Domenica 14 Giugno 2026 16:06
Roma – Migliaia in piazza per il no a eutanasia e aborto
Ventimila persone a San Giovanni - Interventi di Antonio Brandi, Massimo Gandolfini, Maria Rachele Ruju, messaggi di Andrea Bocelli e del presidente della Camera Lorenzo Fontana -
#politica
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«Oggi ci siamo uniti a 20.000 persone e, per le strade di Roma, abbiamo sfilato per dire no a politiche pro morte che vorrebbero rendere possibile e legale il suicidio medicalmente assistito e agevolare sempre di più l’aborto, l’uccisione di un innocente nel grembo materno». Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia e presente ieri alla Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita” che si è svolta con un corteo da piazza della Repubblica a piazza di San Giovanni in Laterano.
«Il diritto alla Vita è il primo dei diritti, senza il quale non ci sarebbero, a cascata, tutti gli altri, ed è dovuto a ogni persona in qualsiasi fase e condizione della sua esistenza. Per questo riteniamo inaccettabile qualsiasi disegno di legge sul suicidio assistito che in queste settimane si sta discutendo in Senato, e altrettanto inaccettabili le aperture di Stefania Craxi e di alcuni esponenti di Forza Italia a tale deriva mortifera.
«Allo stesso modo – continua Brandi – è vergognoso che uno Stato che si dice “civile” e “progredito” come l’Italia tenga in vigore le direttive “Speranza” che hanno liberalizzato l’aborto farmacologico tramite RU486 fino alla nona settimana di gravidanza, come se abortire fosse come prendere un’aspirina. Non è così: l’aborto è la soppressione di una vita umana e significa lasciare sole migliaia di donne a cui viene raccontata la bugia dell’aborto come unica e facile “soluzione”. Non ci fermeremo finché queste pratiche saranno non solo illegali, ma impensabili».
«Stiamo facendo una grande battaglia per fermare la legge sul suicidio assistito. Ogni giorno stiamo cercando di far capire alla politica che una legge sul fine vita è disumana. È inoltre una falsità che una norma sarebbe a costo zero. I soldi che ci sono bisogna necessariamente spenderli per le cure palliative, non per altro, perché non si cura il sofferente uccidendolo». Così Massimo Gandolfini, portavoce della Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita” dal palco in piazza san Giovanni in Laterano dopo un corteo partecipato da 20.000 persone.
Dal palco della manifestazione i due portavoce, Massimo Gandolfini e Maria Rachele Ruiu, si sono rivolti al mondo della politica, della cultura e della comunicazione, lanciando un appello «a favore della natalità, per vietare le pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, abrogare la Circolare “Speranza” che ha liberalizzato l’aborto farmacologico tramite RU486 prescritta in ambulatorio e abolire le tecniche che manipolano gli esseri umani producendo, selezionando, congelando ed eliminando embrioni».
La difesa della vita nascente «passa anche dalla creazione di un Fondo destinato al diritto di non abortire, sostenendo la presenza nei consultori e sui territori di associazioni esperte nel sostegno alla maternità e aiutando giovani coppie e famiglie numerose con politiche strutturali».
Sul Fine Vita l’appello politico della Manifestazione è quello di «non legiferare in alcun modo in materia di suicidio assistito o eutanasia e di finanziare adeguatamente il programma di Medicina Palliativa previsto, ma mai attuato davvero adeguatamente, dalla Legge 38/2010, che è il vero antidoto alle richieste di suicidio assistito».
Contestualmente, anche la richiesta di «misure politiche per la completa tutela del benessere dei bambini e quindi di bloccare le transizioni ormonali e chirurgiche dei minori».
Presenti, durante il corteo, anche numerosi politici, tra i quali l’eurodeputato Paolo Inselvini, la deputata Maddalena Morgante, l’assessore regionale del Lazio alle politiche giovanili e alla famiglia Simona Baldassarre, la consigliera regionale del Lazio Chiara Iannarelli e il già senatore Simone Pillon, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha inviato un messaggio ai partecipanti: «essenziale – ha scritto – rafforzare gli strumenti di sostegno alla maternità, attraverso misure che favoriscano l’occupazione stabile, la flessibilità organizzativa e la valorizzazione del ruolo genitoriale. Scegliere la vita significa promuovere una cultura che si oppone alla logica della selezione e della marginalità e costruire una società capace di riconoscere in ogni condizione, anche in quella più difficile e dolorosa, un dono prezioso da accogliere e custodire. Questo – ha aggiunto – implica un impegno costante per rimuovere gli ostacoli economici e sociali che spesso incidono sulle scelte individuali».
Un messaggio scritto è stato inviato anche da monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita: «È importante la nostra testimonianza nello scegliere la vita debole, da quella nascente custodita nel grembo materno a quella che si sta aprendo all’eternità in un letto di ospedale» ha scritto. «Prendersi cura della vita dei piccoli e degli ultimi, degli scartati e dei non accolti, è la sfida che ci attende», la stessa sfida che, ha aggiunto, «ogni giorno migliaia di volontari, associazioni, centri di aiuto alla vita, affrontano aprendo le porte con affetto infinito a donne che hanno paura, che sono sole, che non ce la fanno, che non riescono a intravedere un futuro con un figlio».
Durante la Manifestazione spazio anche a varie testimonianze di attivisti e personaggi noti. Tra loro il messaggio di Andrea Bocelli, che ha ricordato la scelta di sua «madre, a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza, ma scelse di fidarsi della vita e di non sottrarsi». La vita, «quando viene accolta e non temuta, moltiplica» e, ha aggiunto Bocelli, «le civiltà che hanno prosperato lo hanno capito guardando in avanti, investendo sulle nuove generazioni, scegliendo l’accoglienza come strada».
A fargli eco, presente sul palco e in corteo, monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo e promotore dell’iniziativa “Campane per la Vita”: «siamo in strada perché tra tutte le cose belle e importanti che vogliamo dire, vogliamo anche opporci alla congiura del silenzio di chi vorrebbe lasciare le nostre idee nell’oblio, che ce le tenessimo per noi. Invece abbiamo il dovere di dire che bisogna tutelare sempre la vita».
Insieme a loro anche le testimonianze, tra gli altri, di Stefano e Giovanna Mariani, genitori di Arturo Mariani e di Emmanuel Cosmin Stoica, scrittore e attivista con disabilità, mentre a conclusione dell’evento si è tenuto il concerto dei “The Sun” con Angelo Maugeri.
