Giovedì 11 Giugno 2026 11:06
Sako: i cristiani del Medio Orinete «rischiano l’estinzione»


Il messaggio del patriarca emerito di Baghdad dei Caldei alla Conferenza annuale copta di Washington. «Serve uno Stato civile fondato su cittadinanza, giustizia e uguaglianza»
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Regimi settari, milizie, violenza, conflitti armati e guerre. Sono tanti fattori che mettono a rischio la presenza dei cristiani in Medio Oriente. A lanciare l’allarme è il patriarca emerito di Baghdad dei Caldei il cardinale Louis Raphael Sako, che nel messaggio inviato alla Conferenza annuale copta di Washington parla proprio di «pericolo di estinzione». Eppure i cristiani, ricorda, sono «i popoli originari del Medio Oriente», presenti in Mesopotamia, Siria, Libano, Egitto e Palestina ben prima dell’arrivo delle conquiste islamiche dalla Penisola Arabica. Una presenza oggi drasticamente ridimensionata.
In Iraq, rileva il porporato, i cristiani rappresentavano circa il 4% della popolazione prima della caduta del regime, mentre oggi sarebbero scesi a meno dell’1%; una dinamica simile si registra anche in Siria, dove dal 20% di alcuni decenni fa si sarebbe passati a circa l’1%. Nell’analisi di Sako, una delle principali cause di questa emorragia è il mancato sviluppo di uno Stato civile moderno capace di unire tutti i cittadini sotto il principio della cittadinanza inclusiva. «Nella maggior parte dei Paesi della regione l’islam è religione di Stato e spesso viene utilizzato come copertura per obiettivi politici e materiali, con il risultato di deformare la religione stessa e indebolire la convivenza», evidenzia. E quando la fede viene trasformata in ideologia politica, «si alimentano conflitti settari e si indebolisce la capacità degli Stati di garantire diritti e sicurezza a cristiani e altre minoranze».
Ancora, tra i fattori che minano la presenza cristiana in Medio Oriente c’è, per il patriarca, «la diffusione dell’ignoranza e dell’analfabetismo, terreno fertile per movimenti estremisti che perseguono modelli di Stato confessionale fondati sulla sharia e incapaci di confrontarsi con le trasformazioni culturali e sociali del mondo contemporaneo». Per invertire questa tendenza, è necessaria una profonda stagione di «riforme politiche e istituzionali»: lotta alla corruzione, superamento della logica dello “Stato nello Stato”, nuove leggi adeguate alle sfide attuali e costruzione di un progetto nazionale fondato sulla pari cittadinanza. «I cittadini, compresi i cristiani, hanno bisogno di pace, sicurezza, lavoro, servizi, libertà e di una vita dignitosa», sono le parole del cardinale.
La religione, rimarca ancora Sako, appartiene alla sfera personale e la gestione della cosa pubblica deve basarsi sulla competenza e sull’uguaglianza di tutti i cittadini. Si rivolge quindi ai cristiani, chiedendo di rimanere nelle proprie terre, custodendo il patrimonio culturale e religioso ricevuto, unendo le proprie voci nella richiesta di sicurezza, giustizia e pari diritti. E si rivolge anche all’Occidente, con un appello perché «sostenga i cristiani mediorientali come cittadini autoctoni, promuovendo il rispetto dei diritti umani, della libertà religiosa e della diversità etnica e confessionale. Sogniamo una patria sicura, fondata sulle libertà, sulla stabilità, sulla cittadinanza inclusiva, sulla giustizia e sull’uguaglianza – conclude -. Noi siamo figli di questa terra, non migranti arrivati da altri Paesi».
11 giugno 2026
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