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Giovedì 5 Novembre 2026 14:11

Antenne a Roma, il Municipio X chiede nuove regole: distanza minima di 50 metri da scuole e siti sensibili

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Approvata una mozione per aggiornare il regolamento capitolino sugli impianti di telefonia mobile, alla luce di una sentenza del Consiglio di Stato. Chiesti controlli sui campi elettromagnetici, monitoraggi e una mappa pubblica delle antenne.

Nuove regole per l’installazione delle antenne di telefonia mobile a Roma, con una distanza minima di 50 metri dai siti sensibili, controlli preventivi sull’esposizione ai campi elettromagnetici e maggiore trasparenza sulla distribuzione degli impianti nei quartieri.

È quanto chiede il Consiglio del Municipio Roma X, che ha approvato una mozione per sollecitare Roma Capitale ad aggiornare il proprio regolamento sugli impianti di telefonia mobile, recependo i principi richiamati nella sentenza del Consiglio di Stato n. 6527 del 14 agosto 2026.

Il documento è stato sostenuto da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione. Al momento della votazione, secondo quanto riferito dai promotori, erano assenti tutte le forze politiche di centrodestra.

Il punto centrale della mozione riguarda l’introduzione di una distanza minima di 50 metri tra le nuove stazioni radio base e i siti sensibili, ossia luoghi per i quali si ritiene necessaria una particolare attenzione nella pianificazione degli impianti.

La richiesta prende come riferimento la disciplina adottata dal Comune di Sanremo, la cui legittimità, secondo quanto riportato dai promotori della mozione, è stata riconosciuta dal Tar Liguria e dal Consiglio di Stato.

L’obiettivo è introdurre anche nella Capitale criteri più precisi per individuare le aree in cui autorizzare nuove installazioni.

La proposta lascia inoltre all’Assemblea Capitolina la possibilità di valutare distanze superiori rispetto alla soglia minima indicata.

Un altro punto riguarda gli impianti già esistenti, per i quali viene richiesta una verifica della collocazione rispetto ai siti sensibili, anche allo scopo di valutare eventuali interventi di delocalizzazione.

La distanza di 50 metri non è attualmente una nuova regola già entrata in vigore a Roma: si tratta di una modifica richiesta dal Municipio X, sulla quale dovranno eventualmente intervenire gli organi competenti di Roma Capitale.

La mozione affronta anche il tema dell’esposizione ai campi elettromagnetici generati dagli impianti di telecomunicazione.

In particolare, il Municipio X chiede che ARPA Lazio effettui una valutazione preventiva degli effetti cumulativiprima dell’autorizzazione di nuove antenne.

L’analisi dovrebbe considerare non soltanto le emissioni del singolo impianto da installare, ma anche quelle delle altre sorgenti già presenti nell’area interessata.

L’obiettivo indicato dai promotori è ottenere una valutazione complessiva dell’esposizione, soprattutto nei territori caratterizzati da una maggiore concentrazione di infrastrutture di telefonia mobile.

La mozione sollecita inoltre una campagna di monitoraggio strumentale nelle zone maggiormente interessate dalla presenza di antenne, con la pubblicazione dei risultati.

Tra le richieste figura anche un censimento aggiornato degli impianti di telefonia mobile presenti nel territorio del Municipio X.

La ricognizione dovrebbe consentire di conoscere la distribuzione delle antenne e la loro distanza dai siti sensibili.

Il documento richiama inoltre la mozione n. 6 del 3 marzo 2026, che prevedeva la realizzazione di una sezione dedicata alle procedure autorizzative sul portale di Roma Capitale.

La proposta comprende una mappa interattiva georeferenziata, con gli impianti suddivisi per Municipio, per rendere più facilmente consultabili le informazioni sulle installazioni.

Uno strumento che, nelle intenzioni dei promotori, permetterebbe ai cittadini di conoscere la localizzazione delle infrastrutture e di accedere a informazioni sulle relative procedure autorizzative.

A sostenere la mozione sono i rappresentanti di diverse forze politiche del Municipio X: Alessandro Ieva del Movimento 5 Stelle, Leonardo Di Matteo del Partito Democratico, Remo De Bartolomeo della Lista Civica Gualtieri, Marco Possanzini e Valerio Facchinelli di Alleanza Verdi e Sinistra, Mirella Arcamone di Laboratorio Civico Municipio X e Andrea Bozzi di Azione.

«La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato la legittimità della scelta di un Comune di prevedere una distanza minima di 50 metri dai siti sensibili. Chiediamo che Roma Capitale recepisca questo orientamento nel proprio Regolamento, introducendo una regola chiara anche per il territorio della Capitale», dichiarano i firmatari.

I rappresentanti politici precisano che la richiesta non nasce da una contrarietà allo sviluppo delle infrastrutture digitali.

«Non siamo contrari allo sviluppo delle reti di telecomunicazione, ma la loro diffusione deve essere accompagnata da una pianificazione responsabile. Non basta valutare la singola antenna: occorre considerare l’insieme degli impianti presenti e i livelli complessivi di esposizione».

Da qui la richiesta di aggiornare le disposizioni comunali e rafforzare gli strumenti di controllo.

«Con questa mozione chiediamo quindi regole aggiornate, controlli preventivi, monitoraggi e maggiore trasparenza sulle installazioni presenti nei quartieri».

L’approvazione del documento è avvenuta in assenza delle forze politiche di centrodestra, circostanza evidenziata dai promotori.

«Prendiamo atto dell’assenza di tutte le forze di centrodestra al momento della votazione. Adesso chiediamo a Roma Capitale di dare seguito all’indirizzo approvato dal Municipio e avviare concretamente la modifica del Regolamento», affermano i capigruppo.

L’iniziativa del Municipio X rappresenta dunque una richiesta di intervento rivolta all’amministrazione capitolina, non una modifica immediata delle regole per l’installazione delle antenne.

L’eventuale aggiornamento del regolamento dovrà essere valutato dagli organi competenti di Roma Capitale, nel rispetto della normativa nazionale e dei principi stabiliti dalla giurisprudenza amministrativa.

Il tema riguarda il rapporto tra sviluppo delle reti di telecomunicazione, pianificazione urbana e tutela dei cittadini, con particolare attenzione alla trasparenza delle autorizzazioni e al monitoraggio dei livelli di esposizione elettromagnetica.

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