Venerdì 13 Marzo 2026 09:03
Il Papa in visita al Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo


Quinta volta in parrocchia, per Leone XIV, il 15 marzo. Ad accoglierlo, bambini, giovani e famiglie, nel cortile dell'oratorio. Il saluto a malati e poveri, con i volontari di Caritas e Sant'Egidio, quindi la Messa, con il vicario Reina e il vescovo eletto Valenti
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Saranno i bambini e i giovani, insieme alle loro famiglie, ad accogliere il Papa in visita alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (via Casal de’ Pazzi 88), domenica prossima, 15 marzo, alle 16. Leone entrerà quindi negli ambienti parrocchiali per salutare i malati e una rappresentanza dei poveri e dei senza tetto che usufruiscono del servizio docce presente nel complesso parrocchiale, con i volontari della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio che si prendono cura di loro.
Alle 17 è in programma la Messa, concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina e dal vescovo eletto Marco Valenti, oltre che dal parroco don Francis Refalo e dagli altri parroci della prefettura. Presenti anche don Giuseppe Argento, ex parroco della comunità originario di Agrigento; e don Jesus, giovane prete spagnolo, che ha scoperto la sua vocazione sacerdotale proprio frequentando la comunità di Ponte Mammolo, mentre si trovava in Italia per il progetto Erasmus. Al termine della celebrazione, il Papa incontrerà il consiglio pastorale parrocchiale e infine i sacerdoti che operano e vivono nella parrocchia. Da ultimo saluterà i fedeli all’esterno della chiesa, prima di fare ritorno in Vaticano.
Don Refalo – che tutti in parrocchia chiamano affettuosamente “don Franz” – racconta della «grande commozione» generata dalla notizia della visita del Papa. «Si sono affacciate tante persone, anche che non frequentano abitualmente la parrocchia, e hanno voluto aiutare. In loro si è accesa una fiamma». Nel territorio parrocchiale rientra anche il carcere di Rebibbia. «Questa vicinanza è una vocazione speciale della nostra parrocchia – sottolinea il sacerdote -; se ci troviamo qui non è un caso, è una realtà alla quale dobbiamo rispondere. C’è il desiderio di realizzare dei monolocali per chi è in permesso premio», riferisce, segno di una grande attenzione della comunità verso i «fratelli detenuti».
Grande anche l’attenzione verso gli anziani, gli ammalati, i giovani, per i quali è stato riaperto l’oratorio estivo. Numerosi pure gli stranieri che abitano nella zona, provenienti da Paesi asiatici come Filippine, Bangladesh, Pakistan, ma soprattutto dall’America Latina, in particolare dal Perú. Domenica infatti, anticipa il parroco, «parteciperà all’offertorio una famiglia peruviana che frequenta ogni giorno la nostra parrocchia; hanno una figlia di 12 anni, che riceverà i sacramenti dell’iniziazione cristiana durante la Veglia di Pasqua».
La parrocchia si fa prossima ai migranti del territorio in tanti modi diversi: con il Centro di ascolto o con la scuola di italiano per stranieri, attiva da vent’anni, «che non aiuta solo nell’integrazione ma diventa accompagnamento», sottolinea don Refalo.
13 marzo 2026
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