Lunedì 15 Giugno 2026 12:06
Usa e Iran verso l’accordo di pace


Colloqui preparatori a Doha, quindi la firma, venerdì 19 giugno in Svizzera, con la riapertura immediata di Hormuz e la fine delle ostilità. Sul nucleare, prevista un'intesa definitiva entro 60 giorni. Meloni: «Italia pronta a sostenere il processo diplomatico»
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Raggiunta l’intesa tra Stati Uniti e Iran. Dopo i colloqui preparatori a Doha, è in programma per venerdì 19, in Svizzera, la firma dell’accordo di pace, con la riapertura dello stretto di Hormuz e la fine immediata delle ostilità. Le cessazione del conflitto, specifica Teheran, si estenderà anche al Libano. Sulla questione nucleare invece è prevista un’intesa definitiva entro 60 giorni, altrimenti, ha minacciato il presidente Usa Donald Trump, Washington riprenderà gli attacchi. Regno Unito, Francia, Germania e Italia sono pronte a revocare alcune sanzioni contro l’Iran, che però, specificano, «non dovrà mai acquisire armi nucleari».
Stando all’agenzia iraniana Fars – che cita fonti informate sui negoziati -, una sezione dell’accordo prevede che il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz «senza costi» sia «solo per 60 giorni». Significa che «gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione delle tariffe, assicurandosi solo un’esenzione di 60 giorni da parte dell’Iran», ha affermato la fonte, citata in forma anonima. Dopo il periodo di esenzione delle tariffe, secondo la stessa fonte, Teheran punta a «ricavare entrate dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz fornendo servizi di sicurezza, navigazione, tutela ambientale e assicurativi», e a usare i proventi per «sostenere lo sviluppo economico del Paese».
Sempre secondo la Fars, il testo del memorandum «è stato modificato per sottolineare in modo definitivo ed esplicito l’esercizio della sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz». Pertanto, la versione approvata dell’accordo stabilirebbe che «la futura amministrazione dei servizi marittimi» nello Stretto sarà «determinata» dai due Paesi. Stando alla fonte dell’agenzia iraniana, l’uso esplicito di questa espressione significa che gli Usa «hanno riconosciuto il diritto dell’Iran a riscuotere le relative tariffe».
Da Israele intanto il ministro della Difesa Israel Katz mette l’accento sulla politica «chiara» che egli stesso sta portando avanti con il primo ministro Benjamin Netanyahu. «Le Forze di difesa israeliane (Idf) rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, senza alcun limite di tempo, per proteggere, da lì, il confine e le comunità israeliane dagli elementi jihadisti», dichiara. Nel frattempo, nelle prime giornate di oggi, 15 giugno, raid con droni e bombardamenti israeliani sono stati segnalati in alcune località del Libano meridionale, come a Kfar Tebnit, a Khiam, e sulla strada Haris-Tibnin. A riferirlo è l’agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui ci sono anche alcuni feriti. L’Orient-Le Jour afferma che l’esercito israeliano sta «prendendo di mira qualsiasi movimento nelle vicinanze di Nabatiyé el-Faouqa, Kfar Tebnit e Mayfadoun».
Affidata a una nota la reazione della premier italiana Giorgia Meloni. «Nella notte – si legge – abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta – rimarca -: l’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo».
15 giugno 2026
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