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Monumenti
  monumenti | itinerari
07
Quartiere Rinascimento e Ghetto
da Piazza San Pietro
a Piazza di Monte Savello
 1 - Piazza di S. Pietro 00120 Borgo (Area 2)
 2 - Via della Conciliazione 00193 Borgo (Area 2)
 3 - Via S. Pio X 00193 Borgo (Area 2)
 4 - Ponte Vittorio Emanuele II 00186 Ponte (Area 1)
 5 - Piazza Pasquale Paoli 00186 Ponte (Area 1)
 6 - Corso Vittorio Emanuele II 00186 Ponte (Area 1)
 7 - Via Paola 00186 Ponte (Area 1)
 8 - Piazza dell'Oro 00186 Ponte (Area 1)
 9 - Via Giulia 00186 Ponte (Area 1)
 10 - Via dei Cimatori 00186 Ponte (Area 1)
 11 - Largo Ottavio Tassoni 00186 Ponte (Area 1)
 12 - Via del Banco di S. Spirito 00186 Ponte (Area 1)
 13 - Vicolo del Curato 00186 Ponte (Area 1)
 14 - Via dei Coronari 00186 Ponte (Area 1)
 15 - Via della Vetrina 00186 Ponte (Area 1)
 16 - Via di Monte Giordano 00186 Ponte (Area 1)
 17 - Vicolo dell'Avila 00186 Ponte (Area 1)
 18 - Via del Governo Vecchio 00186 Ponte (Area 1)
 19 - Piazza dell'Orologio 00186 Ponte (Area 1)
 20 - Via dei Filippini 00186 Ponte (Area 1)
 21 - Via della Chiesa Nuova 00186 Parione (Area 1)
 22 - Via Larga 00186 Parione (Area 1)
 23 - Via del Pellegrino 00186 Parione (Area 1)
 24 - Via di Monserrato 00186 Regola (Area 1)
 25 - Via della Barchetta 00186 Regola (Area 1)
 26 - Via Giulia 00186 Regola (Area 1)
 27 - Via in Caterina 00186 Regola (Area 1)
 28 - Piazza di S. Caterina della Rota 00186 Regola (Area 1)
 29 - Piazza Farnese 00186 Regola (Area 1)
 30 - Vicolo dei Venti 00186 Regola (Area 1)
 31 - Piazza Capo di Ferro 00186 Regola (Area 1)
 32 - Vicolo dei Venti 00186 Regola (Area 1)
 33 - Piazza Farnese 00186 Regola (Area 1)
 34 - Via dei Baullari 00186 Regola (Area 1)
 35 - Campo de'Fiori 00186 Regola (Area 1)
 36 - Via dei Baullari 00186 Parione (Area 1)
 37 - Piazza S. Pantaleo 00186 Parione (Area 1)
 38 - Via di S. Pantaleo 00186 Parione (Area 1)
 39 - Piazza di Pasquino 00186 Parione (Area 1)
 40 - Via S. Maria dell'Anima 00186 Parione (Area 1)
 41 - Via di Tor Sanguigna 00186 Parione (Area 1)
 42 - Piazza delle Cinque Lune 00186 Parione (Area 1)
 43 - Piazza di S. Agostino 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 44 - Via della Scrofa 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 45 - Piazza di S. Luigi de' Francesi 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 46 - Via del Salvatore 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 47 - Corso del Rinascimento 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 48 - Piazza di S. Andrea della Valle 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 49 - Corso Vittorio Emanuele II 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 50 - Largo di Torre Argentina 00186 Sant'Eustachio (Area 1)
 51 - Piazza del Gesu' 00186 Pigna (Area 1)
 52 - Via Celsa 00186 Pigna (Area 1)
 53 - Via delle Botteghe Oscure 00186 Pigna (Area 1)
 54 - Via Michelangelo Caetani 00186 Sant'Angelo (Area 1)
 55 - Via dei Funari 00186 Sant'Angelo (Area 1)
 56 - Via della Reginella 00186 Sant'Angelo (Area 1)
 57 - Via Portico d'Ottavia 00186 Sant'Angelo (Area 1)
 58 - Piazza di Monte Savello 00186 Ripa (Area 1)
Sommario
Piazza San Pietro, Palazzo Torlonia, Santa Maria in Traspontina, Quartiere Rinascimento, San Giovanni dei Fiorentini, Palazzo Gaddi, Palazzo Alberini, San Salvatore in Lauro, Palazzo Lancellotti, Palazzo del Governo Vecchio, Chiesa Nuova, Santa Maria in Monserrato, Sant'Eligio degli Orefici, Santa Caterina della Rota, Palazzo Farnese, Palazzo Spada, Campo de' Fiori, San Pantaleo, Palazzo Braschi, Pasquino, Santa Maria dell'Anima, Santa Maria della Pace, Sant'Apollinare, Sant'Agostino, San Luigi dei Francesi, Palazzo Madama, Sant'Andrea della Valle, Largo di Torre Argentina, Chiesa del Gesù, Portico d'Ottavia.

