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www.ROMA-O-MATIC.com - 20 Maggio 2019 Lunedì
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Monumenti
  monumenti | itinerari
03
da Piazza Venezia
a Piazza del Popolo
 1 - Piazza Venezia 00187 Pigna (Area 1)
 2 - Via del Corso 00186 Pigna (Area 1)
 3 - Via Lata 00186 Pigna (Area 1)
 4 - Piazza del Collegio Romano 00186 Pigna (Area 1)
 5 - Via di Pie' di Marmo 00186 Pigna (Area 1)
 6 - Piazza della Minerva 00186 Pigna (Area 1)
 7 - Via della Minerva 00186 Pigna (Area 1)
 8 - Piazza della Rotonda 00186 Pigna (Area 1)
 9 - Via del Seminario 00186 Pigna (Area 1)
 10 - Piazza S. Ignazio 00186 Colonna (Area 1)
 11 - Via de'Burro' 00186 Colonna (Area 1)
 12 - Piazza di Pietra 00186 Colonna (Area 1)
 13 - Via di Pietra 00186 Colonna (Area 1)
 14 - Via delle Muratte 00187 Colonna (Area 1)
 15 - Piazza di Trevi 00187 Trevi (Area 1)
 16 - Via dei Crociferi 00187 Trevi (Area 1)
 17 - Via dei Sabini 00187 Colonna (Area 1)
 18 - Piazza Colonna 00187 Colonna (Area 1)
 19 - Via del Corso 00186 Colonna (Area 1)
 20 - Piazza di S. Lorenzo in Lucina 00186 Colonna (Area 1)
 21 - Via del Corso 00186 Colonna (Area 1)
 22 - Largo Carlo Goldoni 00187 Campo Marzio (Area 1)
 23 - Via Tomacelli 00186 Campo Marzio (Area 1)
 24 - Via di Ripetta 00186 Campo Marzio (Area 1)
 25 - Via Tomacelli 00186 Campo Marzio (Area 1)
 26 - Via Condotti 00187 Campo Marzio (Area 1)
 27 - Piazza di Spagna 00187 Campo Marzio (Area 1)
 28 - Via Condotti 00187 Campo Marzio (Area 1)
 29 - Via della Fontanella di Borghese 00186 Campo Marzio (Area 1)
 30 - Piazza Borghese 00186 Campo Marzio (Area 1)
 31 - Via della Fontanella di Borghese 00186 Campo Marzio (Area 1)
 32 - Via del Corso 00186 Campo Marzio (Area 1)
 33 - Piazza del Popolo 00187 Campo Marzio (Area 1)
Sommario
Piazza Venezia, Via del Corso, Palazzo Bonaparte, Palazzo Salviati, Palazzo Odescalchi, San Marcello, Santa Maria in Lata, Palazzo Doria (con la Galleria Pamphili), Collegio Romano, Santa Maria sopra Minerva, Sant'Ignazio da Loyola, Piazza Colonna, Piazza Montecitorio, San Lorenzo in Lucina, Palazzo Ruspoli, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis, SS Ambrogio e Carlo al Corso, Palazzo Ruspoli, Santa Maria dei Miracoli, Santa Maria di Montesanto.

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Da Piazza Venezia, volgendo le spalle al Vittoriano, ci si trova davanti una delle più emblematiche strade della Roma barocca, Via del Corso che con un succedersi di Palazzi e Chiese ci porta con il suo rettifilo di 1500 metri fino alla Piazza del Popolo.

Il primo dei Palazzi che si incontra, proprio nell'angolo con Piazza Venezia, sulla sinistra, è il Palazzo Bonaparte, realizzato da Giovanni Antonio de Rossi nel 1660, per incarico dei d'Aste; passò poi ai Rinuccini e quindi a Letizia Bonaparte, madre di Napoleone I, che vi morì nel 1836. L'edificio di tre piani è di fattura elegante, con finestre a timpano; ha nell'angolo un balcone coperto, conosciuto come "il balcone di Donna Letizia", perché lì era solita rimanere per ore Letizia Bonaparte. In alto sul belvedere si può ancora leggere "Bonaparte".

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Sulla sinistra il Palazzo Salviati già Mancini, dove attualmente ha la sede il Banco di Sicilia: fatto realizzare del duca di Nevers, nipote del Cardinale Mazzarino, fu venduto a Luigi XV per farne la sede dell'Accademia di Francia, poi passò al granduca di Toscana in cambio di Villa Medici, quindi all'ex re d'Olanda Luigi Bonaparte, ed infine ai Salviati e agli Aldobrandini. La facciata barocca è progetto del Rinaldi, ma la realizzazione fu eseguita nel 1691, dopo la sua morte.

