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Sabato 27 Marzo 2021 18:03

Cimitero Flaminio, indagati due dirigenti Ama. Norme igieniche violate

La bufera che avvolge il cimitero Flaminio non si placa. Dopo i sigilli ai depositi e a conclusione delle  indagini dei Nas, due componenti dei vertici Ama sono stati iscritti al registro degli indagati per lo stato di totale degrado in cui versa tutta l’area cimiteriale e per l’inefficienza dei servizi. I due al centro […]

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La bufera che avvolge il cimitero Flaminio non si placa. Dopo i sigilli ai depositi e a conclusione delle  indagini dei Nas, due componenti dei vertici Ama sono stati iscritti al registro degli indagati per lo stato di totale degrado in cui versa tutta l’area cimiteriale e per l’inefficienza dei servizi.

I due al centro dell’inchiesta avrebbero dovuto garantire l’efficiente gestione e manutenzione dell’area cimiteriale e dei suoi servizi, ma le ispezioni dei Nas hanno rilevato tutt’altro.

Urne rotte o aperte, tanto da far fuori uscire la cenere, cattivo odore, escrementi di topi, liquami, estintori scaduti. A tutto ciò si aggiunge la completa inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro.

Queste sono le condizioni del cimitero più grande d’Italia da ormai troppi mesi e denunciate dai Carabinieri del comando di Prima Porta lo scorso 11 febbraio; il giorno dopo venne ordinato l’immediato sequestro dei depositi e furono avviate le indagini.

Alla luce del quadro emerso dalle indagini dei Nas, il pubblico ministero Antonella Nespola e il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, che si stanno occupando dell’inchiesta, contestano ai due indagati gravi violazioni amministrative e penali. I Pm hanno, inoltre, imposto delle prescrizioni necessarie per la concessione del dissequestro dei depositi delle urne e degli altri locali.

Il cimitero Flaminio, a Prima Porta, che si espande su una superficie di ben 140 ettari, sembra arrivato al suo collasso. Oltre ai problemi che hanno fatto scattare queste ultime indagini, le strade sono sconnesse, i rovi e le sterpaglie avanzano indomiti e i servizi igienici non sono utilizzabili.

Ancor più grave è che durante quest’ultimo anno lo abbiamo visto più volte al centro delle cronache, per le urne ricolme di sabbia, per i resti di cadaveri gettati nell’ossario comune, per i feti sepolti con sulle croci i nomi delle madri ignare e per il caso dello scambio di salme.

Scarsa cura, poco controllo, operatori insufficienti e lungaggini burocratiche che in questo momento di pandemia – quindi aumento dei decessi – non potevano passare inosservati.

A gennaio 2021, infatti, nell’ambito della commissione Ambiente di Roma Capitale, i rappresentanti di Federcofit (Federazione Comparto Funebre) denunciarono le difficoltà di Ama nel far fronte alla domanda di cremazioni, per via dell’assenza di manutenzione dei forni e della carenza di personale. Questo comporta depositi pieni di salme in attesa della cremazione, quindi non contenute in contenitori di zinco, in piena decomposizione e con perdita di liquami”. Al cimitero Flaminio arrivarono, pertanto, dieci container refrigerati per custodire le bare “in attesa” di un’opportuna collocazione, un’attesa che può durare dai 30 e ai 40 giorni.

Le indagini della Procura di Roma stanno continuando e altri nomi di indagati potrebbero emergere nei prossimi giorni.

Nel frattempo l’Ama ha diffuso un comunicato nel quale si afferma che “in riferimento a notizie stampa relative all’iscrizione sul registro degli indagati di due dirigenti per la violazione di alcune norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro presso il cimitero Flaminio, si evidenzia che si sta già ottemperando alle prescrizioni formalizzate circa un mese fa dal Servizio Prevenzione della Asl (Spresal), su cui si basa l’iscrizione”.

“Parte delle prescrizioni – conclude Ama – sono già in fase di esecuzione e per un’altra parte sono già state programmate le attività conseguenti”. 

Giulia Vincenzi

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