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Mercoledì 27 Gennaio 2021 17:01

Coronavirus – Diario di crisi giorno 314

Tutti prendiamo un po’ le misure. Prosegue la controversia con le aziende che hanno prodotto i vaccini.  A volte si cambia per sbaglio.  - Diario di Lorenzo Pirrotta

 

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Coronavirus – Diario di crisi giorno 314
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Giuliano sta ricevendo a scuola le sue prime nozioni di geometria, angoli, linee, punti, rette, semirette. Gli abbiano comprato il goniometro straordinario strumento che con una tecnologia elementare consente misurazioni di una discreta precisione, mi ha insegnato lui ad usarlo, io o non l’ho mai saputo oppure l’avevo dimenticato.

L’altra sera per via di una visita è rimasto un’oretta con me in ufficio, quando ha trovato un metro si è messo a misurare la stanza. Che poi prendere le misure serve un po’ in ogni ambito.

Ora il fiero Conte, il baldo Renzi, il mite Zingaretti e tutti gli altri sono lì che misurano, contano, vedono. Nel frattempo anche il covid nostro misura, conta e se del caso cambia. Gli scienziati sostengono che siano gli organismi più primitivi come i virus ad RNA quelli più facili al cambiamento, alle mutazioni dovute ad errori di copia. Prendendo male le misure crea nuove varianti di se, sbagliando a volte si cambia.

Giuliano però non aveva nessuna ragione precisa se non il gusto di farlo. Giocava, poco dopo mi ha confessato che gli piaceva il suono del metro quando rientrava nella sua custodia a molla. Quanrte cose abbiamo imparato giocando.

Le misure del contratto con le multinazionali del farmaco, che hanno prodotto e trovato i vaccini, come sono state prese? L’UE gigante gentile, di solito quasi inerme, sostiene che noi (noi contribuenti) ci siamo presi il rischio di impresa in cambio della certezza che una volta prodotti ne avremmo avuto non l’esclusiva ma il numero pattuito nei tempi previsti. Le multinazionali dicono che le cose non stanno proprio così. Chi avrà preso meglio le misure? Astrazeneca sostiene di dover fare il “miglior sforzo possibile”. Noi che debbano produrre per noi.

Finirà che lo copieremo, prederemo le misure e lo rifaremo magari con la retorica del vaccino a Km 0. Però nel frattempo le persone non verranno vaccinate, alcune di loro si ammaleranno e altre moriranno. E i nostri soldi nelle tasche sbagliate finiranno. Non è detto che siamo già arrivati al vaccino open source. In Spagna hanno già dovuto annunciare la sospensione delle vaccinazioni. Le scorte sono finite.

In Italia oggi nasce ufficialmente il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, dovrebbe seguire l’evoluzione del coronavirus. Immaginiamo anche le sue varianti, e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione.  Nel presentarla Palù dell’Aifa ci ha tenuto a sottolineare che dopo questa pandemia ce ne saranno altre. Non posso fare  a meno di pensare a London e alla sua Peste scarlatta. Che ho saputo che alcuni dei miei affezionati lettori hanno acquistato. Anche lì è una questione di misure, in quel libro i ”batteriologi” riuscivano a “filmare” i “germi” e a trovare i “sieri” finchè….

Se vi va oggi  Roma Report pubblica una  mia
intervista a Tobia Zevi candidato sindaco di Roma
di cui abbiamo parlato anche in questo mio diario.

State bene e adelante con juicio!



 

Probabilmente non è colpa di nessuno dice Fontana riferendosi all’errore che ha mandato al Lombardia in zona rossa per una settimana inutilmente, per poi aggiungere che sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità.
Ora il Fiero Conte si è rassegnato e oggi, procrastinando ancora un po’ quel che tutti si aspettavano facesse ieri, ha dato le sue dimissioni. Franceschini, Di Maio e anche il baldo Renzi sembrano avere toni più concilianti. Iniziano le danze nei saloni quirinalizi. Non so come finirà ma sono sicuro che alla fine qualcuno dirà anche in questa occasione che in fondo non è colpa di nessuno.
Ettore si aggira per casa urlando mimo, mimo, mimo e poi chiede alla mamma che cosa vuole a pranzo. Pasta con le gongole? Che ogni tanto però diventano delle normalissime vongole, con mio sommo disdoro.
Le cose con il covid nostro procedono purtroppo come da un po’. 10.593 positivi, 541 vittime.
Al San Camillo uno dei più grandi ed importanti ospedali di Roma hanno dovuto chiuder e il reparto di chirurgia toracica per il covid. La pandemia crea un doppio e incalcolabile danno in questi casi, contagia e procrastina cure che a volte non sono rinviabili. Anche in questo caso sono sicuro che qualcuno dirà che probabilmente non è colpa di nessuno. Che poi alla fine di chi sia la colpa ha un importanza relativa ma bisogna sapere con precisione cosa è successo per cercare di evitare che riaccada.
I bar e le palestre vogliono il patentino per i vaccinati entro l’estate. Sulla cronaca locale impazza il vaccino alla vaccinara, si parla di mirabolanti milioni di euro per finanziare il Reithera. Le scuole occupate vedono la felice presenza dei genitori che si oppongono a tutto e a tutti celere compresa. Immaginatevi una scena tipo “Fragole e sangue” in cui a un certo punto arrivano le mamme e cacciano la feroce polizia pronta allo sgombro, beh più o meno pare che al Kant sia successa una cosa simile. Farò così anche io? Mi frapporrò con il mio corpo tra loro e le fragole? Tra loro e il sangue? Non so un po’ spero di no, spero che mi cacceranno che si ribelleranno, che mi sfideranno. Ma magari mi sbaglio io.
Per ora siamo felici dell’arrivo in libreria della Regina degli scacchi.
 
State bene e adelante con juicio!
angioloni
Il Tevere si ingrassa ogni giorno di più e guardarlo da Ponte Garibaldi mentre passiamo in bici è un piacere, purché sappia mantenere il suo livello dove il Re Piemontese pose li suoi riguardi. Gli argini sembrano ancora alti ma l’Isola Tiberina sembra che debba affondare.

Il Fiero Conte resiste ora e sempre a Renzi e a tutti quelli che gli chiedono di dimettersi, anche se si sussurra che oggi potrebbe fare il grande passo nel tentativo di succedere se stesso. Per il momento continua i suoi incontri oggi con gli imprenditori come fosse un premier incaricato o come non fosse successo niente. La fase della negazione del resto è quella che più ci si attaglia da quando abbiano a che fare con il covid nostro.