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Partendo da Piazza San Pietro si prende Via della Conciliazione, imponente strada di accesso alla Piazza, larga 50 metri e lunga circa 500, realizzata demolendo tutti i vecchi fabbricati compresi fra le due vie del Borgo Vecchio e del Borgo Nuovo, oggi demolite; la realizzazione fu basata su un vecchio progetto già studiato nel XV secolo al tempo di Nicolò V, successivamente elaborato nel corso dei secoli fino al 1936, quando si diede corso all'opera con progetto di Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli. L'opera fu inaugurata nel 1950 in occasione dell'Anno Santo.

Sulla via il Palazzo Torlonia: attribuito ad Andrea Bregno, è di Antonio Valeri lo stemma dei Torlonia sul portale; da questo si osserva il cortile con portici ad arcate su pilastri, statue, busti e due fontane con grandi rilievi di marmo. Il palazzo, appartenuto al Cardinale Adriano Castellesi da Corneto, divenne sede dell'Ambasciata d'Inghilterra fino allo scisma anglicano, quando passò ai Giraud e successivamente ai Torlonia.

Accanto al palazzo la chiesa di Santa Maria in Traspontina, iniziata nel 1566 da Giovanni Sallustio Peruzzi, figlio di Baldassarre, e proseguita da Ottaviano Mascherino, per poi essere ultimata da Francesco Paparelli.

Da Via della Conciliazione, per Via San Pio X sulla destra si attraversa Ponte Vittorio Emanuele II e ci si trova in Piazza Pasquale Paoli, da cui inizia Corso Vittorio Emanuele II, che attraversa il Quartiere Rinascimento.

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Girando a destra in Via Paola, da Piazza d'Oro entriamo in Via Giulia, strada particolarmente importante voluta da papa Giulio II (1503-1513), che la realizzò avvalendosi dell'opera del Bramante; prima strada a percorso rettifilo della lunghezza di un chilometro, avrebbe dovuto collegare Trastevere, attraverso Ponte Sisto, con la zona dei Borghi (la Citta' Leonina), con un ponte che si sarebbe dovuto costruire davanti all'Ospedale di Santo Spirito, ma l'intento del Papa non riuscì. La strada rimane comunque una delle vie importanti di Roma.

Proseguendo, in Largo dei Fiorentini troviamo la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini; poi, per Via dei Cimatori, si traversa Corso Vittorio Emanuele II per giungere in Largo Tassoni.

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Lasciando sulla destra Via dei Banchi Nuovi, già Canale di Ponte (dove abitò l'Aretino, il Cellini tenne la sua bottega e gli Spannocchi aprirono il "Banco", passato poi ad Agostino Chigi, già impiegato del Banco), entriamo in Via del Banco di Santo Spirito dove, nell'angolo, si trova il Palazzo del Banco di Santo Spirito, antica Zecca, opera del Sangallo il Giovane.

Sulla stessa via:

  • Palazzo Gaddi Niccolini, eretto per Roberto Strozzi su progetto di Jacopo Sansovino, secondo quanto affermato dal Vasari; ha un elegante cortile con nicchie e statue, coronato da cornicione con fregio di festoni e mascheroni;
  • Palazzo Alberini, realizzato per il nobile Giulio Alberini ed iniziato nel 1515 su progetto di Giulio Romano; ultimato nel 1521 da Pietro Rosselli. Sopra il piano terreno con fascione marcapiano sono due piani, con finestre riquadrate ed un forte cornicione a mensole.
A destra prendiamo Via del Curato e superata Via di Panico, antica strada popolare romana che da il nome alla zona di "panico", si prosegue su Via dei Coronari: importante rettifilo dell'epoca papale, così chiamata per la presenza di attività che realizzavano "corone", oggi è caratteristica per la presenza di botteghe di antiquari.

All'inizio della strada Palazzo Vecchierelli, più avanti una casa che si crede fosse la Casa di Raffaello ed un tabernacolo Immagine del Ponte di Sangallo il Giovane (nell'angolo con Vicolo Domizio); segue la casa di Prospero Mochi realizzata dal Rosselli nel 1516 e poi, della prima metà del quattrocento, la casa detta Casa di Fiammetta, amante di Cesare Borgia.

