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Mercoledì 21 Aprile 2021 18:04

Tram: al via una maxi gara di progettazione per 7 interventi

Alle ore 17:00 di oggi, Roma Servizi per la Mobilità, società partecipata di Roma Capitale, ha bandito una maxi gara di progettazione preliminare, con opzioni per la progettazione definitiva ed esecutiva, per ben sette progetti tranviari, divisi in 5 lotti, dal valore di 3,8 mln complessivi per la sola progettazione di fattibilità tecnico economica. La documentazione di gara è consultabile a questo link: eproc.romamobilita.it I progetti, distribuiti in tutta la città, sono i seguenti: Tranvia Barletta-Clodio; Tranvia viale Angelico-Parco della Musica; Tranvia Mancini-Vigna Clara; Tranvia Tiburtina-Ponte Mammolo; Metrotranvia Anagnina-Torre Angela (Linea H); Tranvia Tor Vergata-Scambiatore A1 (prolungamento linea G); Tranvia Marconi-Appia Antica-Subaugusta. Con la progettazione di queste sette opere si esaurirà il fabbisogno di progettazione di fattibilità del sistema tranviario pianificato con il PUMS nel 2019. Si avrà così un progetto di fattibilità tecnico economica approvato per ogni nuovo chilometro di rete tranviaria, andando a sostanziare un piano estremamente ambizioso, che prevede la realizzazione di ben 67 km di linee, tra tranvie e metrotranvie. Il PIANO DEI TRAM Il PUMS, adottato con Delibera di Giunta n. 60 del 2019, prevede la realizzazione di 10 linee tranviare tradizionali e 2 linee metrotranviarie, la Linea G e la Linea H. La realizzazione di 67 km di linee, da sommarsi ai 35,6 km di rete esistenti, porterebbe l’estensione della rete a 102,6 km, superando Torino e portando Roma al secondo posto in Italia per estensione della rete tram, dopo Milano. Tra le 10 linee tranviarie occorre comunque considerare che la Linea 10, San Paolo-Ponte Mammolo, si colloca a metà tra una metrotranvia ed una tranvia tradizionale, con tratti ad alta velocità media, come quelli nei parchi, e tratti più “lenti”, nelle aree maggiormente urbanizzate. Nel complesso, tre progetti, ovvero la Metrotranvia Linea G Termini-Tor Vergata, la tranvia Verano-Tiburtina e la tranvia Ponte Mammolo-Subaugusta, sono stati già oggetto di finanziamento con i D.M. 607/2019 e 235/2020, per un totale di circa 580 milioni di euro, comprensivi di una fornitura di 50 mezzi da 25m e 22 mezzi da 33 metri a batterie. Sono invece in attesa di definizione del contributo i progetti della tranvia Termini-Vaticano-Aurelio e della tranvia dei Fori, la cui istanza di finanziamento è stata trasmessa al ministero competente il 15 gennaio di quest’anno. UNA GARA STORICA Oggi 21 aprile 2021, data in cui ricorre il natale di Roma, si potrebbe davvero pensare di essere di fronte ad una rinascita del tram nella nostra città. Ma solo i prossimi mesi ci potranno dire se questi progetti avranno un futuro e quanti di questi si trasformeranno davvero in cantieri. Non si può ignorare il fatto che mai prima d’ora si era vista a Roma una gara di progettazione tranviaria di queste dimensioni. Per la verità, mai si era vista a Roma una gara per la progettazione preliminare di un tram, un passaggio inevitabile se si vuole che il PUMS non rimanga lettera morta, viste anche le limitate risorse umane del Comune e delle sue partecipate. Eppure basta poco per fare grandi cose, soprattutto per opere come quelle tranviarie, che hanno costi relativamente contenuti. Basti pensare che i sette servizi di progettazione preliminare ammontano in totale ad appena 3,8 mln di euro, ovvero circa 100.000 euro al km, una cifra irrisoria che ci ricorda che spesso il limite non è tanto economico, quanto politico. Per portare avanti progetti come questi serve la volontà e soprattutto la costanza di portare avanti progetti che possono essere divisivi e difficili, ma che servono alla città. Opere come il TVA e la tranvia Togliatti, già finanziate e progettate in passato, non sono mai fallite per motivi tecnici, ma solo per motivi politici. Ciò che dobbiamo pretendere dall’attuale amministrazione al governo della città, ma anche e soprattutto dalle prossime che arriveranno, è la costanza nel portare avanti questi progetti, senza dare adito alle lamentele di una parte della città, ancora molto agguerrita, che farà di tutto per fermare queste opere.    

