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Giovedì 3 Dicembre 2020 22:12

Tevere navigabile da Fiumicino a Castel Giubileo, il progetto di Virginia Raggi

“Tevere navigabile, dal mare a Roma percorrendo il fiume” è il nome del progetto presentato questa mattina nella sala Consiliare di Palazzo Valentini da Virginia Raggi, nel suo doppio ruolo di sindaca di Roma e sindaca della Città metropolitana di Roma, da Teresa Zotta, Vice Sindaco della Città metropolitana, e da Roberto Traversi, sottosegretario alle […]

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“Tevere navigabile, dal mare a Roma percorrendo il fiume” è il nome del progetto presentato questa mattina nella sala Consiliare di Palazzo Valentini da Virginia Raggi, nel suo doppio ruolo di sindaca di Roma e sindaca della Città metropolitana di Roma, da Teresa Zotta, Vice Sindaco della Città metropolitana, e da Roberto Traversi, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti.

Un progetto da 300 milioni di euro la cui scheda sarà fra quelle che verranno presentate in Europa a sostegno del Recovery Plan italiano. Un progetto che se approvato cambierà la vivibilità della città.

Non è la prima volta che un progetto di tale portata viene annunciato da un sindaco in carica, ogni cinque anni la navigabilità del Tevere torna in auge. L’annunciò con tanta enfasi nel 2010 Gianni Alemanno presentando il Tevere come rivoluzionaria  via di congiunzione dal nord al centro della capitale nell’ambito del faraonico progetto a supporto della candidatura di Roma all’Olimpiade 2020, poi ritirata dal Governo Monti l’anno successivo.

A fine 2014 è il turno di Ignazio Marino che annuncia “Il Tevere sarà navigabile entro il 2015” e che immaginando uno scenario tipo Senna o Tamigi ipotizza che nel giro di un anno il fiume di Roma possa tornare ad essere navigabile con una spesa di soli 100 milioni di euro provenienti sia da un finanziamento UE (40 milioni) sia da fondi pubblici e privati. “È un’operazione molto costosa – ebbe a dire – ma che deve essere fatta se vogliamo restituire il Tevere ai romani e anche agli sportivi che vorrebbero utilizzarlo”. Poi non se ne seppe più nulla.

Ed oggi ci riprova Virginia Raggi, non a metà o a inizio mandato come nei due casi precedenti, ma in campagna elettorale, presentando un ambizioso progetto dai contenuti affascinanti, non c’è che dire.

Il Tevere navigabile da Fiumicino a Castel Giubileo, 60 km di fiume sul quale a trasportare romani e turisti saranno solo battelli elettrici o ibridi, un unico percorso pensato per portare dal porto turistico di Fiumicino fin nel cuore della Capitale i quasi due milioni di turisti crocieristi che ogni anno sbarcano nel Lazio, il fiume finalmente non più vissuto come una ferita aperta nel corpo della città ma come una risorsa strategica, sostenibile.

Sono queste le note salienti sottolineate da Virginia Raggi che così dichiara: “Vogliamo che Roma, così come avviene in altre capitali europee quali Parigi, Vienna e Budapest, abbia il suo fiume navigabile.  Sarà un itinerario unico al mondo, che attraversa la storia della nostra capitale per arrivare fino alla foce del Tevere. Il fiume rappresenta una risorsa preziosa per la città e grazie a questo piano potremo sfruttare tutte le sue potenzialità. Un’opera strategica per Roma, un progetto importante di cui si discute da decenni e che ora, grazie all’utilizzo di fondi europei, diventa sempre più concreto”.


Un progetto da 300 milioni di euro la cui scheda, assieme a tante altre, andrà quindi a comporre a cura del MIT la prima impalcatura del Recovery Plan da presentare in Europa entro gennaio per ottenere i 209 miliardi di fondi europei.
I 300 milioni serviranno alla realizzazione delle opere infrastrutturali per la navigazione e l’attracco, ad interventi di bonifica e messa in sicurezza delle banchine e del bacino e al risanamento ambientale e naturalistico. Alla Regione Lazio il MIT ha chiesto di assumere l’incarico di soggetto attuatore.

“E’ un progetto credibile anche perchè cantierabile da subito” ha sottolineato il sottosegretario Traversi spiegando di essere convinto che “questa opera, il suo aspetto ‘green’ e l’innovazione che rappresenta per il trasporto pubblico della Capitale rispondano a pieno alle missioni indicate dall’Europa per il migliore utilizzo dei fondi del pacchetto per la ripresa. Mai come questa volta possiamo dire che il progetto di riportare la navigazione sul Tevere dalla foce fin dentro il cuore storico della Capitale è davvero fattibile”.

“La collaborazione inter istituzionale tra Ministero dei Trasporti, Città metropolitana, Roma Capitale, Regione Lazio e Comuni del territorio provinciale sarà la chiave di volta per concretizzare un’idea che da troppi anni era nel cassetto” ha dichiarato Teresa Zotta convinta che “grazie a investimenti certi potremmo realizzare un progetto che non solo restituisce dignità urbanistica ma sarà l’occasione di sviluppo in settori come il turismo e la cultura che oggi hanno bisogno di sostegno”.

Non si è parlato però di dettagli tecnici, di progettualità esecutiva, di come verrà superato il salto del corso d’acqua all’altezza dell’Isola Tiberina o quello sotto Ponte Milvio, di come spianare le soglie e le briglie o come rialzare i bassi fondali. Né tantomeno di come mettere d’accordo intorno a un tavolo i diciotto enti accertati, tra grandi e piccoli, tra utili e inutili, che oggi hanno competenza sul Tevere: basti sapere che le sue acque sono considerate mare fino all’Acqua Acetosa, perciò soggette all’autorità della Capitaneria di Porto.

Oggi non era il momento dei tecnicismi ma giustamente quello dell’annuncio. Per l’operatività c’è tempo.

Claudio Cafasso  

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