A metà della via la chiesa di San Salvatore in Lauro, sulla omonima Piazza, e quindi Palazzo Lancellotti.
L'ingresso al Palazzo, elegante portale disegnato dal Domenichino con colonne ed un sovrastante balcone, è su Via Lancellotti, con una bellissima facciata a spigoli bugnati; negli angoli dei tabernacoli del settecento degni di nota; all'interno sale con volte affrescate dal Tassi e dal Guercino.

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Si prosegue a destra per Via della Vetrina, Via del Monte Giordano, Vicolo di Avila e si giunge in Via del Governo Vecchio, che prende il suo nome dal Palazzo del Governo Vecchio, che si trova sulla sinistra; sulla destra la Piazza dell'Orologio che prende il nome dalla Torre dell'Orologio, realizzata nel 1647 dal Borromini, che si trova nell'angolo del Palazzo dei Filippini; dalla piazza esce Via degli Orsini, con Palazzo Pediconi (dove l'11 marzo 1876 nacque Eugenio Pacelli, divenuto Papa Pio XII), e nella parte opposta Via dei Filippini, che rasenta il grande Palazzo dei Filippini: realizzato dal Borromini, a quattro piani, comprende, oltre la Torre dell'Orologio, il Convento dei Filippini e l'Oratorio dei Filippini, con facciata in cotto. Nell'interno la Sala del Borromini, l'antico Oratorio ove venivano eseguiti i canti liturgici, ed ancora i due cortili, la sala ovale e lo scalone, tutte creazioni del Borromini.

Nel palazzo hanno sede: l'Archivio Storico Capitolino, che comprende l'Archivio Urbano del 1632, con annessa Biblioteca Romana; la Biblioteca Vallicelliana, fondata nel 1581 dall'architetto Stazio, specializzata nella storia di Roma e della Chiesa che contiene 2.500 messali, tra cui 221 greci, ed il più antico messale latino del VII secolo; la Società Romana di Storia Patria istituita nel 1876. Grazioso, sul cantone, il tabernacolo, con una cornice sorretta da angeli e nel suo interno l'immagine della Madonna.

In un angolo del complesso la chiesa di Santa Maria in Vallicella, detta la Chiesa Nuova, che da il nome a Piazza della Chiesa Nuova.
Al centro il monumento a Pietro Metastasio, realizzato da Emilio Gallori. Il Metastasio in realtà si chiamava Pietro Trapassi ed era figlio di Felice Trapassi, soldato pontificio e poi pizzicagnolo. Pietro Trapassi, nato in una vicina casa, in Via dei Cappellari, dove è una lapide commemorativa, all'età di 12 anni fu ascoltato da Gian Vincenzo Gravina, giureconsulto e letterato, nell'improvvisazione poetica; apprezzatolo, lo prese presso di se e lo adottò, gli grecizzò il nome in Pietro Metastasio, dandogli prima l'istruzione classica, e poi quella filosofica, facendone un poeta. Vestì l'abito talare e prese gli ordini minori; scrisse molte opere e morì a Vienna nel 1782.

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Attraversando Corso Vittorio ed entrando in Via Larga, ci troviamo in Via del Pellegrino, che percorreremo sulla destra fino a Via dei Banchi Vecchi per entrare in Via di Monserrato.

La via prende il suo nome dal nome del celebre santuario spagnolo, a cui è intestata anche la chiesa di Santa Maria di Monserrato; la strada era preferita dai prelati spagnoli, giunti a Roma, nella metà del XV secolo, al seguito dei due Papi Borgia, Alfonso Borgia di Javita (Valencia), salito al pontificato con il nome di Callisto III dal 1455 al 1458, e Rodrigo Borgia, anche lui di Javita, divenuto papa Alessandro VI tra il 1492 e il 1503.

In questa strada, come in Via dei Banchi Vecchi, è possibile ammirare la confusione armonica di antichi vicoli della vecchia Roma (particolarmente caratteristica della zona e di tanti altri quartieri romani), i magnifici Palazzi rinascimentali, e la vita popolare che oggi anima la zona.

Percorrendo la strada troviamo la piccola Piazza de' Ricci, con Palazzo Ricci, la cui facciata, attribuita a Nanni di Baccio Bigio, è decorata da affreschi di Maturino da Firenze e Polidoro da Caravaggio; degna di nota la facciata della ex chiesa di San Giovanni in Ayno, oggi abitazione.

