Sabato 4 Aprile 2026 18:04
Pasqua: Coldiretti Lazio, boom di prenotazioni negli agriturismi, oltre 200 mila presenze
Pasqua 2026 nel Lazio segna un boom di prenotazioni e tradizioni culinarie. Scopri le scelte delle famiglie e l'importanza dell'agriturismo.
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Pasqua 2026 “conferma nel Lazio la voglia di vivere le festività nel segno della vicinanza, della tranquillità e della buona tavola. Da una parte, si registra un boom di prenotazioni negli oltre 1.300 agriturismi del Lazio, dove, tra Pasqua e Pasquetta, la federazione regionale stima circa 200 mila presenze complessive, considerando pernottamenti, pranzi e visite giornaliere. Dall’altra parte, anche per coloro che resteranno a casa, circa il 70 per cento, il pranzo pasquale si conferma un momento centrale di convivialità e tradizione, con una media di sei persone a tavola e una spesa che nel Lazio può essere stimata in 67 euro a famiglia”. Lo rende noto Coldiretti Lazio. Un 17 per cento ha scelto di mangiare fuori, tra ristoranti e agriturismi, mentre un 7 per cento scommette sul ritorno del bel tempo e ha programmato un picnic all’aria aperta, con il resto che deciderà all’ultimo momento. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ “La Pasqua 2026 degli italiani a tavola”, diffusa in occasione della giornata dedicata nei mercati di Campagna Amica in tutta Italia, con i piatti tradizionali delle diverse regioni preparati dai cuochi contadini. Al farmers market del Circo Massimo, a Roma, è stata allestita una mostra con le ricette tipiche pasquali.
Nel Lazio, domina l’abbacchio con patate. Per preparare il pranzo pasquale si impiegherà mediamente un’ora e mezza, ma c’è anche un 19 per cento di provetti cuochi che si spingerà fino a tre ore e un 7 per cento che supererà anche questo limite. Ridottissima è la percentuale di persone che prenderà piatti già pronti o ordinerà d’asporto. A tavola, vincono i menu della tradizione, con le uova grandi protagoniste. Durante la settimana di Pasqua – rileva Coldiretti – gli italiani ne consumano circa trecento milioni, sia sode che nelle ricette tipiche delle varie regioni. Altra pietanza tradizionale è l’agnello, che verrà servito in un terzo delle tavole (33 per cento), con una netta preferenza per quello Made in Italy, magari acquistato direttamente dal produttore – conclude Coldiretti – in azienda o nei mercati contadini di Campagna Amica. “Il clima di incertezza internazionale incide inevitabilmente anche sulle scelte delle famiglie per le festività, spingendo molti a privilegiare mete vicine, facilmente raggiungibili e percepite come più sicure – sottolinea David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio – In questo scenario, gli agriturismi rappresentano una risposta concreta, perché uniscono accoglienza, cibo sano, legame con il territorio e la possibilità di vivere un’esperienza autentica, immersi nella natura e nella tradizione rurale”.
A trainare le scelte delle famiglie è un modello che premia il turismo di prossimità e la riscoperta dei sapori identitari, tra campagne, prodotti del territorio, cucina contadina e ricette della memoria. Nel Lazio, dove oltre 540 agriturismi si trovano nella sola provincia di Viterbo, l’offerta si presenta sempre più ricca e diversificata: accanto all’ospitalità e alla ristorazione, crescono infatti le esperienze dedicate agli sportivi, agli amanti delle tradizioni, agli appassionati dell’ambiente e alle famiglie con bambini, tra percorsi naturalistici e archeologici, attività culturali e proposte wellness. A confermare questa vocazione è anche il dato sulla multifunzionalità: nel Lazio, il 28 per cento delle aziende agrituristiche è multifunzionale, mentre cresce del 36 per cento la presenza di attività sportive, corsi, degustazioni ed esperienze proposte agli ospiti. Viterbo guida, inoltre, anche la classifica regionale delle aziende agrituristiche con attività ricreative, sportive e culturali, che nel Lazio sono complessivamente 770. “Il turismo di prossimità – aggiunge Granieri – sta premiando le campagne e le aziende agricole del Lazio, che sanno offrire non solo ospitalità, ma anche valore sociale, ambientale ed enogastronomico. È una scelta che sostiene l’economia dei territori e rafforza un modello di vacanza fondato su genuinità, relazioni vere e identità locali”.