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Alle ore 17:00 di oggi, Roma Servizi per la Mobilità, società partecipata di Roma Capitale, ha bandito una maxi gara di progettazione preliminare, con opzioni per la progettazione definitiva ed esecutiva, per ben sette progetti tranviari, divisi in 5 lotti, dal valore di 3,8 mln complessivi per la sola progettazione di fattibilità tecnico economica.

La documentazione di gara è consultabile
a questo link: eproc.romamobilita.it

I progetti, distribuiti in tutta la città, sono i seguenti:

  1. Tranvia Barletta-Clodio;
  2. Tranvia viale Angelico-Parco della Musica;
  3. Tranvia Mancini-Vigna Clara;
  4. Tranvia Tiburtina-Ponte Mammolo;
  5. Metrotranvia Anagnina-Torre Angela (Linea H);
  6. Tranvia Tor Vergata-Scambiatore A1 (prolungamento linea G);
  7. Tranvia Marconi-Appia Antica-Subaugusta.
Con la progettazione di queste sette opere si esaurirà il fabbisogno di progettazione di fattibilità del sistema tranviario pianificato con il PUMS nel 2019. Si avrà così un progetto di fattibilità tecnico economica approvato per ogni nuovo chilometro di rete tranviaria, andando a sostanziare un piano estremamente ambizioso, che prevede la realizzazione di ben 67 km di linee, tra tranvie e metrotranvie.

Il PUMS, adottato con Delibera di Giunta n. 60 del 2019, prevede la realizzazione di 10 linee tranviare tradizionali e 2 linee metrotranviarie, la Linea G e la Linea H.

La realizzazione di 67 km di linee, da sommarsi ai 35,6 km di rete esistenti, porterebbe l’estensione della rete a 102,6 km, superando Torino e portando Roma al secondo posto in Italia per estensione della rete tram, dopo Milano.



Tra le 10 linee tranviarie occorre comunque considerare che la Linea 10, San Paolo-Ponte Mammolo, si colloca a metà tra una metrotranvia ed una tranvia tradizionale, con tratti ad alta velocità media, come quelli nei parchi, e tratti più “lenti”, nelle aree maggiormente urbanizzate.

Nel complesso, tre progetti, ovvero la Metrotranvia Linea G Termini-Tor Vergata, la tranvia Verano-Tiburtina e la tranvia Ponte Mammolo-Subaugusta, sono stati già oggetto di finanziamento con i D.M. 607/2019 e 235/2020, per un totale di circa 580 milioni di euro, comprensivi di una fornitura di 50 mezzi da 25m e 22 mezzi da 33 metri a batterie.

Sono invece in attesa di definizione del contributo i progetti della tranvia Termini-Vaticano-Aurelio e della tranvia dei Fori, la cui istanza di finanziamento è stata trasmessa al ministero competente il 15 gennaio di quest’anno.

Oggi 21 aprile 2021, data in cui ricorre il natale di Roma, si potrebbe davvero pensare di essere di fronte ad una rinascita del tram nella nostra città. Ma solo i prossimi mesi ci potranno dire se questi progetti avranno un futuro e quanti di questi si trasformeranno davvero in cantieri.

Non si può ignorare il fatto che mai prima d’ora si era vista a Roma una gara di progettazione tranviaria di queste dimensioni. Per la verità, mai si era vista a Roma una gara per la progettazione preliminare di un tram, un passaggio inevitabile se si vuole che il PUMS non rimanga lettera morta, viste anche le limitate risorse umane del Comune e delle sue partecipate.

Eppure basta poco per fare grandi cose, soprattutto per opere come quelle tranviarie, che hanno costi relativamente contenuti.

Basti pensare che i sette servizi di progettazione preliminare ammontano in totale ad appena 3,8 mln di euro, ovvero circa 100.000 euro al km, una cifra irrisoria che ci ricorda che spesso il limite non è tanto economico, quanto politico. Per portare avanti progetti come questi serve la volontà e soprattutto la costanza di portare avanti progetti che possono essere divisivi e difficili, ma che servono alla città.

Opere come il TVA e la tranvia Togliatti, già finanziate e progettate in passato, non sono mai fallite per motivi tecnici, ma solo per motivi politici. Ciò che dobbiamo pretendere dall’attuale amministrazione al governo della città, ma anche e soprattutto dalle prossime che arriveranno, è la costanza nel portare avanti questi progetti, senza dare adito alle lamentele di una parte della città, ancora molto agguerrita,
che farà di tutto per fermare queste opere.

 

 

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