Della Pfitzer e del fraintendimento tra dosi e fiale, e dire che eravamo così contenti di potercene tirare una in più con le siringhe di precisione , delle penali non automatiche e della pezza che forse l’Ue ci metterà non ho una gran voglia di parlare. Ci basti sapere che anche questo dossier viene gestito con la confusione e il cinismo cui ci siamo abituati da molto tempo ormai. Per intanto la faccenda è in mano all’avvocatura dello stato.

Vi segnalo l’Assessore D’Amato che dopo aver chiesto di poter utilizzare lo Sputnik russo sempre in un’intervista a Repubblica suggerisce di risolvere tutto con il vaccino a km 0 cioè sviluppando quello di  Castel Romano: il Reithera. «Mentre negli USA si investono miliardi nello sviluppo di armi efficaci [.. ] qui si devono fare le nozze con i fichi secchi- Speriamo vivamente che il governo punti su questo farmaco romano.»

SPQR direbbe Obelix però chissà vedremo, certo vedere utilizzare le stesse tecniche di comunicazione che ho contribuito ad affinare per parlare di agroalimentare utilizzate per una cosa come i vaccini contro il covid mi spaventa e mi fa anche sentire un po’ in colpa. Poi a Roma la vaccinara è un’atra cosa.

De Rita dice che la pandemia ci ha fatto chiudere ancora di più in noi stessi, pare sia vero.

Molte scuole romane, dal centro alla periferia, dal Kant tra Centocelle e Torpignattara al Visconti a Piazza del Collegio Romano sono occupate o mobilitate credo anche per ragioni diverse. Pare che manchino molte delle cose necessarie per farle riaprire al 75 per cento. Le occupazioni cominciano a preoccupare dal punto di vista sanitario i presidi. Una cosa accomuna tutti viscontini e non la denuncia dell’inadeguatezza del  TPL.

State bene e adelante con juicio!



Ettore ha voluto sedersi a capotavola oggi a pranzo e si è mangiato tutto il suo risotto con i broccoletti baresi. Molto buono devo dire, il riso si tira con il brodo dei broccoli che poi cedono i loro pallini verdi alla pietanza, una spolverata di pecorino e via.

Ieri siamo andati a riprendere Giuliano che era a un torneo di scacchi. Pioveva a dirotto quindi ci siamo avventurati in centro in macchina, parcheggiati in semi divieto l’ho messo alla guida, gli è piaciuto molto. Mentre aspettavano Giuliano abbiano anche comprato un libro in edicola (99 centesimi offerta lancio) era su Simba con tanto di pupazzetto allegato. Mi sono messo un po’ a fianco a lui a leggerglielo.

Ora quando incontra qualcuno gli chiede sempre «Chi sei? Come si chiama il tuo nome?»  Giuliano è arrivato secondo ai punti, era abbastanza soddisfatto.  Per il resto siamo stati in casa a leggere, giocare e fare i compiti.

Quanto a noi tutti le cose vanno un po’ così e un po’ cosà.

Stiamo per finire come sempre in tribunale. La morattiana Lombardia farà causa al Governo e il governo farà causa a Pfitzer e AstraZeneca? Gli uomini e le donne di questo Paese non finiranno mai di stupirmi.

A volte anche positivamente, tutto il pasticcio dei dati è stato infatti scoperto dalla Sindaca di Peschiera Borromeo (24.000 abitanti) Caterina Molinari. Che si è accorta circa una settimana fa che nel sistema della regione venivano conteggiati tutti i malati di covid della sua città, guariti compresi, come infetti.

Il numero dei vaccini è diminuito drasticamente rispetto a quello previsto dal piano vaccinale. Ne avremo a disposizione meno della metà. Arcuri e poi Conte ci spiegano che entro marzo ne avremmo dovute avere circa 8 milioni di dosi invece ne avremo 3,4 milioni. Qual è la soluzione per questo problema nel mio adorato Paese, facciamo causa un po’ a tutti e facciamoci anche un po’ causa tra di noi. Del resto la celerità della nostra giustizia è famosa nel mondo, tempo tre giorni risolviamo tutto.

Inaccettabile è una parola che non esiste nel linguaggio diplomatico

Una volta un mio amico diplomatico mi spiegò che quando uno Stato, un Paese dice qualcosa tipo ‘inaccettabile’ o ‘inammissibile’ riguardo ad un dossier o un problema vuol dire che ha smesso di parlare al suo interlocutore, ha sostanzialmente messo in conto la sconfitta, ha già perso sta solo parlando ai suoi. Beh spero che avesse torto perché i toni sono questi: «Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell’Unione Europea. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni. Tutto questo è inaccettabile…»

Il Fiero Conte, autodefinitosi in altre occasioni avvocato del popolo, oggi celebra la giornata dell’avvocato in pericolo, nella cosa data la situazione c’è dell’innegabile ironia. Come se non bastasse la Lombardia vuole fare causa al governo per essere stata messa in zona rossa a causa di un errore, che il governo invece attribuisce alla Regione. Quello scoperto dal sindaco ingegnere Caterina Molinari.

Insomma quell’idea, un po’ leopardiana e un po’ socialista, che di fronte alla natura matrigna gli uomini si sarebbero alleati quanto meno per sopravvivere, pare messa fortemente in discussione. Nel libro di Jack London di cui vi parlai qualche giorno fa, La Peste Scarlatta, addirittura dopo un po’ cominciavano le scorribande dei saccheggiatori, questo almeno ce lo siamo risparmiati. A parte tutto nel bene e nel male riconosciamo ancora le autorità costituite, che pur nella loro inarrestabile entropia comunque son li che si fanno causa ma non passano alle vie di fatto.

Invece una buona notizia viene dai dati dell’epidemia, in Italia che nel resto d’Europa va maluccio, questa settimana i dati sono in calo rispetto a quella precedente.

State bene e adelante con juicio



I Platani in Viale Trastevere si sono ischeletriti come è normale che sia quando è inverno pieno. Tutte le foglie sono cadute. E’ una cosa che hanno cominciato a fare già poco dopo la loro comparsa primaverile. A Roma le chiome bionde dei platani sono un problema perché non avendo un servizio di pulizia delle strade vagamente efficiente spesso capita anche finiscano per otturare i tombini, quindi quando piove ruscelli, fiumi e laghetti, non proprio bucolici si materializzano. Detto questo per me il fluire delle stagioni è da sempre rappresentato dal colore de dalla caducità di quelle foglie.

