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Domenica 8 Novembre 2026 11:11

Favola della domenica – La lampada

#favola
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C’era una volta una lampada che apparteneva a una bambina di nome Letizia.

Gliel’aveva regalata la zia Firmina. Tutti dicevano che la zia era una strega buona, ma questo fatto Letizia non l’aveva mai sperimentato.

La lampada era dotata di diversi pulsanti. Pigiandone uno rosso, fuoriuscivano colori sfumati e sgargianti, mentre quello giallo emetteva brani musicali per prendere sonno.

Ce n’era un terzo blu che Letizia non era ancora riuscita a far funzionare.

“Zia, a che cosa serve il tasto blu?” chiedeva ogni tanto a Firmina.

“Prima o poi lo scoprirai”.

La zia aveva lunghi capelli neri e occhi color cobalto. La nipote avrebbe voluto assomigliarle.

“Sai” le diceva ridendo “a volte sembri una strega buona”.

“Forse lo sono, cara nipote, chissà…”

Un giorno avvenne che un amichetto di Letizia di nome Mauro battesse la testa dopo aver fatto uno scivolone su un terreno fangoso.

Il ragazzino era svenuto e, da allora, non si era più ripreso.

Poteva camminare e muoversi ma, per il resto, appariva assente e non dava segno di comprendere le domande che gli venivano fatte.

Letizia lo invitò a casa sua nella speranza che la loro affettuosa amicizia potesse produrre un miracolo.

Si era fatto buio e la bambina accese i due pulsanti della sua lampada. Le sfumature di colori sgargianti andarono a circondare Mauro; contemporaneamente, le note di varie canzoni si diffusero nell’aria.

Sembrò alla bambina che il suo amico stesse per risvegliarsi.

Trillò il campanello di casa. Era la zia Firmina.

“Che cosa fate, ragazzi?” domandò, entrando in camera della nipote.

“Capiti a proposito, zia. Forse puoi aiutarmi a far tornare la coscienza al mio amichetto Mauro.

Firmina si accostò al bambino, lo cullò e lo accarezzò.

“Qui ci vuole la magia del tasto blu”.

Letizia moriva dalla curiosità. Che cosa le avrebbe rivelato la lampada?”

La zia pigiò il terzo tasto e da questo si sprigionarono forme geometriche luminose che avvolsero il bambino.

Mauro le osservò sorpreso poi il suo sguardo si fece più attento, più consapevole e, alla fine, si svegliò del tutto. Disse, abbracciando le due ragazze: “Che gioia poter parlare di nuovo con voi! Ero come addormentato. Capivo tutto ma ero incapace di esprimermi”.

Dopo gli abbracci e la gioia del momento, Letizia chiese a Firmina: “Come è potuto succedere?”

“Sono curioso anch’io” disse Mauro.

“Dovete sapere che alcune forme geometriche sono in grado di guarirci. Si tratta della ‘Geometria Sacra’. Ne fanno parte il cosiddetto ‘Fiore della Vita’, il ‘Cubo di Metatron’, la ‘Sezione Aurea’. Esse sono il linguaggio originario della creazione. Quindi, in molti casi, possono ridare equilibrio e coscienza di sé. Mauro aveva bisogno di una ventata di energia per riprendersi e la lampada, con le sue forme, l’ha fatto”.

“Sei tu che l’hai fatto, zia, e io sono felice che il mio amichetto parli di nuovo con me. Noi ti ringraziamo di cuore per aver compiuto questo grande miracolo”.

Maria Rosaria Fortini

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