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Venerdì 6 Novembre 2026 00:11

Da Patti Smith a Joss Stone: i big della musica a Roma per i 25 anni di Auditorium

Era il 2002. Veltroni era sindaco di Roma, noi ci chiamavamo con l’addebito sul Nokia 3310 e al Flaminio spuntavano dal nulla tre gigantesche tartarughe firmate Renzo Piano, destinate a diventare uno dei luoghi simbolo della Roma del nuovo millennio. Per l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il 2027 sarà un anno di festa e, […]

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Era il 2002. Veltroni era sindaco di Roma, noi ci chiamavamo con l’addebito sul Nokia 3310 e al Flaminio spuntavano dal nulla tre gigantesche tartarughe firmate Renzo Piano, destinate a diventare uno dei luoghi simbolo della Roma del nuovo millennio.

Per l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il 2027 sarà un anno di festa e, a giudicare dai nomi annunciati, non ha intenzione di festeggiare in sordina. La Fondazione Musica per Roma inizia col botto già da novembre e dicembre 2026, con quattro concerti che mettono insieme alcuni dei nomi più interessanti della scena internazionale.

Si comincia il 23 novembre con il Kronos Quartet, in Sala Santa Cecilia. Fondato a San Francisco oltre 50 anni fa, è probabilmente il quartetto d’archi meno interessato a rispettare i confini della musica classica che sia mai esistito. Nella sua storia ha attraversato quasi ogni genere musicale, dal jazz all’elettronica, lavorando con artisti come David Bowie, Paul McCartney, Laurie Anderson e Tom Waits. Oltre 70 registrazioni e più di mille opere commissionate raccontano una carriera costruita sull’idea che la musica da camera possa dialogare con il presente, anziché limitarsi a conservare il passato.

Il 29 novembre torna ANOHNI, la cui voce, sospesa tra soul, elettronica e sperimentazione, accompagna da anni una ricerca artistica che intreccia questioni ambientali, identità e politica. Ma il concerto in Sala Santa Cecilia ha anche il sapore di un ritorno alle origini: nel 2003 ANOHNI si esibiva nella Cavea come ospite di Lou Reed, quando il suo nome era ancora poco conosciuto. Da allora è tornata più volte, in quasi tutte le sale dell’Auditorium, fino all’ultima esibizione del 2013.

E ora, a distanza di tredici anni, torna a far visita a una città che ha sempre creduto in lei.

Il 5 dicembre sarà la volta di Joss Stone, che porterà in Sala Santa Cecilia Merry Christmas, Love – With Live Symphony Orchestra. La cantante britannica, esplosa sulla scena internazionale a 16 anni, è una delle voci che hanno riportato il soul al centro della musica pop dei primi 2000. Una carriera tra Grammy, Brit Awards e collaborazioni con Mick Jagger e Damian Marley, senza mai abbandonare quell’immaginario un po’ rétro, tra musica black e spirito hippie, che l’ha resa riconoscibile dagli esordi. A Roma arriverà accompagnata da un’orchestra sinfonica e un repertorio natalizio, ma in versione soul.

Il 6 dicembre arriva Macy Gray, in Sala Sinopoli, con The Trouble With The Truth Tour. Basta nominare I Try per ritrovarsi immediatamente alla fine degli anni ’90, quando quella voce roca e irregolare sembrava uscire da ogni radio.

Anche se ridurre Macy Gray a quel successo sarebbe ingeneroso: nel frattempo ha attraversato soul, funk, jazz e R&B, e a dicembre torna in Italia dopo tre anni, con una carriera lunga oltre venticinque anni e una voce che resta il suo marchio di fabbrica.

Sempre il 6 dicembre, ma in Sala Santa Cecilia, è attesa anche l’iconica Patti Smith, sinonimo di storia del rock e controcultura, che rende ancora più evidente il filo conduttore di questa programmazione: artisti molto diversi tra loro, capisaldi della musica, accomunati da un’identità impossibile da replicare.

E infine, il 14 dicembre torna a trovarci anche Herbie Hancock, il leggendario pianista e compositore vincitore di 14 Grammy Awards, che alle ore 20 ci regalerà un po’ di sano jazz in Sala Santa Cecilia.

Che poi, in questi 25 anni, l’Auditorium ha abituato i romani esattamente a questo: a intendere la musica come libertà. Quella di poter ascoltare un quartetto d’archi una sera e una leggenda del soul quella dopo, senza che nessuno trovi strano il salto.

E il suo merito più grande è proprio aver reso normale per i romani avere a disposizione, praticamente sotto casa, una programmazione che potrebbe appartenere a Londra, Berlino o New York.

Maggiori informazioni e biglietti disponibili sul sito ufficiale
www.auditorium.com
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