Giovedì 11 Giugno 2026 14:06
La politica e il silenzio sul degrado urbano. Gualtieri per ora preferisce non parlarne
Nell'ultimo incontro tra il Sindaco e i cittadini, il tema del decoro è stato il grande assente. Lo resterà in tutta la campagna elettorale anche per le altre forze politiche?
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La politica e il silenzio sul degrado urbano. Gualtieri per ora preferisce non parlarne
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#campidoglio #decoro #in primo piano #temi #giunta gualtieri #roberto gualtieri
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Martedì abbiamo partecipato all’incontro pubblico col sindaco Gualtieri al Parco Marconi (lungotevere di Pietrapapa). Uno spazio di ascolto e di dialogo coi cittadini per tracciare un bilancio dell’amministrazione tra opere realizzate e in progetto. Di fatto, una specie di monologo mascherato in cui l’intervistatore (un compiacente giornalista/moderatore), poneva domande preordinate e concordate per evitare contraddittorio, eludendo gli argomenti scomodi.

Lo speaker era il sindaco che ha esposto i suoi messaggi – un bilancio molto positivo dei risultati amministrativi – all’intervistatore che annuiva senza chiedere chiarimenti sulle promesse mantenute. Badate bene: il format è ampiamente bipartisan e viene impiegato da entrambi gli schieramenti (centrodestra compreso).



Finito lo “spiegone” vi starete chiedendo, se il Sindaco ci abbia convinto o meno. La risposta è: né sì, né no!
Gualtieri ha esposto, con il suo modo di fare affabile e gioviale, un bilancio edulcorato ma realistico dei traguardi raggiunti (lavori pubblici completati, bandi vinti, stabilità finanziaria), riconoscendo alcune criticità irrisolte (ritardi nei cantieri, sicurezza, piano casa). Una comunicazione istituzionale equilibrata per mantenere la fiducia dei cittadini-elettori anticipando i temi della prossima campagna elettorale.
Gualtieri ha esposto, con il suo modo di fare affabile e gioviale, un bilancio edulcorato ma realistico dei traguardi raggiunti (lavori pubblici completati, bandi vinti, stabilità finanziaria), riconoscendo alcune criticità irrisolte (ritardi nei cantieri, sicurezza, piano casa). Una comunicazione istituzionale equilibrata per mantenere la fiducia dei cittadini-elettori anticipando i temi della prossima campagna elettorale.
Quali sono i temi che rappresentano le priorità assolute per i residenti? Strade sicure e manutenzione; l’occupazione; la pulizia dei marciapiedi e la rimozione dei rifiuti, emergenza abitativa.
Cosa dite, mancano i trasporti? Un breve accenno alle grandi opere e stop. Tanto il pubblico è formato da automuniti non pendolari che tendono a ignorare i problemi del TPL (poiché non ne subiscono quotidianamente i disservizi). Problemi dovuti all’Atac governata da logiche consociative-clientelari che il PD del sindaco Gualtieri appoggia e perpetua da anni (cosi come il centrodestra di Meloni & co).
Mentre ascoltavamo e spesso concordavamo con il Sindaco specie nella visione di lungo periodo (ma la destra ce l’ha una visione politica chiara o come scrive Il Foglio, sta facendo di tutto per perdere?), ci pareva che l’elefante nella stanza, cioè il problema per quanto si voglia “minore” ma evidente, enorme e impossibile da non notare, CIOE’ IL DEGRADO URBANO venisse deliberatamente ignorato ed escluso dal dibattito.
Il degrado cioè l’incuria, l’inefficienza e l’abbandono che generano un effetto domino che trasmette l’idea di assenza di regole, portando all’assuefazione dei cittadini e all’aumento di comportamenti nocivi. Gli studi sulla Teoria delle Finestre Rotte analizzano come la cura dei piccoli dettagli sia fondamentale per mantenere la legalità e la sicurezza. E di come l’impatto ambientale di questa incuria sia l’assuefazione alla mediocrità, alla sosta selvaggia e ai graffiti.
Quella sosta selvaggia e quei graffiti che abbiamo incontrato OGGI nel nostro consueto percorso da pendolari da Roma Sud a Montesacro, passando per le stazioni
San Paolo
e Jonio.
Ecco un breve resoconto di quello che abbiamo visto nello specifico:
1. la solita sfilza ininterrotta di manifesti abusivi dei centri sociali sui muri della stazione S. Paolo. Sempre presenti, mai rimossi o multati. Elegante lo slogan Al “diavolo” (eufemismo) la Remigrazione. Roma è antifascista e antirazzista. Siamo d’accordo ma era proprio necessario impiastricciare i muri del metrò? E poi questi metodi – l’uso della violenza per imporre le proprie idee – non è tipico del fascismo?