Con Giuliano abbiamo evitato la pioggia e siamo riusciti ad arrivare in bici quasi in tempo, per l’ingresso della sua classe.  Ogni tanto mi legge, ora è alle prese con Lupin di Leblanc che ha conosciuto grazie a una serie su Netflix.

L’inverno dovrebbe essere cosi, libri, film, cibo, qualche raffreddore e coccole.  Invece è diventata la stagione preferita del covid nostro e quindi la più spaventosa per noi.

Il Fiero Conte ha cominciato a convocare i sindacati pur non avendo ancora risolto il suo problema con i numeri, forse per prendere un po’ di tempo, risorsa preziosa. Il Paese avrebbe bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni che ci aiutasse in questo inverno del nostro scontento. I capi della nazione dovrebbero acconciarsi a tirare insieme dalla stessa parte, i rapporti di forza sono stati indiscutibilmente falsati dalla lotta al covid nostro e questo ha determinato una diffidenza e parte importante delle loro, diciamo così, incomprensioni. Spero che tutti comprendano che questo non è il momento migliore per misurarsi nelle urne. Sarebbe legittimo ma ci farebbe del male, anche fisico.

Come previsto qui nel Lazio la campagna per gli over ’80 è stata rinviata. Causa ritardi nelle consegne della Pfitzer.

I capi delle regioni sembrano un po’ disorientati e pur continuando a lottare per il proprio colore alzando i toni quanto più gli è possibile, cominciano a veder sbiadire il proprio interlocutore principale e naturale: il Fiero Conte.

Il Tar della Campania ha finalmente stabilito che l’omino di burro dovrà rassegnarsi a riaprire le scuole, non ho capito perché entro il primo febbraio e non da lunedì, forse per dargli il tempo di organizzarsi. Ricordiamo che in Campania le scuole sono state chiuse più che in ogni altra regione italiana e che ora sono aperte solo le elementari.

Riccardo III che odiava il sole di York (Edoardo) così prosegue il suo monologo.

Ora l’inverno del nostro scontento

è reso estate gloriosa da questo sole di York,

e tutte le nuvole che incombevano minacciose

sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo

dell’oceano.

Chi sia questo sole di York non lo so ma lo aspettiamo da un po’.

Ora vi lascio che c’è Giuliano che si muore di leggermi di Lupin, l’ho lasciato che si faceva arrestare sulla nave Provence chissà….

State bene e adelante con juicio



Oggi ho visto i primi cartelli elettorali per le comunali. Li ha messi Tobia Zevi uno dei ‘romam candidate’ che hanno cominciato per tempo la loro campagna. La cosa mi ha fatto molto piacere, erano quelli belli grandi, come quelli che faceva ‘Zio Silvio’ con su scritto Meno tasse per (Tutti) Totti i 6 per 3. Quello di Zevi che ho visto io credo parlasse della monnezza, problema annoso, a dire il vero in parte attenuato dalla pandemia ma certo non risolto.

Mi è sembrato un segno di normalità. Ancora non si sa quando si voterà per il comune però qualcuno sta già investendo il suo tempo e, immagino anche il suo denaro, per qualcosa che ci sarà dopo, nel senso dopo la pandemia.

Il covid nostro però ha anche creato problemi nuovi a Roma, come la crisi che ha colpito il mondo della ristorazione che lamenta, secondo Confocommercio Roma, 40.000 posti di lavoro persi.

Con Giuliano abbiamo inforcato di nuovo la bicicletta e siamo andati, di saracinesca chiusa in saracinesca chiusa, fino a scuola. La ruota ha retto, il biciclettaro deve aver fatto un lavoro “a regola d’arte” come dicevano gli artigiani di un tempo.

Giuliano ha finito di leggere I ragazzi della via Pál, sentirlo parlare della Società dello Stucco, di Boka e di Nemecsek mi ha fatto fare un piacevole tuffo  nel freddo di un inverno degli anni ‘80 e ho pensato che potrei tornarci almeno per rileggere quel libro.

La storia dei vaccini Pfitzer comincia ad avere conseguenze reali sulla vita delle persone, le dosi si esauriscono e vengono usate per i richiami, con ogni probabilità gli anziani dovranno aspettare un po’ di più.

Martina è andata dal parrucchiere, che il signore sia ringraziato per la loro non chiusura, ed è tornata molto contenta e bellissima, bel taglio e bella piega.

Pare che il covid nostro, e le misure per contrastarlo, siano state una specie di bomba sulle famiglie. Secondo l’Associazione nazionale divorzisti italiani nel 2020 c’è stato un aumento delle separazioni rispetto al 2019 del 60%.  Speriamo che noi ce la caviamo.

State bene e adelante con juicio!


Rifiuti a Roma
La mia fida bici mi ha mollato. Non riesce più a sostenere il mio peso, quello di Giuliano e quello del suo zaino, che pure è notevole. La ruota posteriore ha cominciato ad oscillare. Sono andato dal mio ‘biciclettaro’ di fiducia ma era chiuso, sono finito nelle mani di un signore che mi ha tolto 40 euruzzi per cambiarmi la ruota e i freni, la bici va un po’ meglio ma oscilla lo stesso. A volte non basta cambiare qualche pezzo, quando il fardello aumenta troppo bisogna cambiare tutto il mezzo.

Il Fiero Conte ha smesso di contare, più o meno, 156 – 140 – 16.  I vaccini cominciano a scarseggiare e le regioni a scalpitare. Intanto i ragazzi sono tornati a scuola, tra uno sciopero e una lezione a distanza.

Cosa stia succedendo con la Pfitzer non è chiaro. Aver puntato le nostre migliori speranze sul vaccino anglo-pontino (Oxford  Astrazeneca) comincia ad avere delle conseguenze.

Il Fiero Conte ha smesso, di contare più o meno 156 – 140 – 16

Le persone continuano a morire e ad ammalarsi fin ora  83,157 italiani più di 1,3 ogni mille abitanti è morto per questa cosa che non si vede e non ti fa sentire i sapori.