Entrando in Via della Barchetta sulla destra si raggiunge la piccola chiesa di Sant'Eligio degli Orefici: realizzata nel 1516 da Raffaello, la facciata, del 1602, è di Flaminio Ponzio; l'elegante cupola è attribuita a Baldassare Peruzzi. Nell'interno sull'altare maggiore Annunciazione di Matteo da Lecce, nei laterali Sibille di Giovanni Francesco Romanelli, Adorazione dei Pastori di Giovanni De Vecchi, Adorazione dei Magi del Romanelli.
Nell'abside si possono ammirare affreschi di Matteo da Lecce (Santissima Trinità, Madonna col Bambino e Santi) e Taddeo Zuccai (Pentecoste, Profeti e Apostoli).

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Tornati in Via Giulia, girando sulla prima a sinistra, Via in Caterina, rientriamo in Via di Monserrato fino a Piazza Santa Caterina della Rota, in cui vi è la chiesa di Santa Caterina della Rota; proseguendo, si giunge su Piazza Farnese: la Piazza, grande e regolare, è particolarmente tranquilla e priva di traffico, ed adornata da due fontane gemelle attribuite a Girolomo Rainaldi, in cui l'acqua zampilla da gigli per ricadere in catini di marmo e poi in due colossali vasche di granito d'Egitto provenienti dalla Terme di Caracalla.

Nel fondo della Piazza Palazzo Farnese. Iniziato nel 1514 da Antonio Sangallo il Giovane, per il Cardinale Alessandro Farnese, divenuto Paolo III nel 1534, fu proseguito, nel 1546, dopo la morte del Sangallo, da Michelangelo, e terminato da Giacomo Della Porta. Il Palazzo passò dai Farnese ai Borbone di Napoli, ed oggi è la Sede Ufficiale dell'Ambasciata di Francia presso lo Stato Italiano.
E' senz'altro il più bel Palazzo del '500 ed è l'ultimo dei palazzi rinascimentali di Roma.
Le facciate (sulla Piazza e laterali) fino al coronamento sono Del Sangallo, di Michelangelo sono il secondo e terzo ordine del cortile. La facciata posteriore è di Giacomo della Porta.

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Percorrendo il Vicolo dei Venti si giunge su Piazza Capo di Ferro, ove sorge Palazzo Spada: notevole edificio iniziato nel 1540 da Girolamo da Carpi per il Cardinale Girolamo Capo di Ferro, passò poi al Cardinale Bernardino Spada, che vi iniziò una notevole raccolta di antichità e di dipinti, soprattutto di artisti del suo tempo; tale collezione, arricchita nel secolo seguente, fu acquistata nel 1926 dallo Stato insieme al Palazzo.

Nel 1661 Alessandro VII, amico degli Spada, lo fece restaurare dal Borromini, demolendo tutto un isolato di case poco decorose e trasformando la preesistente Piazza in un altro di quei "teatri" che il papato di Alessandro VII aveva realizzato in diverse piazza di Roma.

Lo Stato ne ha fatto la sede del Consiglio di Stato. Nel 1953 è stata riordinata, con scrupoloso rispetto del primitivo carattere di galleria patrizia secentesca.

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Toranando indietro, da Piazza Farnese sono tre le strade che portano a Campo de' Fiori, caratteristica e storica piazza, da cui percorrendo Via dei Baullari si traversa Corso Vittorio Emanuele per giungere in Piazza San Pantaleo.

Al centro, il monumento a Marco Minghetti, statista morto a Roma nel 1886; sulla sinistra la chiesa di San Pantaleo, patrono di medici e nutrici, che da il nome alla piazza: eretta nel 1216, fu rimodernata da Giovanni Antonio De Rossi, per incarico dei Padri Scolopi nel 1681. La facciata, realizzata nel 1806, è del Valadier; la volta interna è interamente affrescata da Filippo Ghepardi, con il Trionfo di Maria e figure allegoriche.

Sulla destra Palazzo Braschi: eretto da Cosimo Morelli su incarico di Pio VI, Giovan Angelo Braschi, per i suoi nipoti, è l'ultimo dei palazzi romani costruito per le famiglie dei papi. Realizzato a forma trapezoidale, ha la facciata principale sul lato minore che affaccia ù sulla Piazza. Il Palazzo, passato al Comune di Roma, ospita dal 1952 il Museo di Roma, che vuole ricordare la vita e storia romana raccogliendo pitture, sculture ed opere varie.

A sinistra del Palazzo Via di San Pantaleo, che sbocca su Piazza Pasquino, così chiamata per la presenza, sull'angolo del Palazzo, del famoso Pasquino, la più nota della Statue Parlanti.

