Giovedì 11 Giugno 2026 08:06
Azzardo, Zuppi: «Recuperare uno spirito costituente, per una risposta condivisa e trasversale»


Il presidente Cei è intervenuto al convegno promosso dal Forum delle associazioni familiari, chiamando direttamente in causa la politica. Al centro della riflessione, la tutela delle persone e delle famiglie. L'analisi del sociologo Fiasco e la rete degli enti locali
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Non basta contrastare una dipendenza. In gioco ci sono la dignità delle persone, delle famiglie e delle stesse istituzioni. Per questo servono «scelte forti, chiare, comuni, trasversali, per certi versi davvero costituenti». È l’appello lanciato dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo ieri, 10 giugno, a Roma al convegno “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, promosso dal Forum delle associazioni familiari nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo associativo, esperti, amministratori e parlamentari con l’obiettivo di rilanciare il dibattito sulla regolamentazione del gioco d’azzardo e presentare un documento del Terzo settore con proposte concrete per una riforma del comparto. Al centro della riflessione, la tutela delle persone e delle famiglie, sempre più esposte ai rischi di un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto forme nuove e spesso meno visibili. Lo ha sottolineato il presidente dei vescovi italiani: «Una buona parte del gioco è digitale ed è quella più invisibile e allo stesso tempo più pericolosa», ha osservato, richiamando l’attenzione sulle trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie.
Secondo Zuppi, il gioco online rappresenta oggi una delle frontiere più insidiose dell’azzardo perché capace di entrare nelle case, nei computer, negli smartphone e nella quotidianità delle persone senza suscitare immediatamente allarme, supportato dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale. A riguardo, ha citato la Nota dottrinale Antiqua et Nova, approvata da Papa Francesco nel 2025, ricordando che molte tecnologie vengono progettate per sfruttare le fragilità delle persone e massimizzare il tempo trascorso online. Per questo il fenomeno delle ludopatie non può essere affrontato lasciando sole le famiglie. «Quella della dipendenza dal gioco è un mondo da cui non si riesce a uscire da soli», ha affermato il cardinale. Molte volte il problema si sviluppa all’interno delle mura domestiche e all’insaputa degli stessi familiari, diventando evidente soltanto quando emergono difficoltà economiche o situazioni ormai compromesse. Da qui la necessità di sostenere «i legami sociali, le reti e le comunità educative» capaci di accompagnare le persone e prevenire l’isolamento.
Ma il porporato è andato oltre la dimensione educativa, chiamando direttamente in causa la politica. «Il gioco d’azzardo deve essere combattuto», ha detto, invitando le istituzioni a recuperare uno «spirito costituente» per affrontare una questione che riguarda milioni di persone. «Su certi temi bisogna ritrovare qualcosa che sia di tutti», ha spiegato, auspicando una risposta condivisa e trasversale. «Ci si gioca la dignità, e non è soltanto la difesa della famiglia e delle persone, ma anche la dignità delle istituzioni».
A delineare il quadro del fenomeno è stato il sociologo Maurizio Fiasco, che ha ricordato come da oltre vent’anni il mondo dell’azzardo sia accompagnato da continui segnali di allarme. A suo giudizio, il rischio è quello di una progressiva normalizzazione del fenomeno, simile a quanto avvenuto in passato per altre dipendenze. Fiasco ha inoltre evidenziato il ruolo crescente della digitalizzazione e il peso economico di un settore che continua a espandersi, mentre il dibattito pubblico fatica a misurarsi con tutte le conseguenze sociali che produce.
Sul versante degli enti locali è intervenuto Andrea Bosi, vicepresidente di Avviso Pubblico, la rete che riunisce oltre 630 amministrazioni ed enti impegnati nella promozione della legalità. Bosi ha richiamato l’attenzione sul legame tra gioco d’azzardo, usura e riciclaggio, ricordando come durante la pandemia alcuni fenomeni criminali abbiano continuato a manifestarsi con forza nonostante il rallentamento generale delle attività economiche. Per il vicepresidente di Avviso Pubblico è necessario ripensare il ruolo dei territori e recuperare le esperienze maturate negli anni sul fronte della prevenzione.
A moderare questa prima parte dell’incontro è stato Paolo Holneider del Forum delle associazioni familiari del Trentino; la mattinata è poi proseguita con una tavola rotonda moderata da Carlo Cefaloni, giornalista e scrittore di Città Nuova, alla quale hanno preso parte Paola Boscaini di Forza Italia, Stefano Vaccari del Partito Democratico, Laura Cavandoli della Lega e Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle. Nel corso del confronto è emersa la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte della politica. «Abbiamo a che fare con milioni di vite», ha ricordato Vaccari, sottolineando come per troppo tempo sia mancato il coraggio di affrontare fino in fondo una questione che coinvolge persone, famiglie e comunità.
11 giugno 2026
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