Mi sento spaesato nella nuova normalità, cerco film e trasmissioni senza mascherine, almeno in tv non voglio vederlo il covid. Ieri tutto il dibattito in Senato, per altri versi molto tradizionale, aveva anche questa aggravante tutti loro, i nostri capi e i nostri rappresentanti facevano le solite robe con le mascherine. Cosa giusta ma che non è riuscita in nessun modo a trasmettere loro la gravità del momento. Discorsi retorici, in un italiano spesso stentato, e come al solito del tutto inutili. Chiunque abbia partecipato almeno una volta ad una assemblea politica sa che il vero luogo delle decisioni sono i corridoi da cui poi si esce per fare e per dire quel che si deve dire e fare. Tutto questo era sopportabile e quasi simpatico fino a un anno fa ora stride troppo con la realtà delle nostre vite quotidianamente funestate dal covid nostro. Ieri però ho visto una signora anziana con dei grandi occhiali allontanarsi con grazia dal Senato. Le costava ogni passo, si vedeva, due persone la accompagnavano, sembrava stupita dalla curiosità immediatamente suscitata in fotografi e giornalisti: «La Segre! La Segre!» Non so se avrei votato come lei ieri sera, e tutto sommato non credo importi a nessuno, però le sono grato per essere andata a prendersi, nonostante tutto e tutti, il suo pezzetto di fardello.

State bene e adelante con juicio!

A pranzo siamo usciti e abbiamo trovato tutti, ma dico proprio tutti i bar chiusi. Anche il mitico Bar Senato, nonostante gli assembramenti di giornalisti, curiosi e poliziotti. Oggi è il grande giorno per i conti del Fiero Conte. Che secondo me è stato troppo impulsivo, dico il Bar Senato, oggi avrebbe fatto buoni affari anche se a portar via. Per il panino ci siamo acconciati con il norcino di Corso Rinascimento, mai domo che neanche durante il lockdown di marzo chiuse. Il problema è stato trovare un tramezzino per un collega che ce lo aveva chiesto. Alla fine ci siamo arresi a quello preconfezionato del supermercato. Essere arancioni non è una bella cosa tutte le vetrine chiuse le insegne spente, dispiace e fa pensare a tutte le persone che lì lavorano e ora sono nei guai.

Q
ui un bell’articolo di Marino Galdiero su tre storie vere legate al covid a Roma.

Avete sentito di quella storia invece del rider ex commercialista, costretto a chiudere causa covid  che faceva 2000 euro al mese con le consegne? Beh era una po‘ una cazzata,
qui potete leggere come stanno veramente le cose.

Per brevità riassumo Emiliano Zappalà non si chiama Emiliano ma Emanuele, non è mai stato un commercialista, non ha chiuso alcuno studio, non guadagna 2000 euro netti al mese, no va in bici ma in moto.  Fa tutta una serie di cose simili in fondo Emiliano ed Emanuele pure un po’ si somigliano. Mio papà. Onofrio Pirrotta, con una storia del genere ci sarebbe andato a nozze. Teneva una rubrica sulle bufale e gli errori dei suoi colleghi giornalisti, si chiamava Pressappoco ne fece anche un libro per la Mondadori che andò anche benino. Tutto questo tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90 una specie di precursore di un genere ora piuttosto diffuso anche grazie ad internet. Molti credono che dietro le bufale ci sia mala fede, intricati interessi, un po’ è anche vero ma molto è semplicemente pressapochismo è che ‘semo pecionari’ come si dice a Roma.

Giuliano ora è a scacchi. Mentre lo accompagnavo in bicicletta a scuola mi son fatto raccontare degli Ittiti delle loro guerre e della pace con gli Egizi, mentre lo ascolto mi accorgo che lui per me è più che un figlio, è anche un po’ l’amico perfetto che non ho mai avuto, il padre che ho perso poco prima che lui nascesse. So che questo non è giusto nei suoi confronti che merita di fare la sua strada, di avere un padre che non gli rompe troppo e di  mandarmi a quel paese quando sarà, però è così.  Quando sarà pometto che mi faccio mandare a quel paese anche senza garbo se necessario.

Sul fronte delle regole il punto il punto più dibattuto è la seconda casa. Ci si può andare anche se si è in zona rossa o arancione? Si può andare fuori regione e fuori comune? Pare di sì. Andate e zappate i vostri orticelli, accendete i vostri caminetti, tagliate i vostri prati. Vi viene graziosamente concesso “Si può sempre, eccetto nelle ore di coprifuoco, tornare nella propria residenza o abitazione, una seconda casa è un’abitazione e non è esplicitato nel nuovo Dpcm il divieto di andare nella seconda casa purché si tratti di una propria proprietà o ci sia comunque un contratto di affitto, ergo è possibile spostarsi”. Lo ha detto Achille Variati Sottosegretario all’Interno questa mattina mentre mi facevo la barba a Radio 24  al mitico Simone Spetia, notizia poi ripresa ovviamente da tutti.

Del Fiero Conte e dei suoi conti non è ancora dato sapere. Lo sapremo in serata…

State bene e adelante con juicio!



Buongiorno prof!

ci dispiace per l’ora, sappiamo che è assurdo sapere le cose all’ultimo, ma ieri sera tardi ci è stato comunicato che da domani sarà indetto un altro sciopero studentesco, il 18/01 totale (né in presenza né in DAD) e il resto della settimana in DAD. Noi, come pensiamo si sia capito, teniamo molto a questa causa, capiamo e tentiamo, per quello che possiamo, di denunciare l’assurdità delle richieste fatte alla scuola da parte del governo;[…]

Molti messaggi simili sono giunti alle professoresse ieri. Gli studenti, o almeno molti di loro, hanno deciso, dopo aver scioperato contro la DAD, di scioperare contro la scuola in presenza: questo è successo a Roma, non è necessariamente una contraddizione dato che contestano la modalità con cui si è aperto e chiedono sicurezza. Siamo diventati tutti un po’ securitari. La mobilitazione contro il governo e la Azzolina che li vede schierati dalla stessa parte dei professori ha avuto un certo successo. Però non è andata allo stesso modo in tutte le scuole. Per esempio il Plinio e il Cavour, scientifici del centro e del nord della città, sono entrati e vogliono continuare, in altre scuole, per esempio il De Sanctis e il Tasso hanno scioperato anche con percentuali del 70%. Insomma ci sono situazioni differenti. Nel frattempo in FVG i genitori hanno fatto di nuovo ricorso al TAR contro Fedriga che ha rinnovato l’ordinanza già cassata dal TAR stesso. Vedremo come andrà nei prossimi giorni.

In tutto questo io sono stato a casa con Giuliano che era un po’ raffreddato a cui devo dire la scuola è un po’ mancata. Mi ha chiesto verso le 9.30 chissà che stanno facendo in classe. Mi accorgo che fa un certo freddo anche a casa. Mi raccontano che una delle tre principali disposizioni per contenere il covid nostro è l’areazione delle aule, quindi finestre aperte e porte aperte. Poi ci sono distanziamento e mascherine. Chiedo a Giuliano, lui è andato sempre nella sua quarta elementare, e mi spiega che si finestre aperte. Oggi c’erano le strade ghiacciate anche qui al centro di Roma.

«Sarebbe importante per questa maggioranza avere l’appoggio delle forze europeiste, liberali, socialiste. chiedo a chi ha a cuore l’Italia aiutateci.»

Il Fiero Conte sta facendo il suo discorso in Parlamento  e io sono dal gastronomo del supermercato che ha al radio accesa, mi investe «Questi se so applauditi da soli. Che pe’ tutta sta sceneggiata potevano fare una cosa a ‘cammere’ riunite se si voleva si poteva fa ‘n fretta.» Non me la sento di dirgli che sarà ancora lunga e che Conte probabilmente prenderà ancora molti applausi. Raccolgo le mie fettuccine ma resto colpito dal fastidio per i riti e le lungaggini della nostra già ammaccata democrazia, non è un buon segno. Il mio gastronomo non ha l’aspetto di un pericoloso sovversivo. E un signore un po’ cicciottello e di solito gentilissimo. Mentre vado alla cassa sento «A questo punto non si può tornare indietro, si volta pagina.» Poi ancora «maggioranza sarà a chiara vocazione europeista contro logiche sovraniste.» mi viene in mente con in mano cartelli di Salvini sull’immigrazione e ho un piccolo singulto.

Il mondo continua a vaccinarsi alcuni operatori sanitari hanno fatto la seconda dose, Pfitzer garantisce che recupererà i riardi entro la prossima settimana. Strana storia mi sembra di aver capito che ci mancheranno 165000 dosi.

«Anche ai singoli parlamentari chi si riconosce in questo progetto…». Chissà che ne direbbe il mio gastronomo.

State bene adelante con juicio!


A scuola si ma non così
La grande notizia per i miei fanciulli è che a Roccasecca nevica. La nonna gli ha fatto vedere i fiocchi dalla finestra con una videochiamata. Martina ne era orgogliosa e li mostrava ai suoi figli come li avesse fatti lei uno a uno. Lei è nata lì e ci tiene che anche i suoi bambini amino quel posto, che a dire il vero è molto bello. Noi invece siamo rimasti a Roma nell’ultimo giorno giallo. Ci siamo visti con i nostri soliti amici, i Falchi, a Villa Pamphili alle 14.30 nella speranza di intercettare il poco sole che questa stagione offre alle nostre pelli pallide e infagottate.

I bambini si sono arrampicati sul tronco di un grande pino marittimo schiantato, simbolo insieme del degrado e della bellezza delle ville romane, lo sapevate che è la Capitale più verde d’Europa?

Ettore con grande coraggio si è arrampicato e ha camminato sull’enorme tronco come fosse Indiana Johns su un ponte tibetano, anche se lui direbbe come Batman.

Giuliano ha molto corso e giocato con il suo amico Gianluca, noi abbiamo scambiato quattro chiacchiere in presenza, anche se sempre con la mascherina, è stato piacevole. Fa bene all’umore incontrare i propri amici e respirare aria fresca.

Una cosa mentre scrivo sembra certa domani le superiori in gran parte d’Italia riapriranno. Anche qui nella Roma arancione. C’è stato un ultimo tentativo di rimandare tutto questa mattina.  A poche ore dalla prima campanella.

I capi delle Regioni questa rogna delle scuole aperte proprio non la vorrebbero (come sempre), quindi hanno fatto tutte le pressioni di cui sono capaci per far chiudere al Governo. Anche perché nel frattempo molti TAR hanno annullato le loro ordinanze creando una sorta di giurisprudenza favorevole ai provvedimenti del governo centrale sulla scuola, è successo in Puglia, Calabria ed in ultimo in FVG. Questo almeno recentemente. Ma anche quelli della Lombardia e dell’Emilia Romagna che hanno sancito che i Governatori non possono decidere le date della riapertura in presenza: «L’attività amministrativa di adozione di misure fronteggianti situazioni di pur così notevole gravità non può spingersi al punto tale da sacrificare in toto altri interessi costituzionalmente protetti», così le motivazioni della sentenza del Tar emiliano che ha bocciato Bonaccini.

Il governo che come tutti sappiamo sta attraversando un momento non facile, di fatto è in crisi e non sa se ha una maggioranza in Parlamento, non è rimasto indifferente alle pressioni è ha scaricato la decisione sul Comitato Tecnico Scientifico che riunito d’urgenza da Speranza e Boccia alla fine ha dato il via libera alla riapertura.

Per il CTS «Le scuole superiori possono tornare aperte, e chi le tiene chiuse se ne assume la responsabilità».

Domani i ragazzi e i professori delle scuole superiori romane si potranno rivedere di persona e spero sarà al netto della paura e della Speranza un momento di umanità, e di civiltà.

Auguro loro di godersi tutto, dal piccolo viaggio da casa a scuola, all’adrenalina prima della campanella al volto immaginato sotto le mascherine dei loro compagni e dei loro amori, nascosti o palesi che siano, a quel po’ di sapere senza il quale la vita è più complicata e brutta anche ai tempi degli assistenti vocali e dei motori di ricerca.

Nella vita forse non si può essere felici ma un po’ più felici sì, spero che per i ragazzi tornare a scuola sia così.

Il fiero Conte fa i conti, tra domani e dopodomani si parrà la sua nobilitate e sapremo del suo e del nostro.

State bene e adelante con juicio si podéis!

 



Sono stati giorni di trattative sotterranee, di scontri sulle cose e sulle idee, sui nomi e sulle iniziative,  di abboccamenti virtuali, discorsi preparati e improvvisati ma soprattutto di conte.

Il momento della verità dovrebbe però essere arrivato.

Infatti ieri Giuliano mi ha raccontato dell’incontro in video conferenza che ha avuto con tutti i rappresentanti di classe di tutti i plessi della scuola elementare. Da lui c’è una sola sezione è rimasto stupito che ci fosse un plesso che arrivava alla lettera 0. Due rappresentanti per tutte le quarte e le quinte. Un’elezione di secondo livello a tutti gli effetti.

«Sai papà c’erano bambini che si erano portati un discorso scritto, una ha letto addirittura da un tablet.» Sono dovuti intervenire tutti. «E tu?» «Io ho detto che migliorerò il cibo della mensa e che farò abolire le polpette di pesce dal menù»!