Adiacente al Palazzo Salviati la facciata posteriore del Palazzo Odescalchi, opera di Raffaele Ometti, eseguita in bugnato ad imitazione del quattrocentesco fiorentino. L'ingresso del Palazzo è sulla Piazza Santi Apostoli.

Segue Piazza San Marcello, con la chiesa di San Marcello, realizzata nel 1519 su progetto di Sansovino dopo che la prima chiesa, del IV secolo, fu distrutta da un incendio. La vecchia chiesa era orientata diversamente e fu eretta sulla vecchia stazione di posta; una vecchia leggenda vuole che in detta stazione il papa Marcello I (308-309) venne condannato da Massenzio a servirlo. La facciata barocca è di Carlo Fontana con statue del Cavallini. Di Raggi i due angeli che sostengono il bassorilievo, raffigurante "Rinuncia di San Filippo Benizi alla tiara", dello stesso autore.

Di fronte vi è l'antichissima chiesa di Santa Maria in Lata. La Chiesa ha origini antichissime ed ha avuto molti interventi in vari periodi, ad iniziare dall'ampliamento nel secolo XI; nel secolo XV fu totalmente ricostruita alla quota attuale, ed infine nel XVII Cosimo Fancelli ristrutturò l'interno. I suoi marmi policromi, le pitture ed il soffitto affrescato e dorato, danno all'interno un senso di gaiezza. Le colonne di alabastro dell'altare maggiore sono attribuite al Bernini. Nel sotterraneo sono i resti della primitiva chiesa.

La Chiesa è unita con il grandioso Palazzo Doria Pamphili; le diverse facciate sono di vari autori: quella sul Corso, con una movimentata balconata sul portale e sfarzose finestre è di Gabriele Valvassori; di Paolo Ameli è quella sulla Via del Plebiscito; girando per Via Gatta vi è quella di Andrea Busiri Vici; giunti a Piazza del Collegio Romano vi è quella di Antonio Del Grande. Magnifico il cortile cinquecentesco con colonne doriche, con il loggiato superiore a colonne ioniche.
Il Palazzo ospita nelle sue stupende sale la Galleria Doria Pamphili, che raccoglie una preziosa raccolta di quadri tra cui Ritratto di Innocenzo X Pamphili, preziosa opera di Velezuez. Nell'interno sono visitabili le sale di rappresentanza e l'appartamento privato.

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Lasciando Via del Corso ed entrando in Via Lata, nell'angolo si trova la Fontanella del Facchino, una delle Statue Parlanti, raffigurata nel costume cinquecentesco dell'Università degli Acquaioli; proseguendo si giunge a Piazza del Collegio Romano, con la parte posteriore del Palazzo Doria e la facciata del Collegio Romano.
Realizzato per volere di Gregorio XIII nel 1582 su disegno di Bartolomeo Ammannati, fu retto dai Gesuiti fino al 1870, quando venne confiscato. Nel Collegio studiarono i giovani nobili e patrizi romani, di cui molti divennero vescovi e cardinali e anche papi, come Urbano VIII e Innocenzo X. Dopo la confisca, nel 1871, al Collegio Romano è sorto il primo liceo statale di Roma, intitolato a Ennio Quirino Visconti. I Gesuiti si sono trasferiti presso l'Università gregoriana di Piazza della Pilotta. La facciata è in cotto, nell'interno di particolare rilievo il grande cortile e i due grandiosi scaloni.

Proseguendo per la Via del Pie' di Marmo, si sbocca in Piazza della Minerva, con la chiesa di Santa Maria sopra Minerva.

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Seguendo Via della Minerva si giunge in Piazza della Rotonda con il Pantheon, e da qui, con Via del Seminario, si raggiunge Piazza Sant'Ignazio con la Sant'Ignazio da Loyola.

Proseguendo per Via del Burrò, si giunge a Piazza di Pietra. Sul nome di Via del Burrò, sono state formulate diverse ipotesi: per la loro forma i palazzetti furono chiamati "canterani" e alla francese "burò"; altra possibile origine sono i "bureaux", gli uffici che vi erano all'epoca napoleonica.

Piazza di Pietra prende il nome dalle colonne che furono del Tempio di Adriano, incorporate nel palazzo della Borsa, già della Dogana, adattato da Carlo Fontana e dal figlio Francesco per volere di Innocenzo XII (1691-1700), che prosegui l'opera iniziata da Alessandro VII per la sistemazione della piazza.

