Giovedì 11 Giugno 2026 08:06
FIFA Crime Cup 2026: Laika sfida FIFA, Trump e Infantino con due opere shock davanti alla sede di Zurigo
A poche ore dal fischio d’inizio dei Mondiali di calcio 2026, Zurigo si è trasformata nel palcoscenico di una nuova e clamorosa azione artistica firmata Laika1954. La street artist ha scelto il cuore simbolico del calcio mondiale per lanciare un messaggio destinato a far discutere: due opere apparse nella città svizzera puntano il dito contro [...]
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FIFA Crime Cup 2026: Laika sfida FIFA, Trump e Infantino con due opere shock davanti alla sede di Zurigo
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La street artist ha scelto il cuore simbolico del calcio mondiale per lanciare un messaggio destinato a far discutere: due opere apparse nella città svizzera puntano il dito contro FIFA, il presidente Gianni Infantino e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L’iniziativa arriva alla vigilia dell’apertura del torneo e si inserisce nel percorso di arte pubblica e denuncia sociale che da anni caratterizza il lavoro dell’artista.
La prima opera è stata affissa davanti alla sede della FIFA, in FIFA Strasse, a Zurigo. L’immagine raffigura Donald Trump e Gianni Infantino mentre sorreggono una coppa ribattezzata “Death Cup”, trasformata simbolicamente in un elemento di denuncia.

La scelta della location non è casuale. Il quartier generale della FIFA diventa infatti il punto centrale della contestazione artistica, che mette sotto accusa il ruolo dell’organizzazione e delle sue scelte in relazione ai temi dei diritti umani.
La seconda installazione, comparsa nel centro di Zurigo e intitolata “FIFA Crime Cup 2026”, mostra un tifoso messicano con le mani alzate e il volto rivolto verso un muro
mentre viene perquisito e arrestato da due agenti dell’ICE, l’agenzia federale statunitense che si occupa di immigrazione e controlli alle frontiere.
Attraverso questa rappresentazione, Laika richiama l’attenzione sulle polemiche che
stanno accompagnando il torneo ancora prima del suo inizio, alimentando un dibattito che va ben oltre il calcio giocato.
Secondo Laika, il Mondiale 2026 rappresenta uno degli eventi sportivi più controversi degli ultimi anni sul piano dei diritti umani.

Nelle dichiarazioni diffuse insieme alle opere, l’artista collega il torneo a temi come le deportazioni operate dall’ICE, le discriminazioni razziali, le limitazioni ai visti e le verifiche che, secondo quanto sostenuto, avrebbero riguardato alcune delegazioni nazionali.
La denuncia si estende inoltre a questioni geopolitiche internazionali e alla situazione in Medio Oriente.
Tra i principali destinatari della protesta figura il presidente della FIFA, Gianni Infantino.
Laika lo accusa di aver tradito quelli che considera i valori fondanti del calcio e della sua dimensione universale.
Tra le critiche avanzate dall’artista vi è anche il riferimento al riconoscimento attribuito a Donald Trump attraverso il FIFA Peace Award. Si tratta di posizioni e valutazioni espresse direttamente dall’autrice delle opere.
Le nuove opere confermano come i Mondiali 2026 siano destinati a essere non soltanto un evento sportivo globale, ma anche un terreno di confronto su temi politici, sociali e culturali.
Mentre milioni di tifosi si preparano a seguire le partite, l’intervento di Laika riporta l’attenzione su questioni che continuano a dividere l’opinione pubblica internazionale. Il risultato è un’azione artistica destinata a generare dibattito ben oltre i novanta minuti di gioco.
Con “Death Cup” e “FIFA Crime Cup 2026”, Laika porta ancora una volta l’arte fuori dai circuiti tradizionali e la trasforma in uno strumento di intervento pubblico.
Alla vigilia del torneo più seguito del pianeta, le immagini apparse a Zurigo hanno già acceso il confronto tra sostenitori e critici, dimostrando come, anche nel tempo del calcio globale, una singola opera possa diventare il centro di una discussione internazionale.
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