Il candidato forte della scuola di Giuliano è un ragazzo di quinta biondo, bravo e con una grande presenza scenica, credo che sia figlio di gente dello spettacolo. Loro però hanno una sezione sola è un po’ come se diventasse presidente USA un ragazzone del’Arkansas.

Ho trovato splendida ed educativa l’esperienza che gli stanno facendo fare anche se con le video conferenze, anzi peccato che non sapevano nulla altrimenti un bel discorso glielo facevo scrivere pure a lui, sarebbe stato un bell’esercizio anche quello. Comunque queste polpette di pesce devono essere una roba…

La novità è che siamo arancioni, quasi tutta Italia è arancione solo Campania, Toscana, Sardegna, Trentino, Molise e Basilicata sono gialli. Rosse invece Lombardia, Bolzano e Sicilia. Se volete ripassare cosa questo comporta potete leggere questo articolo
QUI.

Le scuole resteranno aperte e, udite udite, se Zinga non cambia idea apriranno anche le superiori al 50% in presenza.

Mentre a Milano i ragazzi occupano qualche scuola, qui a Roma almeno quelli del Tasso e del De Sanctis protestano perché ‘vogliono rientrare in sicurezza anche sfruttando le opportunità della DAD’.

Vedremo che succederà. Io resto convinto che ogni giorno fuori da scuola, soprattutto per chi viene da famiglie non incredibilmente ricche di tempo, cultura e denaro sia un giorno perso.

Il covid nostro non si piega per ora ai vaccini, la sua curva nel mondo continua a salire mentre scrivo abbiamo superato i 2 milioni di morti. Da noi secondo l’ISS le misure avrebbero almeno in parte frenato la sua forza e si prevede un’immunità di gregge tra 6-8 mesi. Siamo a gennaio quindi tra luglio a settembre.

State bene e adelante con juicio!



Giuliano oggi è andato a scuola a Campo dei Fiori, per la precisione al cinema Farnese. La sua “scuola diffusa” per un po’ prevede  questo tutti i giovedì mattina per fare un laboratorio credo proprio sul cinema, mi farò raccontare. Quanto è bello il Mercato al mattino, Giordano Bruno sembra quasi allegro, come dimentico del rogo.  Mi aspettavo di vedere Fabrizi e la Magnani uscire da un momento all’altro. Ve lo immaginate Fabrizi bangla? Io si, pure la Magnani, ce li vedo, dietro i banchi con capelli neri, neri e i vestiti colorati.

Secondo gli ultimi ‘a quanto si apprende’ l’asporto dai bar sarà consentito ma non per le bevande, il caffè è bevanda immagino. Si apprenderebbe pure che dal 16 di gennaio a l 15 di febbraio non potremo: spostarci tra regioni se non per improrogabili motivi di salute, lavoro etc. potremo invitare a casa solo due persone per volta e una volta al giorno, insomma un po’ come a Natale però sarà Carnevale. I musei forse riapriranno ma solo i nei giorni feriali gialli o meglio in zona gialla, esiste però anche il miraggio dell’eldorado bianco, una distesa inesauribile di shottini, musica a palla e TPL all’80% se ci saranno meno di 50 casi per ogni 100.000 abitanti per tre settimane di seguito. Arlecchino si divertirebbe.

Tutto questo non è ancora passato per la loya jirga dei capi delle regioni. Che per quel poco che li conosco hanno già annusato l’odore del sangue. Già perché ieri il Fiero Conte è stato ferito da Renzi che ha ritirato la sua delegazione ministeriale e di fatto ritirato al fiducia al premier. «Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato»  già dice uno di loro.

L’istinto dei politici è lupesco, il mio babbo mi diceva sempre Homo Homini lupus e non aveva tutti i torti.

L’inciampo del Fiero Conte ha suscitato una certa emozione tra i miei concittadini, giustamente preoccupati per le nostre sorti in piena pandemia. Pur comprendendo le loro preoccupazioni credo a quello che ci disse il fiero Conte dopo il lockdown di marzo, dobbiamo imparare a convivere con il virus.  Nella consapevolezza della sua presenza dobbiamo fare le cose che possiamo e sappiamo fare, tra queste c’è anche la crisi di governo, vecchia specialità della casa, che non so quali sbocchi avrà ma come sempre non sarà la fine del mondo e forse neanche del governo attuale, pare che una piccola truppa ben intenzionata sia pronta al sostegno, in nome ovviamente dei più alti principi nazionali e popolari. Comunque ci vorrà ancora del tempo per capire sembra però che Conte, come è uso dalla presidenza Scalfaro in poi, voglia parlamentarizzare la crisi, vedremo magnana. Intanto il Fiero Conte è tornato al Quirinale per parlare dei costruttori (in opposizione a rottamatori) immagino.

Conte parlamentarizza la crisi nella crisi

Intanto il Tar della Lombardia, quasi fuori tempo massimo, dispone per la riapertura delle superiori nella più ricca, popolosa regione di Italia. L’ordinanza di Fontana infatti sarebbe “contraddittoria e irragionevole” e deve essere sospesa “nella parte in cui disciplina la didattica a distanza, imponendola al 100%, nel periodo compreso tra i giorni 11 gennaio e 15 gennaio 2021. Oggi è il 14! Se la Lombardia finirà in zona rossa da lunedì la sentenza avrà solo un valore simbolico.

Ma la grande notizia per noi è che Ettore ha passato tutta la notte senza pannolino senza alcuna défaillances.

State bene e adelante con juicio!


Palazzo Chigi tricolore
Sapete chi si è giovato più di tutti del covid nostro? No non lui! Anche lui ma non solo, e non quanto loro. Secondo me quelli a cui è andata meglio sono stati i nostri amici pelosi, in particolare i cani. Li vedo sempre a spasso con i loro padroni. Di tutte le taglie, allegri e scodinzolanti, cuccioloni o più grandicelli. Si sono ritrovati più amati e più coccolati del solito. Il Fiero Conte nei primi e più feroci DPCM li pensò e consentì ai loro premurosi padroni di uscire per fargli fare quel che dovevano. I bambini non potevano uscire neanche per un modesto giro del palazzo, almeno fino alla circolare Crimi, ma i nostri “figli pelosi” sì. Per questo loro privilegio qualcuno di noi prova ancora un filo di risentimento. Ma poca roba.