Sul lato opposto la piccola chiesa del seicento dedicata alla Natività di Gesù, sede della Compagnia della Natività (sodalizio per la preghiera agli agonizzanti e l'assistenza ai condannati a morte), rimaneggiata più volte fino al 1862.

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Si prosegue per Via di Santa Maria dell'Anima, dove incrociamo Via di Sant'Agnese in Agone con la quattrocentesca Torre Millina, dei Mellini, con il nome segnato in alto con grossi caratteri; su due lati si possono notare resti di un fregio con cornucopia. Proseguendo ci imbattiamo con la chiesa di Santa Maria dell'Anima, eretta nel 1500 come chiesa della nazione tedesca, fiamminga ed olandese, poi solo tedesca; restaurata nel 1843, la facciata rinascimentale è attribuita a Giuliano da Sangallo.

A destra della Chiesa, per il Vicolo della Pace, si giunge, attraversando un chiostro, alla chiesa di Santa Maria della Pace, eretta durante il pontificato di Sisto IV da Baccio Pontelli. E' costituita da due corpi, uno anteriore rettangolare, ed un secondo, del Bramante, ottagonale a cupola. Nel 1656 Alessandro VII incaricò di restaurarla a Pietro da Cortona, che vi aggiunse la facciata barocca preceduta da un prono semicircolare a colonne doriche; il fondale ad esedra ben si armonizza con la piazza antistante.

Continuando il percorso con Via di Tor Sanguigna si giunge alla piazza che prende il nome dalla chiesa di Sant'Apollinare, del VII secolo; sotto il pontificato di Benedetto XIV (1740-1758) il Fuga la ristrutturò totalmente, realizzando l'annesso Palazzo Sant'Apollinare, che si estende su Piazza delle Cinque Lune fino a alla retrostante Piazza Sant'Agostino, in cui è la chiesa di Sant'Agostino.

A destra della chiesa la Biblioteca Angelica, fondata nel 1614 da Padre Angelo Rocca, dell'ordine "Agostiniano", e passata allo Stato nel 1873: contiene oltre 150 mila volumi, 12 mila opuscoli, oltre 1000 incunaboli, 3 mila messali dal IX secolo in poi, oltre 11 mila edizioni del cinquecento, 2650 manoscritti.

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Da piazza Sant'Agostino si giunge in Via della Scrofa, che termina sulla Piazza San Luigi dei Francesi con la chiesa di San Luigi dei Francesi; da qui per Via del Salvatore raggiungiamo il Corso Rinascimento, aperto nel 1938, con a sinistra Palazzo Madama, oggi sede del Senato.

Di fronte al Palazzo la Corsia Agonale che sbocca in Piazza Navona, stupenda Piazza dominata da Palazzo Pamphili, dalla chiesa di Santa Agnese e dalla Fontana dei Quattro Fiumi.

Sullo sfondo di Corso Rinascimento la scenografica visione della chiesa di Sant'Andrea della Valle; nella omonima piazza la Fontana con gli emblemi di Paolo V, Camillo Borghese, attribuita al Moderno e proveniente da Piazza Scossacavalli.

A fianco della chiesa il Palazzo Vidoni, già Palazzo Caffarelli, la cui facciata autentica è di Raffaello, sulla retrostante Via del Seminario.

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Tornati in Corso Vittorio Emanuele II si prosegue fino a Largo di Torre Argentina; poco più avanti, a Piazza del Gesù, la strada cambia nome e diventa Via del Plebiscito (già Via del Gesù, ampliata da Alessandro VII), in cui vi è la Chiesa del Gesu'.

Entrando in Via Celsa raggiungiamo Via delle Botteghe Oscure e poi Via Caetani, divenuta nota per essere la strada dove fu ritrovato, all'epoca, il cadavere dell'On. Moro.

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Si entra quindi nel quartiere ebraico conosciuto come il Ghetto, che attraversiamo per Via Funari, Via Reginella e Via del Portico d'Ottavia (sulla destra Via del Tempio dove vi è l'ingresso della Sinagoga).

Da qui si giunge alla fine del percorso in Piazza di Monte Savello.

Riferimenti:
Piazza San Pietro
Quartiere Rinascimento
Trastevere
Citta' Leonina
San Giovanni dei Fiorentini
San Salvatore in Lauro
Palazzo del Governo Vecchio
Chiesa Nuova
Santa Maria di Monserrato
Santa Caterina della Rota
Campo de' Fiori
Museo di Roma - Palazzo Braschi
Sant'Agostino
San Luigi dei Francesi
Palazzo Madama
Piazza Navona
Sant'Andrea della Valle
Largo di Torre Argentina
Chiesa del Gesu'
Portico d'Ottavia e Ghetto


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