Santi Quattro Coronati

Via dei SS. Quattro - 00184 Rome
Celio [R.XIX]
Celio [1G]

L'insediamento risale alla fine del V secolo e venne realizzato su un complesso pagano, nel Medioevo fungeva da bastione di difesa della vicina Basilica di San Giovanni in Laterano.
Nel tempo l'antico convento fu dimora di Papi e regnanti, tra cui, nel 1265, Carlo D'Angiò.

Tra l'anno 847 e l'anno 855 Leone IV la trasformò in basilica a tre navate, preceduta da un quadriportico con una torre campanaria molto tozza, di stile unico a Roma.

Il Complesso, molto curato dai vari Papi che si succedettero, fu gravemente danneggiato nel 1089 dai Normanni, guidati da Roberto il Guscardo, durante il famoso "sacco di Roma".

Solo dieci anni dopo, nel 1099, salito al soglio Pontificio Pasquale II, questi intervenne con radicali restauri, portando la chiesa alle dimensioni attuali; successivamente Innocenzo II, nel 1138, affidò il complesso ai benedettini dell'Abbazia di Sassovivo, vicino Foligno, che realizzarono il Chiostro ed il Monastero.
Nel 1521 passò ai Camaldolesi, e nel 1560 alle Suore Agostiniane che vi risiedono tuttora.

Non è certa la provenienza del nome del complesso, ma sembrerebbe si debba ricollegare al martirio di quattro soldati romani (Santi Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino) che rifiutarono di adorare la statua di Esculapio.

Leone IV, durante le opere, vi portò le reliquie di cinque scarpellini di Pannonia, martirizzati per essersi rifiutati di scolpire la statua di Esculapio, per cui la Chiesa è oggetto di devozione degli scalpellini e dei marmisti, tanto che nel 1570 vi si stabilì l'Università dei marmorai.

Nel 1914 Antonio Munoz eseguì un radicale intervento di manutenzione, durante il quale fu rimosso dalla torre l'orologio del 1625, le colonne interne furono riportate alla luce e fu scavata la cripta del IX secolo.
All'interno sono ancora visibili numerosi frammenti di affreschi medievali.

Gli affreschi dell'abside, eseguiti da Giovanni da San Giovanni, sono del 1628, e rappresentano i Quattro Santi e la storia dei Martiri di Pannonia.

Le Cappelle sono numerose, ma quella di San Sebastiano merita di essere citata, per il decoro delle Storie di Costantino del XIII secolo, in stile tardo bizzantineggiante, opera di maestri veneti.

Degno di rilievo è il Chiostro del XIII secolo, realizzato dai maestri marmorari, il più suggestivo in Roma, con al centro il labrum, fontana per le abluzioni.

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