Domenica 8 Marzo 2026 18:03
Le pillole di Polly: recensione di “Meglio così” di Amélie Nothomb
Adrienne è una bambina allegra e sorridente, anche se di motivi per lamentarsi ne avrebbe...
leggi la notizia su RomaDailyNews
Adrienne è una bambina allegra e sorridente, anche se di motivi per lamentarsi ne avrebbe parecchi: la Seconda Guerra Mondiale sta infuriando e la sua città, Bruxelles, è caduta in mano ai nazisti. La piccola, però, è protetta da un dono innato: l’ottimismo.
E poi, come potrebbe non essere serena, visto che ha dei genitori a cui vuole tanto bene e una sorellina maggiore, Jacqueline, che adora?
La madre e il padre di Adrienne, tuttavia, non condividono la fiducia della piccola, anzi; sono molto preoccupati. Così, decidono di mandare le figlie a trascorrere l’estate dalle nonne, che abitano in città più sicure.
Mamma Astrid comunica quindi a Adrienne che passerà luglio e agosto dalla nonna materna, a Gand, mentre Jacqueline se ne starà da quella paterna a Bruges. La piccola è dispiaciuta, non vuole separarsi dai genitori e dalla sorellina, e poi di questa nonna di Gand non è che abbia sentito dire un gran bene.
La mamma, però, le spiega che non deve preoccuparsi, perché con la nonna si divertirà; e poi, in men che non si dica l’estate finirà e saranno di nuovo tutti insieme.
Così, la piccola viene portata a casa della nonna, dove il soggiorno comincia subito con il piede sbagliato. Quella che doveva essere una dolce vecchina la costringe a mangiare aringhe salate e latte per colazione, e le dice che non la farà alzare dalla tavola finché non avrà finito quel pasto disgustoso.
Ma Adrienne è una bambina forte, e trova il modo di uscire da quella situazione. Costretta dalla nonna a mangiare il suo stesso vomito, si fa coraggio pronunciando una specie di formula magica: “meglio così”.
Ma la sua avventura in questo mondo è appena iniziata e, dopo aver lasciato la casa di quella megera, Adrienne dovrà decidere ancora tante volte se annegare nella tristezza o reagire alle avversità usando il suo mantra fatato.
“Meglio così” è il trentaquattresimo romanzo della prolifica scrittrice Amélie Nothomb.
“Meglio così” è il trentaquattresimo romanzo della prolifica scrittrice Amélie Nothomb.
L’autrice belga, che ha abituato il pubblico a opere di livello letterario altissimo, stavolta si è superata, pubblicando uno dei suoi libri migliori. Il romanzo risulta ancora più coinvolgente ed intenso del solito perché Nothomb lo ha scritto sulla scia del dolore e delle forti emozioni legate alla morte della madre; volendole rendere omaggio, ha scelto di farlo raccontando la storia della sua famiglia. Così, i personaggi del libro, anche se i nomi sono cambiati, sono presi in prestito dalla realtà; la protagonista, in particolare, altri non è che l’alter ego della madre di Nothomb.
Adrienne è una figura semplicemente deliziosa, specie nella primissima parte, in cui è ancora piccola. Nonostante tutti gli ostacoli che incontra sul suo cammino, la piccola mantiene sempre viva in sé la speranza, ed è talmente comunicativa da riuscire a trasmettere questo sentimento a chi la circonda, lettori compresi.
“Meglio così”, dunque, è una dichiarazione d’amore di Nothomb alla madre, ma finisce per scaldare anche il cuore del pubblico.
Questo vale anche se non si può non inorridire, insieme alla autrice, quando nel corso della narrazione ci si imbatte in alcuni episodi agghiaccianti, come atti di crudeltà gravissima contro gli animali. La scrittrice belga, del resto, voleva raccontare una storia vera, e la realtà a volte è raccapricciante.
Ma una persona positiva come lei non poteva non trasmettere un messaggio sostanzialmente positivo.
Ed è anche per questo che “Meglio così” è un romanzo assolutamente da non perdere.
Federica Focà
