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Giovedì 18 Febbraio 2021 10:02

Al via “TBQ Letteratura e Periferia”, un progetto di Teatro Biblioteca Quarticciolo 

TBQ Letteratura e Periferia è un progetto di Teatro Biblioteca Quarticciolo, a cura di Francesco Pacifico, nato durante il primo 
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#cultura
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TBQ Letteratura e Periferia è un progetto di Teatro Biblioteca Quarticciolo, a cura di Francesco Pacifico, nato durante il primo lockdown. Dopo le prime due puntate, che hanno visto protagonisti Jonathan Bazzi e Valerio Mattioli, abbiamo deciso di continuare la rassegna con altri sei scrittrici/ttori, avvalendoci questa volta della preziosa collaborazione di Istituzione Biblioteche di Roma con la quale a gennaio scorso avevamo condiviso l’ideazione e la realizzazione del Giorno della Memoria.

La rassegna nasce per raccontare dei mondi, dei quartieri, delle zone delle città italiane, andando oltre la trama e il destino dei personaggi, per scoprire cosa c’è appena fuori dalla città stessa. Per noi è importante parlare del romanzo insieme all’architettura, all’urbanistica, alla politica, ecc. Abbiamo quindi deciso di presentare una serie di romanzi di scrittrici e scrittori italiani e guardare, attraverso le loro scritture, come raccontano il limite della città, le periferie e/o i vari tipi di periferie, o semplicemente dove il centro decide di essere arrivato e dove invece inizia qualcos’altro che non sappiamo bene cosa sia e facciamo quasi sempre fatica a definire.


Dagli spazi del Teatro Biblioteca Quarticciolo si comincia il 19 febbraio (ore 17) con l’incontro Il condominio panopticon. Roma senza vita pubblica condotto da Francesco Pacifico (foto a lato) con Antonella Lattanzi (foto in basso a sinistra), autrice di Questo giorno che incombe (HarperCollins), e la partecipazione di Michela Marzano.


Questo giorno che incombe, segnalato da Domenico Starnone per il Premio Strega 2021, vede protagonista Francesca che con Massimo, suo marito, e le loro figlie, ancora piccole, si sono appena trasferiti da Milano a Giardino di Roma, un quartiere a metà strada tra la metropoli e il mare. Il posto perfetto per iniziare una nuova vita. Eppure qualcosa non va. Dei dettagli cominciano a turbare la gioia dell’arrivo. Piccoli incidenti, ombre, che hanno qualcosa di sinistro. Ma sono reali o Francesca li sta solo immaginando? Francesca comincia a soffrire di paranoia e vuoti di memoria. Sempre più sola e piena di angosce, ha l’impressione che la casa le parli, che le dia consigli, forse ordini. Le amnesie si fanno sempre più lunghe e frequenti. Finché un giorno, dal cortile, arriva un grido. È scomparsa una bambina. Può essere sua figlia? E perché Francesca, ancora una volta, non sa cosa ha fatto nelle ultime ore? Liberamente ispirato a un episodio di cronaca avvenuto a Bari nel palazzo dove l’autrice è cresciuta, “Questo giorno che incombe” è un romanzo unico, bellissimo e prismatico, capace di accogliere suggestioni che vanno da Kafka a King, da Polanski a Dostoevskij, di attraversare più generi, dal thriller alla storia d’amore, di riflettere sulla maternità e le sue angosce, di parlare del male e del dubbio, e capace di riscrivere, tra realtà e finzione, una storia vera.

Gli altri cinque incontri sono sempre condotti da Francesco Pacifico, in data e orario in via di definizione. Francesco Targhetta, in dialogo con Veronica Raimo, che, con Le vite potenziali (Mondadori), ci porta ad Albecom, azienda informatica che sorge nella periferia di Marghera (Venezia) e mette al centro tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità nel loro spazio. Nicola Lagioia, in dialogo con Antonella Lattanzi, con La città dei vivi (Einaudi) ci conduce in un anonimo appartamento della periferia romana per raccontare di due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato che, a marzo 2016, seviziano per ore un ragazzo più giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile; interviene. Alessio Forgione, insieme a Lisa Ginzburg, con Giovanissimi (NN Editore) racconta la storia di Marocco, quattordicenne che vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli, e della sua ferita aperta che non gli dà pace provocata dall’abbandono della madre, senza aver mai ricevuto sue notizie. Giorgio Vasta, con interventi di Christian Raimo, con Il tempo materiale (minimum fax) ci spostiamo a Palermo con la storia di Nimbo e dei suoi amici che sentono il vento di Roma nell’annus horribilis della storia repubblicana – le Brigate Rosse e il sequestro Moro – e, disgustati dal provincialismo senza scampo dell’Italia, si scollano lentamente dalla realtà fondando una loro cellula terrorista. Infine Giorgio Falco con L’ubicazione del bene (Einaudi) ci si concentra sull’hinterland milanese dove a venti chilometri in automobile dal lavoro e dal supermercato, come accade ai bordi di ogni metropoli, la città continua e diventa un altro luogo, Cortesforza, un luogo tanto più vero quanto più è immaginario; ospite dell’incontro Nicolò Porcelluzzi.

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