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Lunedì 11 Gennaio 2021 11:01

Cervelletta e il murales misterioso

Abbiamo conosciuto qualche mese fa la leggenda di Cerasella l’ultima asinella del Casale della Cervelletta. Una leggenda in qualche modo 
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#ambiente #cultura
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Abbiamo conosciuto qualche mese fa la leggenda di Cerasella l’ultima asinella del Casale della Cervelletta. Una leggenda in qualche modo impressa nel murales che, tra le altre cose andrebbe salvato, dipinto da un artista anonimo intorno agli anni sessanta all’interno del fabbricato, adibito proprio a stalla per l’asinella.
Lo stesso fabbricato, da qualche tempo però ospita su una parete esterna un’altra opera. L’immagine apparsa all’improvviso raffigura un bambino con uno zaino mentre indossa l’ormai obbligatoria mascherina, rivolto verso una signora seduta su un trono di pietra, vestita con un tunica bianca, incuriosito dalla sua cornucopia colma di fogliame.

Ci siamo molto incuriositi, e messi sulle tracce per scoprire l’anonimo artista che dopo alcune ricerche abbiamo rintracciato e raggiunto per parlare con lui della sua opera. Si chiama Enrico Allegritti ed è un rinomato Street Artist.

Cosa hai voluto raffigurare con quest’opera? chiediamo ad Enrico

“Ho voluto rappresentare il momento che stiamo attraversando, raffigurando Cerere la Dea dell’agricoltura, la cui figlia Proserpina era identificata con Persefone. La credenza greca secondo la quale alla sua gioia di unirsi nuovamente alla figlia si doveva a ogni primavera la rinascita della natura e l’abbondanza di frutta e di raccolti sulla terra, fu introdotta a Roma nel V secolo a.C., e il suo culto divenne molto popolare soprattutto fra i plebei. La parola “cereali” infatti deriva dal suo nome e la sua festa principale, chiamata Cerialia, si celebrava intorno alla metà di aprile. E quindi vuole essere di buon auspicio – continua Enrico – anche se rappresenta la Natura malata.”

Mi piace però lasciare alla libera interpretazione ad ognuno che guarda l’opera, per immergersi con la propria immaginazione nel significato che pensa di leggerci.
Non resta quindi che venire al Casale della Cervelletta per sentire i profumi della storia e gustare il piacere dell’arte.

 

Giovanni Fornaciari

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