia»
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Celebrata in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno la Messa presieduta da Leone questa mattina, 5 novembre, nella basilica di San Pietro. «Chi segue Cristo diventa suo servitore e sarà sempre là dov’è lui, proprio perché ne ha seguito la strada – ha detto -. Questa nostra memoria orante ci invita a riflettere sul valore spirituale del ricordo», ha proseguito, ricordando le parole dette da santa Monica congedandosi dai suoi figli Agostino e Navigio, poco prima di morire: «Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all’altare del Signore». Il mistero della morte «viene qui legato alla preghiera per i defunti, che la Chiesa ha sempre praticato fin dai primordi come uno dei suoi doveri fondamentali», ha commentato il pontefice, soffermandosi su «due verità che illuminano il nostro suffragio: la speranza nella risurrezione e la comunione dei santi».
Leone lo ha affermato con chiarezza: «La comunione tra noi vissuta in terra, per quanto segnata da limiti e colpe, non viene meno se posta nelle mani di Dio. Ricordare i nostri fratelli defunti all’altare del Signore si fonda sulla promessa che la nostra vita, in Cristo, non va perduta perché è stata redenta», ha spiegato, aggiungendo che «alla luce di Gesù, che è l’autore stesso della risurrezione, anche noi preghiamo per i nostri defunti in forza di questa grande speranza donataci nel mistero pasquale. Se infatti, come sottolinea la Scrittura, non ci fosse la risurrezione, sarebbe vano pregare per i morti».
E pregare in suffragio dei defunti «significa celebrare la vita. Anzitutto la vita risorta di Cristo Signore, e per grazia sua la nostra, che in lui risorge», ha chiarito Prevost, esortando: «Non lasciamo che il ricordo dei defunti si riduca a mera nostalgia. Nella fede, meditiamo sul mistero della morte senza paura, perché il Signore è vivo, ci attende e ha già preparato un posto per noi nella casa del Padre suo». Un atto «di affidamento e di speranza» che la Chiesa celebra nella comunione dei santi. «Quando preghiamo per i defunti infatti – sono ancora le parole del Papa – lo facciamo non soltanto per loro, ma anche con loro, coinvolti in una reciprocità che lo Spirito Santo vivifica nei nostri cuori».
In Cristo «la morte non scioglie i legami ma li trasfigura in una nuova dimensione, che si comprende soltanto nel mistero del suo amore donato fino alla fine sulla croce ed effuso dopo la vittoria pasquale», ha concluso il Papa: «Custodiamo e coltiviamo sempre nel nostro cammino questa comunione, perché quando verrà la nostra ora possiamo anche noi ricevere il suffragio dei fratelli pellegrini e godere con tutti i santi la gioia della patria celeste».
5 novembre 2026
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