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Attraversando Via del Corso da Via di Pietra, ci si trova di fronte a Via delle Muratte, che porta in Piazza di Trevi con la fantastica Fontana di Trevi. Tornati in Via del Corso, seguendo Via dei Crociferi e Via dei Sabini, si giunge prima a Piazza Colonna, adiacente a Piazza di Monte Citorio, e poi (seguendo sempre Via del Corso) in Piazza San Lorenzo in Lucina con l'omonima chiesa San Lorenzo in Lucina.

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Proseguendo ancora per Via del Corso si giunge a Largo Carlo Goldoni con il Palazzo Ruspoli, già Caetani, che sorge in angolo con Via Fontanella Borghese. Acquistato dai Ruspoli nel 1776, fu iniziato da Ammannati per incarico dei Rucellai nel 1556.
Largo Goldoni è un punto importante da cui partono diverse strade, oltre a Via del Corso che l'attraversa: Via Tomacelli, Via Condotti e Via Fontanella Borghese.

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Seguiamo Via Tomacelli (che unisce, attraverso Ponte Cavour e Via Vittoria Colonna, Piazza Cavour con il Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione); al termine di Via Tomacelli si arriva in Via di Ripetta, dove a destra incontriamo le due chiese di San Girolamo degli Schiavoni e San Rocco e quindi il Mausoleo di Augusto e Ara Pacis Augustae.

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Tornando indietro per Via Tomacelli e riattraversando Largo Carlo Goldoni si giunge in Via Condotti, inizialmente Via dei Condotti, così chiamata perché in questa strada passarono i primi condotti d'acqua Vergine, provenienti dal Bottino, per raggiungere le abitazioni che all'epoca potevano permettersi il lusso dell'acqua in casa. Tale via, che collega Largo Goldoni con Piazza di Spagna, può a ragione essere considerata la regina delle strade romane, una delle strade più eleganti del mondo e rappresenta il proseguimento ideale di Piazza di Spagna, con l'eleganza dei suoi 600 negozi esclusivi tra i portoni dei settecenteschi palazzi che sul loro sfondo mostrano statue e fontane d'epoca.

E' senz'altro una delle poche strade che è riuscita a mantenere il suo originale stile di lusso, gusto, moda ed eleganza, dove ancora vive, al n. 86, l' "Antico Caffè Greco", uno dei più antichi e famosi Caffè del mondo: fondato nel 1760 ha mantenuto, con i suoi specchi, i suoi divani di velluto rosso, le foto dei suoi famosi clienti, l'aspetto e lo stile di un tempo. Il Caffè Greco è una tappa d'obbligo per qualsiasi personaggio, di qualsiasi estrazione, sia passato per Roma. In questo locale hanno sorbito il loro caffè regine, principesse, attrici, capitani d'industria, turisti di ogni genere sia singoli che di massa, e artisti di ogni epoca. E' l'unico antico locale sopravvissuto dopo la chiusura del "Caffè Aragno" al Corso o di "Ronzi e Singer" in Piazza Colonna. Arrivando a primavera dallo sfondo di Via Condotti si può ammirare la splendida scalinata di Trinità dei Monti infiorata di azalee.

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Ripercorrendo Via Condotti e attraversando Via del Corso si arriva a Via della Fontanella Borghese che giunge a Piazza Borghese, in cui si trova il Palazzo Borghese.

Tornando indietro e riprendendo Via del Corso si incontra, sulla destra al civico 128, una lapide che ricorda la casa dove nel 1945 morì Pietro Mascagni; di fronte sulla sinistra, la chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo, conosciuta come San Carlo al Corso.

Proseguendo, sulla destra l'Accademia di Santa Cecilia; poco più avanti, sulla sinistra l'Ospedale San Giacomo quindi Palazzo San Severino davanti alla Casa e Museo di Goethe, creato nella casa al secondo piano del numero 20, dove, tra il 1786 ed il 1788, abitò Goethe.

Da qui si è prossimi a Piazza del Popolo.

Riferimenti:
Piazza Venezia
Vittoriano
Via del Corso
Santa Maria sopra Minerva
Pantheon
Sant'Ignazio da Loyola
Fontana di Trevi
Piazza Colonna
Piazza di Monte Citorio
San Lorenzo in Lucina
Mausoleo di Augusto
Ara Pacis Augustae
Piazza di Spagna
Santi Ambrogio e Carlo
Casa di Goethe
Piazza del Popolo


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