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Mercoledì 13 Gennaio 2021 09:01

Scuola, appello alle istituzioni: la chiusura mina i diritti dell’adolescenza

scuola riapertura settembre, classe vuota
scuola riapertura settembre, classe vuota
Una rappresentanza della comunità scolastica, associativa, scientifica, culturale lo ha consegnato al governatore Zingaretti e all'assessore Di Berardino

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Un appello per sensibilizzare le istituzioni sulla chiusura prolungata delle scuole superiori. È quello che è stato consegnato ieri mattina, 12 gennaio, al governatore del Lazio Nicola Zingaretti, presso il Palazzo della Regione, e presentato in un incontro all’assessore regionale a Scuola e formazione Claudio Di Berardino da una rappresentanza della comunità scolastica, associativa, scientifica, culturale del Paese.

«La strategia italiana è stata ed è ad oggi fondata sulla chiusura delle scuole superiori, e non basata sui dati e sulle evidenze scientifiche che vedono il contagio diffondersi maggiormente in altri luoghi che invece vengono mantenuti aperti – dichiara Costanza Margiotta, docente universitaria e promotrice di Priorità alla Scuola -. È necessario che i nostri rappresentanti invertano la rotta, ascoltino le richieste che arrivano dalle comunità scolastiche, diano priorità alla scuola, ritornino a essere garanti della tutela dei diritti costituzionali e dei minori, attualmente violati dalle disposizioni governative italiane».

Le richieste dei firmatari si focalizzano in primo luogo su interventi per garantire la didattica in presenza, la prevenzione sanitaria, la qualità dell’apprendimento. Accanto alla riapertura degli istituti scolastici, l’adozione di misure straordinarie per rafforzare i mezzi pubblici, i monitoraggi rapidi a livello scolastico e la tutela dei lavoratori della scuola, il rispetto dei decreti delegati e dei diritti di tutte le componenti scolastiche e una strategia a livello nazionale di monitoraggio della qualità degli strumenti di apprendimento erogati in dad e sulla dispersione scolastica. Tra le richieste di medio e lungo periodo, i firmatari richiedono urgentemente un piano strategico per il mondo dell’istruzione: che l’investimento nella scuola, infrastrutture e personale, sia preminente nelle scelte del governo, in modo da garantire la sicurezza e permettere un’offerta formativa migliorata per recuperare almeno in parte il gap accumulato.

L’appello è stato contestualmente inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, al presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, al ministro Francesco Boccia in qualità di presidente della Conferenza Stato e Regioni, al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, alla presidente della Commissione Infanzia e adolescenza Licia Ronzulli, all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti, a tutti i capigruppo parlamentari.

«Finora ci siamo impegnati a rispettare tutte le linee guida anti-contagio emanate dal nostro governo. Ora però, il senso di responsabilità che ci ha guidati in una situazione tragica come quella di marzo non basta più – dichiara Pietro Caminiti, studente del liceo Virgilio di Roma -. La dad è per noi un inganno. Il diritto all’istruzione, costituzionale, ci è stato negato da troppo tempo: è quindi fondamentale rientrare immediatamente in presenza, sappiamo che è basso il rischio di contagio nelle scuole. Abbiamo invece bisogno che il sistema dei trasporti venga reso più sicuro tramite l’implemento di mezzi e non tramite lo stravolgimento della quotidianità di ognuno di noi. Fin ora poco è stato fatto, le ruote da aggiungere sono quelle di autobus e tram, non di banchi».

All’appello hanno aderito ActionAid; coordinamento Presidenti Consiglio d’Istituto Lazio; Forum Disuguaglianze e Diversità; ‘OQuarantotto; Priorità alla Scuola e Unione degli Studenti. «Come madre, come ricercatrice in virologia e come cittadina, ho ritenuto necessario attivarmi in prima persona, con il supporto di scienziati ricercatori e associazioni ho raccolto dati e analisi per avere una più chiara visione – dichiara Francesca Incardona, madre e amministratore EuResist Network -. Il paragone con gli altri Paesi europei mostra l’Italia in cima alla classifica di chi ha tenuto più a lungo chiuse le scuole per l’epidemia ma questo non ci ha aiutati a contenerla meglio. L’Italia ha disatteso le indicazioni dell’Oms e dell’Ecdc che raccomandano che la chiusura della scuola sia l’ultima risorsa. E ha violato i diritti dei propri ragazzi e ragazze. Chiedo quindi al presidente Mattarella e a tutti i soggetti interpellati di intervenire e di farsi promotori di risposte immediate con una visione di lungo periodo».

13 gennaio 2021

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