L'inciciature

Gioacchino Belli

Che scenufreggi, sciupi, strusci e sciatti!
Che sonajera d'inzeppate a secco!
Igni botta, peccrisse, annava ar lecco:
soffiamio tutt'e dua come du' gatti.

L'occhi invetriti peggio de li matti:
sempre pelo co' pelo, e becc'a becco.
Viè e nun vienì, fà epija, ecco e nun ecco;
e daje, e spigne, e incarca, e strigni e sbatti.

Un po' più che durava stamio grassi!
Ché doppo avè finito er giucarello
restassimo intontiti come sassi.

E' un gran gusto er fragà! ma pe godello
più a ciccio, ce vorìa che diventassi
Giartruda tutta sorca, io tutt'ucello.

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