Ah naturalmente il disegno è opera di Zerocalcare il celebre “cantore” della controcultura e della realtà dei centri sociali. Un anticapitalista “a corrente alternata” che odia i beni comuni, una figura concettuale paradossale, poiché la teoria anticapitalista classica (come il marxismo) mira proprio a superare la proprietà privata per trasformarla in beni comune! Ma il degrado per lorsignori è sinonimo di libertà e il decoro un’imposizione fascista che uniforma gli spazi, cancellando l’espressione spontanea e le critiche sociali. Zerocalcare l’anticapitalista che odia i beni comuni, ricordiamocelo (tra l’altro
dipinse i volontari di Retake Roma come un branco di picchiatori di senzatetto
….in un memorabile inserto di Repubblica). Presenti anche manifesti anti Gualtieri!
2. Sempre a San Paolo “Il famigerato incrocio tra Via Ostiense e Viale Giustiniano Imperatore, con il passaggio pedonale verso la stazione metro S. Paolo invaso da bancarelle autorizzate con i furgoni/magazzino in curva violando il CdS“ (cit.) STA SEMPRE LA’..


3. Il sottopassaggio e l’area di accesso della Stazione San Paolo con scritte vandaliche, cumuli di rifiuti, affissioni abusive (e un giorno ci spiegheranno perché la facciata su via Gozzi sia usata come bacheca dagli anarchici..non ci racconterete mica che è la storia del quartiere? cit. Amedeo Ciaccheri).



4. All’interno della stazione abbiamo incrociato la campagna di comunicazione lanciata da AMA e Roma Capitale per sensibilizzare sul decoro urbano (su impianti autorizzati IGPDecaux). Il messaggio principale è che abbandonare rifiuti ingombranti e sacchetti in strada non è una scorciatoia, ma genera degrado, richiede interventi straordinari e comporta costi aggiuntivi che ricadono su tutta la comunità “L’azione di uno danneggia tutti” è il claim della campagna.

Il presidente Bruno Manzi
su RomaToday
:“Vogliamo sollecitare un cambiamento culturale collettivo, isolando i comportamenti scorretti”. A QUANDO UNA BELLA CAMPAGNA CONTRO “ATTACCHINI” E GRAFFITARI?5. Saliamo sui vagoni coperti di graffiti (ancora treni incustoditi accessibili senza controllo degli accessi dei depositi nel 2026: a quanto ammontano i danni?).


6. Giunti al capolinea MB1 Jonio risaliamo le scale fino al piazzale d’ingresso. Notiamo con soddisfazione che dopo 15 giorni (ma siamo pronti a scommettere che è passato molto più tempo, almeno un mese) finalmente rimosse le carcasse di piccioni morti (poracci!) e rifiuti sparpagliati e abbandonati sulle rastrelliere delle bici.


7. Ancora presenti la bancarella ad angolo con via Scarpanto che almeno è autorizzata e….

Last, but not least, le enormi scritte e graffiti vandalici che hanno imbrattato senza scrupoli la stazione disegnata dall’architetto Franco Purini. Scritte, tag ripetuti, striscioni invasivi, frasi imposte sugli spazi che appartengono a tutti noi (cit.). Sempre più forte il sospetto di una presunta “complicità” o ambiguità della politica sui temi del degrado e in particolar modo del vandalismo confuso per street art.


Chiusura in bellezza con capatina alla fermata bus di viale Jonio dove, nel frattempo la padella-segnaletica che indica di attendere il bus “metri avanti” è stata rimossa da qualcuno…sarà servito
il nostro articolo?


Nottempo è apparsa sulla fermata una sigla con vernice nera, l’ennesima tag firmata BEKO
Ah, dimenticavamo: sulla pensilina di fermata gestita da IGPDecaux abbiamo avvistato la pubblicità della nuova serie di Zerocalcare intitolata “Due Spicci”, in uscita su Netflix.

Hai capito Zerocalcare? l’anticapitalista “a corrente alternata” odiatore dei beni comuni che disegna i manifesti abusivi e prende i solidi dalle multinazionali cattive amerikane (scritto così, cit. David Parenzo) cioè Netflix, e per realizzare una campagna di affissioni con IGPDecaux adopera spazi legali anziché appoggiare i committenti dei manifesti abusivi (ben visibili sui poster affissi all’ingresso delle metro S. Paolo e Jonio eppure nessuno dice loro niente). Ma allora anche Zerocalcare può rispettare i beni comuni (e magari evitare il turpiloquio)?
Un’ultima riflessione la dedichiamo al Sindaco e al fatto di aver omesso, nel dibattito (monologo) i trasporti e il degrado delle stazioni prive di manutenzione programmata. Quando capiremo, caro sindaco e caro Pd – e cari Fratelli d’Italia e Meloni e Perissa – che il decoro urbano genera civiltà, che il contesto modella l’azione e che quando l’ambiente circostante è curato, le persone sono naturalmente portate a rispettarlo, innescando un circolo virtuoso di rispetto reciproco e comportamenti più virtuosi, e che quindi il decoro non è solo un vezzo estetico, beh, sarà troppo tardi, e non rimarrà più nulla della tanto decantata Grande Bellezza.

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