Venerdì 18 Ottobre 2024 10:10
Il colore della forma
da 27/11/24 a 30/11/24
Teatro Tor Bella Monaca
di Marco Schiavon
regia Nicasio Anzelmo
con Mario Scaletta, Roberto Turchetta, Luchino Giordana, Marco Prosperini, Anna Lisa Amodio, Maria Cristina Fioretti, Giorgia Guerra, Amedeo D’Amico, Mario Focardi
scene Giovanni Nardi
costumi Leslie Yarmo
musiche Giovanni Zappalorto
regia Nicasio Anzelmo
con Mario Scaletta, Roberto Turchetta, Luchino Giordana, Marco Prosperini, Anna Lisa Amodio, Maria Cristina Fioretti, Giorgia Guerra, Amedeo D’Amico, Mario Focardi
scene Giovanni Nardi
costumi Leslie Yarmo
musiche Giovanni Zappalorto
Centro Teatrale Meridionale
Nel testo di Marco Schiavon l’arte della pittura come luogo mentale del protagonista e suo spazio di libertà si contrappone al manicomio come luogo carcerario degli avvenimenti, producendo la contraddizione a fondamento del testo. Attraverso il protagonista, il pittore Gino Rossi (grande innovatore, amico di Martini, Modigliani, Casorati, morto in manicomio nel ‘47), l’autore ci conduce per mano nei meandri della psiche umana, facendoci anche comprendere la situazione comportamentale e la vita di relazione nelle “prigioni a vita soffocanti” quali erano i manicomi in Italia sino ad alcuni decenni fa.
Con competenza di linguaggio nell’arte della pittura e attraverso la giustapposizione o l’accostamento di differenti impieghi della parola, della forma scenica e dell’invenzione dello spazio, Il colore della forma va oltre la semplice biografia e riesce – anche con notevoli spunti di ironia, lirismo e leggerezza – a dare corpo e a far vivere la figura di Gino Rossi, il suo mondo e il contrasto doloroso e incolmabile tra la sensibilità nuda e intransigente dell’artista rispetto a un mondo incomprensibilmente violento, dove tutto è negoziabile. Una drammaturgia che al contempo racconta una storia, genera un’azione ed esalta l’arte dell’attore: precisamente quanto deve fare un testo per la scena.
Con competenza di linguaggio nell’arte della pittura e attraverso la giustapposizione o l’accostamento di differenti impieghi della parola, della forma scenica e dell’invenzione dello spazio, Il colore della forma va oltre la semplice biografia e riesce – anche con notevoli spunti di ironia, lirismo e leggerezza – a dare corpo e a far vivere la figura di Gino Rossi, il suo mondo e il contrasto doloroso e incolmabile tra la sensibilità nuda e intransigente dell’artista rispetto a un mondo incomprensibilmente violento, dove tutto è negoziabile. Una drammaturgia che al contempo racconta una storia, genera un’azione ed esalta l’arte dell’attore: precisamente quanto deve fare un testo per la scena.
Il programma potrebbe subire variazioni
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