Oggi è il terzo giorno di scuola per i ragazzi toscani, abruzzesi e valdostani. Noi qui sempre DADDA però il
Presidente Zingaretti
si è spinto ad annunciare una riapertura per il 18, pur ribadendone la rischiosità. Vedremo da qui a lunedì molte cose possono succedere. Per intanto qui lo scontro all’interno della maggioranza sembra essere arrivato al suo ennesimo rinvio, forse capiremo meglio Magnana.

I vaccini per nostra buona sorte si moltiplicano e sembra che oltre al Moderna, allo Pfitzer (già approvati) forse potremo accedere a anche al Sinovac che come dice il suo suono viene dalla terra di mezzo, dal CATAI dalla Cina. Infatti l’Ema dovrebbe esaminarlo. L’Azzolina chiede il vaccino per la scuola, si dice preoccupata per la Dad e l’abbandono, tutte cose giuste però lei ha qualche responsabilità, qualche leva in più di noi, ci si aspetterebbe qualcosa in più che delle idee.  Mentre scrivo partecipo ad una video conferenza, in cui si parla di cose molto interessanti ma e nobili ma la mia attenzione si perde nell’attesa di sapere del Fiero Conte che poi in serata Renzi sfiducia. Questa cosa delle “call” come le chiamano molti tra i miei interlocutori è diventata come tutte le innovazioni tecnologiche che viaggiano nel cyber spazio insieme una grande opportunità e una terribile schiavitù.

Papa vaccinato in Vaticano

Dalle piccole mura del Vaticano rimbalza in Argentina la notizia di Papa Francesco vaccinato.

Nuove speranze dai “nanoanticorpi” che sarebbero per ora testati sui Lama e sugli Alpaca che sarebbero in grado di impedire al covid nostro, e a sui fratelli mutati, di infettare le cellule. Oggi il diario sembra un po’ l’arca di Noè però alla fine questa è anche una panzoozia, ermellini sterminati, gorilla e grandi felini contagiati, pipistrelli e pangolini originari.

Martina ieri ha portato ad Ettore e Giuliano un supplemento di regali di Natale, del Babbo Natale di Roccasecca, tutti incartati e infiocchettati dalle zie. Erano felicissimi e si sono messi lì a montare meccani e lego ‘tuttieddueinsieme’ come dice Ettore.

State bene e adelante con juicio!



Sto leggendo un libro scritto da Jack London nel 1912. Negli anni ‘10 del 2000 un mondo sovrappopolato, 8 miliardi (mentre scrivo
worldometer
ci conta in 7,838,533,196) e pieno di dirigibili, ma in cui le notizie viaggiano ancora con una specie di telegrafo, viene colpito da una terribile malattia causata da un “germe”: la peste scarlatta. Non è la prima epidemia di quel secolo e nemmeno del secolo precedente. Esiste un gruppo di scienziati, i “batteriologi” che le combatte e di volta in volta è riuscito a trovare un “siero” che stermina i germi. La popolazione però è cresciuta troppo in numero, diventando così un terreno molto fertile per le epidemie. All’arrivo della Peste scarlatta un batteriologo riesce a trovare e “filmare” il micro organismo ma subito si ammala anche lui e muore.

Mi fermo qui, se vi va leggetela che London è un dio del racconto, però devo ammettere di essere rimasto colpito dalla serie di cose in qualche modo da lui predette: la popolazione quasi centrata in pieno, la pandemia, il periodo e i batteriologi che stanno ai nostri immunologi e biologi come il filmato dei microorganismi sta alla sequenza dei geni del virus.

Il covid nostro continua a farsi modestamente strada nell’universo, quasi 2 milioni di morti nel mondo e solo in Italia quasi 80.000. Il Fiero Conte è sempre alle prese con Renzi e con Bettini. Magnana come dicono i latinos, domani vedremo che sarà di loro e un po’ anche i noi.

Jack London racconta una storia simile a quella del covid nostro

La campagna vaccinale prosegue anche con qualche irregolarità nelle somministrazioni, oggi Repubblica racconta di 100.000 vaccinati fuori lista, considerando che ad oggi le vaccinazioni fatte sono  poco più di 700.000 dobbiamo considerare un settimo di raccomandati. Nello stesso tempo ci sono gli aventi diritto, che operano nel campo sanitario, che si rifiutano di fare il vaccino, il nostro è un Paese e un mondo complicato.

I nostri “batteriologi” sono divisi sulle soluzioni ma sono unanimi su un punto arriverà la terza ondata e ci picchierà piuttosto forte.

L’ala rigorista chiede un mese di lockdown totale. Intanto nascono piccoli movimenti di disobbedienza civile #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna sono gli slogan con cui ristoratori e baristi si apprestano il 15 ad iniziare la loro protesta contro il temuto Dpcm che vuole vietare anche l’asporto dopo le 18.00 per bar e affini.

Oggi è il secondo giorno che in Toscana, Abruzzo, Val D’Aosta i ragazzi possono andare a scuola. Auguri ragazzi! Studiate e state insieme!  Qui invece Dadda.

State bene e adelante con juicio!


La peste scarlatta Jack London
«Mannaggia. È tardissimo!» Questa mattina mentre sognavo profondamente qualche momento del mio passato, e cercavo di correggerlo almeno nel sonno, mia moglie mi ha svegliato così. Perché è lei che si alza la mattina presto, è lei che prepara il caffè, è lei che sveglia Giuliano ed Ettore ed anche me. Ho guardato l’ora era effettivamente un po’ tardino ma comunque fuori era ancora buio. Dopo un po’ mi alzo anche io, caffè, abluzioni ancora caffè. «Accompagni Giuliano od Ettore?». Le rispondo, e lei tira un piccolo sospiro di sollievo perché così ha un po’ più di tempo, Ettore può anche arrivare dopo.

Una ventina di minuti e mentre attraverso Piazza Cairoli la incontro con Ettore che si guarda intorno e chiede nocciole. Con Giuliano arriviamo a scuola un po’ in anticipo e aspettiamo. Intorno a noi i ragazzi, sono belli robusti alcuni ho difficoltà a dire bambini, della quinta fremono poi entrano. Quando finalmente entra anche Giuliano vado via e la vedo in lontananza che arriva con Ettore. Poi sarà lei nel pomeriggio ad andarli a prendere perché io ho una riunione in video conferenza, e devo finire delle cose. In tutto questo anche lei viene in ufficio, lavora e tutto il resto. Diciamoci la verità essere donne ai tempi del covid nostro è un po’, più complicato anche per colpa mia, nel caso di Martina, che molte cose le do per scontate.

