Lunedì 15 Giugno 2026 11:06
Due gelati a 44 euro, il caso di Roma finisce sul Times: “Ecco come evitare le trappole per turisti”
Il caso dei due gelati pagati 44 euro nel centro di Roma supera i confini...
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Il caso dei due gelati pagati 44 euro nel centro di Roma supera i confini italiani e approda sulle pagine del prestigioso quotidiano britannico The Times. La vicenda, diventata virale sui social dopo la denuncia di una turista americana, è stata infatti ripresa dal giornalista Tom Kington, che ha deciso di verificare personalmente quanto accaduto.
Il reporter si è recato nella stessa gelateria-pasticceria finita al centro delle polemiche e ha ordinato un cono con tre gusti. Durante la preparazione, al gelato sono stati aggiunti diversi extra, tra cui panna montata, wafer, un macaron e un cannolo al cioccolato.
Il conto finale? Ben 22 euro per un solo gelato.
Nel suo articolo, Kington racconta come gli extra fossero stati segnalati dal personale, ma descrive il prodotto finale come un gelato talmente carico da risultare persino difficile da mangiare.
A far esplodere il caso era stata una turista statunitense che, durante una visita nei pressi di Piazza di Spagna, aveva acquistato due coppette di gelato ritrovandosi con uno scontrino da 44 euro.
Secondo il suo racconto, il personale avrebbe aggiunto guarnizioni come macarons e cannoli lasciando intendere che fossero incluse nel prezzo. Solo al momento del pagamento la donna si sarebbe resa conto dell’importo richiesto.
“Il peggior gelato mangiato durante il viaggio”, aveva scritto sui social, definendo l’attività una vera e propria “trappola per turisti”.
Il quotidiano britannico ha colto l’occasione per pubblicare una serie di suggerimenti rivolti ai visitatori stranieri in vacanza nella Capitale.
Tra i consigli principali:
- verificare sempre il listino prezzi prima dell’acquisto;
- chiedere se eventuali guarnizioni siano comprese o a pagamento;
- diffidare di prodotti arricchiti automaticamente con extra non richiesti;
- preferire gelaterie che espongono chiaramente i costi.
Per quanto riguarda il caffè, il Times ricorda inoltre che consumare un espresso al banco permette generalmente di spendere meno rispetto al servizio al tavolo.
La vicenda riaccende il dibattito sulle cosiddette “tourist trap”, attività che approfittano dell’elevato afflusso turistico nelle zone più frequentate della città.
Un fenomeno che rischia di danneggiare l’immagine di Roma proprio nel momento in cui la Capitale continua a registrare numeri record nel settore turistico.
