Servizi > Feed-O-Matic > 727899 🔗

Venerdì 12 Giugno 2026 09:06

Leone in Spagna: «Migranti, esame di coscienza per l’Europa»



Primo Papa a visitare le Isole Canarie, terza e ultima tappa del viaggio apostolico in Spagna, si inchina davanti alla tragedia e lancia un forte appello all'Ue, alla comunità internazionale e alla Chiesa: «Non possiamo abituarci a contare i morti»

L'articolo
Leone in Spagna: «Migranti, esame di coscienza per l’Europa»
proviene da
RomaSette
.

#dal mondo #papa #focus #migranti #papa in spagna #papa leone xiv #porto di arguineguin #sant'anna a las palmas #visita di leone alle canarie
leggi la notizia su RomaSette





«Qui giungono tante vite ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai della loro dignità. Qui il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare». Comincia con queste immagini, prese dal mare e pronunciate da quello che molti chiamano “il molo della vergogna”, l’intenso discorso rivolto da Leone XIV, a Gran Canaria, alle realtà di accoglienza dei migranti, radunate nel Porto di Arguineguìn, ieri, 11 giugno.

«Il successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi», spiega il primo pontefice della storia a raggiungere le Isole Canarie. Subito dopo il suo discorso depone una corona di fiori nell’Oceano Atlantico, come omaggio alle vittime di una delle rotte del mare più pericolose. «La Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana», esordisce Leone citando l’Anello del Pescatore che porta in mano, emblema della missione della Chiesa. «Mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio». Sono i «mostri che si aggirano in questi mari», e che anche oggi, come nel linguaggio biblico, possono essere «immagine di minaccia, oscurità e caos. La Chiesa non può rimanere muta di fronte a coloro che sono abbandonati alle sue acque», ripete Leone XIV ringraziando per le testimonianze ascoltate poco prima, che hanno ricordato «ciò che la Caritas, le parrocchie e tante persone fanno ogni giorno», perché «la misericordia inizia con piccoli gesti».

«Ogni vita umana è una benedizione di Dio: nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla». Così il Papa si rivolge a Blessing, una vittima della tratta, che per ragioni di sicurezza non ha potuto essere presente di persona. «La tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male», il messaggio inviato a Blessing e a tutte le donne che, come lei, sono vittime della tratta e dello sfruttamento: «Il tuo corpo non appartiene a chi si è approfittato di te; i tuoi giorni non appartengono a chi ha voluto incatenarli alla paura! La tua vita appartiene a Dio e conserva una dignità che nessuno può strapparti».

«Non siete numeri, né fascicoli», le parole indirizzate a tutti i migranti: «Voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità, ma voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta. Non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono canti delle sirene, sono industrie di morte». Ma il compito più esigente, per Leone, riguarda tutti noi: «Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante.  Anche la Chiesa deve lasciarsi interpellare», perché «l’accoglienza del migrante non può essere qualcosa di secondario, né venire delegata solo ad alcuni volontari», il monito.

«Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute», le indicazioni politiche del discorso, riservate a «chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Ogni barca che arriva non porta solo migranti – ha denunciato Leone XIV -, porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita? La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra», aggiunge.

«Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera – il monito di Leone -. Se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini. Oggi, qui, in riva al mare, ogni vita che arriva ci chiede che cosa resta della nostra umanità».

«Nel mondo cessino le guerre», l’auspicio nell’omelia della messa nello stadio di Gran Canaria, iniziata con un invito a «pregare insieme per i fratelli e le sorelle che hanno perso la vita in mare». Quindi, «abbracciare la croce» e «coltivare una spiritualità eucaristica», la consegna per i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali, incontrati nella cattedrale di Sant’Anna a Las Palmas. (M. Michela Nicolais)

12 giugno 2026

L'articolo
Leone in Spagna: «Migranti, esame di coscienza per l’Europa»
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI