Giovedì 12 Marzo 2026 11:03
Violenza sugli operatori sanitari: la campagna del Bambino Gesù


L'iniziativa in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione. Il tema: "Il rispetto è la prima cura". Protagonisti Aurora e Alessandro, due pazienti dell'ospedale pediatrico
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Promuovere comportamenti corretti e consapevoli verso chi lavora in ospedale e verso gli spazi condivisi, per tutelare il benessere di personale, pazienti e famiglie. Nasce con questo obiettivo la campagna “Il rispetto è la prima cura”, promossa dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari. Un fenomeno che negli ultimi 5 anni ha visto i numeri raddoppiare: basti pensare che le aggressioni, verbali e fisiche, contro il personale del Bambino Gesù sono passate dalle 28 del 2021 alle 64 del 2025. A livello nazionale, in Italia si sono registrati circa 18mila episodi.
Davanti a questi numeri, l’ospedale pediatrico ribadisce che «prendersi cura dei bambini significa anche prendersi cura delle relazioni e degli ambienti in cui la cura avviene. Perché il rispetto non è un dettaglio, ma il primo passo di ogni percorso di guarigione». Ogni giorno medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico e amministrativo lavorano con impegno per garantire ai bambini le migliori cure possibili. «Episodi di aggressività, anche solo verbale, compromettono la serenità di chi assiste e, di conseguenza, la qualità dell’assistenza. Allo stesso modo, la scarsa attenzione agli ambienti comuni può incidere sulla vivibilità e sull’accoglienza degli spazi ospedalieri. Affrontare questi temi significa rafforzare l’alleanza tra famiglie e operatori sanitari, che condividono lo stesso obiettivo: la salute dei bambini».
Ribaltando simbolicamente i ruoli, nella campagna del Bambino Gesù sono i piccoli pazienti a ricordare agli adulti le regole del rispetto. Attraverso video e contenuti diffusi sia all’interno dell’ospedale sia sui canali social e digitali, Alessandro e Aurora – rispettivamente in camice da infermiere e dottoressa – spiegano con semplicità e un pizzico di ironia quanto i comportamenti corretti siano fondamentali per chi lavora e per chi è in cura. In più, viene proposto un vademecum con sette semplici indicazioni, pensate in particolare per il Pronto Soccorso ma valide in tutto l’ospedale. «Per favore aspetta con pazienza. In pronto soccorso ogni caso ha la sua urgenza», è la prima; si prosegue quindi con l’invito a «non alzare la voce. Spaventi i bambini e non aiuti il personale sanitario a fare il proprio lavoro». Ancora, «affidati al personale sanitario. In pronto soccorso ogni caso è importante e viene valutato con attenzione»; «In ospedale non sei solo. Rispetta chi ti sta accanto». C’è anche l’invito a ricordare che «l’ospedale è uno spazio condiviso. Rispetta le sue regole e aspetta con pazienza». Le ultime due regole poi riguardano la cura degli spazi comuni: «Basta un piccolo gesto a fare la differenza. Lascia l’ospedale pulito» e «Teniamo l’ospedale pulito, insieme. Rispetta questi spazi».
In fondo, «sono regole semplici, le capisce perfino un bambino!», dice l’infermiere Alessandro alla dottoressa Aurora. Promuovere il rispetto, rimarcano dall’ospedale, significa anche «rafforzare la collaborazione tra colleghi e favorire un clima di lavoro sereno, condizione essenziale per garantire cure di qualità. Ridurre gli episodi di aggressività, valorizzare il lavoro di squadra e sensibilizzare alla cura degli spazi comuni sono gli obiettivi dell’iniziativa, in un’ottica di miglioramento dell’esperienza ospedaliera».
12 marzo 2026
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