Il fiero Conte è ancora alle prese con Renzi e Bettini, trova il tempo però di guardare verso l’ondata adveniente, forse con la speranza che possa puntellarlo ancora una volta e ci dice che ci aspettano ancora giorni duri e difficili. Il che purtroppo è vero e probabile. Quello che sta succedendo in Germania, in Francia e in UK  lascia supporre un periodo difficile ancor per tutto l’inverno.

La giornata di martina non finisce mai

Oggi hanno manifestato gli studenti e i baristi. Dei ragazzi abbiamo detto ieri, i baristi non vogliono fallire il che mi sembra comprensibile, anche perché l’ipotesi di vietare l’asporto dopo le 18 nel prossimo Dpcm certo non li riempie di speranza.

Oggi un po’ in controtendenza con la giornata, e anche con quella che è sempre stata la mia idea, io non avrei proprio chiuso le scuole questa volta, voglio raccontarvi il punto di vista dei professori, o meglio delle professoresse il che ha molto a che vedere con il genere e le inevitabili differenze del caso. Vi propongo perciò l’intervista che ho fatto oggi a Paola Calisti del Plinio, liceo scientifico di Roma Nord.
QUI

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«Auguri buon Natale a tutti». Ettore ancora non si è rassegnato e ogni tanto si affaccia alla porta finestra che da sul terrazzo e fa i suoi auguri urbi et orbi. I media parlano ormai abbastanza esplicitamente di un contagio da cenone. Si attribuisce agli incontri avuti durante le feste l’incremento di casi che cominciamo a vedere per la prima volta dopo un bel po’ di settimane, per la precisione non succedeva da metà novembre. E’ un piccolo incremento ma non è un bel segnale. Vi lascio qui sotto il grafico che avevo smesso di fare da quando è iniziato quello che gli esperti hanno chiamato il congelamento ella curva.

Dopo la levata di scudi dei sindacati, degli insegnanti e qui a Roma anche di quasi tutti i licei con accesso alla redazione del Manifesto, l’apertura  è stata rimandata e ogni regione ha una sua data diversa. Unico liceo un po’ fuori dal coro il Mamiani, che a cose fatte
manda una lettera sempre al Manifesto
in cui sembra protestare per la mancata apertura cui i docenti dicono la scuola era pronta, nonostante il ministero, anche grazie al lavoro della preside. Il punto è che se quasi tutti gli insegnanti dei licei di Roma non vogliono tornare in presenza una qualche ragione ci dovrà essere. Roma Report che ha a cuore la questione e vuole capire meglio ha deciso di intervistarne una, domani il pezzo in rete.

I ragazzi invece hanno deciso di protestare per il mancato rientro ma sottolineano anche loro le mancanze delle amministrazioni e chiedono di tornare a scuola in sicurezza. La protesta si tradurrà in una astensione dalle lezioni online domani 11 gennaio ed in teoria anche dalle lezione in classe per chi potrebbe. La
Rete degli studenti medi sembra essere la promotrice dell’iniziativa
. Lo sciopero credo ci sarebbe stato lo stesso nel caso di apertura, una delle loro richieste più ferme e quella di partecipare ai tavoli con le prefetture.

In realtà con la tecnica del carciofo, foglia dopo foglia si sono sfilate quasi tutte le Regioni, solo tre sono rimaste e domani apriranno le porte degli edifici scolastici: Abruzzo, Toscana e Val D’Aosta, il Trentino aveva già aperto.

I ragazzi tenuti fuori dalle scuole cominciano a trovare altre occasioni di aggregazione almeno qui a Roma, i laziali hanno festeggiato in Piazza della Libertà i 121 anni dalla fondazione della squadra, pare fossero 800. Molte ragazze invece si sono strette in una di quelle scene stile Beatles a Roma per acclamare un loro beniamino turco, a me finora sconosciuto, Can Yaman a Trinità dei Monti per girare uno spot. L’ottimo Piantendosi ha fatto chiudere un po’ di Trastevere e un po’ di Pigneto come ormai consuetudine nei fine settimana.

Il fiero Conte è sempre alla prese con Renzi e Bettini, i vaccini stoccati stanno finendo ma Arcuri assicura che presto ne arriveranno altri.

State bene e adelante con juicio!


Contagi settimanali
«Come si chiama il suo nome»?  Ettore continua nella sua furia classificatrice a chiedere il nome di tutto. Oggi mentre tornavamo da scuola siamo passati davanti a Fontana di Trevi e voleva sapere chi fosse quella statua enorme al centro del gruppo scultoreo. La indicava e chiedeva, noi eravamo preparati perché prima di lui ce lo ha chiesto Giuliano, e gli abbiamo detto che era Oceano il titano. Ettore vuole sapere sempre più cose e ogni tanto sembra come mettere insieme i pezzi delle informazioni che ha raccolto qua e là. Un po’ facciamo così anche noi.  Per esempio ricordiamo che la priorità assoluta prima di Natale sembrava la riapertura delle scuole, e che lo stesso sembrava a settembre e che su questo si sarebbe giocato il destino e la faccia del governo e del Presidente del consiglio. Fatto sta che le superiori sono ancora chiuse in tutta Italia e le elementari e le medie in alcune regioni del sud, dove chiudere è diventata una sorta di prova di virilità da parte dei presidenti di regione che si arrabbiano molto se qualcuno obietta, ed arrivano come è noto anche ad insolentire e le ragazzine, che avrebbero bevuto il latte al plutonio. E’ di oggi la notizia che il Lazio di Zingaretti rinvia l’apertura delle superiori almeno al 18 e che invece l’ordinanza di Spirlì, Calabria, che chiudeva anche elementari e medie è stata sospesa dal TAR, scatenando la sua ira funesta. La complessità del nostro sistema istituzionale, la pandemia e la riforma del titolo V della costituzione rendono tutto ancora più confuso e ci vuole un po’ per rimettere insieme i pezzi. Comunque ad oggi possiamo dire che la riapertura delle scuole superiori non solo non è più una priorità ma sembra essere diventata una complicazione da scongiurare. La CIGL scuola: “ll governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell’apertura delle attività didattiche in presenza. Si riporti il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole. Si faccia chiarezza sui dati o si dica che non è possibile farlo.” Amens

Superiori chiuse amen e così sia!

Oggi ci lascia una delle maschere più importanti di questa terribile storia cominciata ormai quasi un anno fa. L’uomo

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