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Venerdì 6 Novembre 2020 06:11

Verso le elezioni 2021: Caudo alza l’asticella del dibattito pubblico

Interessante dibattito organizzato da Giovanni Caudo sulle possibili sinergie tra Milano e Roma, in attesa dei candidati del PD e del centrodestra e con Calenda che si affida alle facili polemiche

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Intanto che il PD decida se può avere un suo candidato sindaco per il 2021 o se può trovarne uno insieme al M5S e che il centrodestra riesca a mettere d’accordo le varie componenti su un nome di prestigio, a Roma c’è un candidato sindaco che ha avviato un serio confronto pubblico sui temi cittadini.

Parliamo di Giovanni Caudo, attuale presidente del Municpio III ed ex assessore all’urbanistica della giunta di Ignazio Marino.

Lo spessore di Caudo come candidato sindaco l’avevamo già apprezzato nel
dibattito organizzato da CarteInRegola
tra i candidati alle primarie del centrosinistra e ne abbiamo avuto conferma seguendo il foro virtuale “Roma / Milano” tenutosi lo scorso mercoledì 4 novembre.

Si è trattato di un dibattito tra Giovanni Caudo, Mauro Baioni, Urbanista presso l’Università di Roma Tre, e Alessandro Balducci, docente del Politecnico di Milano già assessore all’urbanistica della giunta Pisapia, sul ruolo della città di Roma e delle possibili relazioni con la città di Milano.

 

Messi subito da parte i soliti stereotipi tra Milano e Roma, come quello che individua come la cosa più bella della prima il treno per tornare nella seconda, si è cercato di individuare una possibile forma di dialogo tra le due città.

Si è parlato degli indubbi progressi che ha fatto Milano negli ultimi anni e della possibilità di replicare a Roma alcune buone pratiche che lì hanno funzionato, così come delle differenze tra le due città, a partire dalla dimensione, e delle peculiarità di Roma. E si è proposto di uscire dalla logica competitiva tra le due città, provando ad immaginare le possibili sinergie di cui entrambe potrebbero beneficiare.

Una discussione dove si è volato “alto” ma senza perdere di vista la realtà delle cose a Roma, inquadrando i problemi con cognizione di causa, rifuggendo da facili stereotipi.

 

Consigliamo caldamente di vedere la
registrazione dell’evento
per rendersi conto di come si possa uscire dalla miserrima realtà romana attuale, quella disegnata da oltre quattro anni di amministrazione M5S, ed avere uno sguardo di ragionevole speranza sul futuro di Roma.

 

È questo il livello di dibattito che ci piacerebbe adottassero tutti i candidati, perché permette di comprendere le reali potenzialità di ognuno di loro.

Vediamo se il PD si deciderà ad esprimere qualcuno capace di stare al livello impostato da Giovanni Caudo e spereremmo davvero che il centrodestra riuscisse ad individuare qualcuno che sappia affrontare i temi romani con questa stessa competenza e profondità.

Sappiamo bene che la candidata del M5S, nonché attuale sindaco, non ha minimamente la capacità di affrontare discorsi a tali livelli né il coraggio di esporsi in maniera così aperta al dialogo con i cittadini.

 

Dobbiamo invece rilevare alcvuni nuovi passi falsi dell’attuale candidato favorito del centrosinistra, Carlo Calenda, che dopo qualche giorno di silenzio sulle questioni romane, probabilmente preso dal suo “studio matto e disperatissimo” delle cose di Roma, ha pubblicato alcuni video sulla sua pagina facebook dove prova a cavalcare un po’ goffamente alcuni ben noti problemi.

Prima Calenda
se la prende
con una delle “ciclabili transitorie” realizzate recentemente, esprimendosi con una denuncia da uomo della strada senza fornire spiegazioni ragionevoli a supporto delle sue tesi.

Poi cerca di rilanciare il notorio scandalo dei
filobus spariti
dal corridoio della Laurentina (quello denunciato da tutti da mesi) fornendo però informazioni sballate (nel video afferma che i filobus sono come i tram e quindi sulle loro corsie gli autobus normali non possono transitarvi!?!).

Nuove pessime prove, dopo quella dove
aveva preso per assessore
una consigliera municipale del suo movimento, di un candidato del centrosinistra che nei sondaggi uno come Caudo non lo vede neanche.

Consiglieremmo a Carlo Calenda di lasciar stare lo studio, che tanto nessuno è mai riuscito a passare un esame studiando solo l’ultima notte, e di aprirsi al confronto con le tante realtà cittadine che i problemi di Roma li conoscono bene e spesso ne hanno individuato delle ragionevoli soluzioni.

 

Noi nel nostro piccolo ci proviamo a spostare l’attenzione dei cittadini dai
facili ma vuoti sondaggi
ai dibattiti pubblici dove ci si può rendere conto del reale valore dei candidati. Vogliamo infatti fare di tutto per evitare una riproposizione dello schema che ha condannato Roma ai cinque anni di nulla dell’amministrazione Raggi, lo schema che ha portato valanghe di voti ad una candidata
chiaramente
priva di una qualsiasi idea e capacità per governare Roma.

Per questo continueremo a seguire con estremo interesse le
iniziative proposte da Giovanni Caudo
, in attesa, e nella speranza, di poterne vedere di altrettanto o addirittura migliori da parte degli altri candidati.

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