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Esquilino
(Colli)
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Piazza dell'Esquilino - 00185 Roma Monti (Area 1)

Uno dei sette colli di Roma, rimase a lungo poco abitato e malsicuro, anche per le vaste necropoli che si estendevano nella zona, poichè nell'antica Roma era destinato a sepolcreto per gli schiavi.

Augusto lo bonifica inserendolo nel piano urbanistico della Roma Imperiale trasformandolo in zona residenziale fiorente di parchi ed orti, un'oasi distensiva, lontana da clamore dei Fori.

Mecenate vi fa costruire la sua grande Villa. Vi abitarono anche Virgilio ed Orazio.

Una delle tre cime del Colle Esquilino è il Colle Oppio, "Mons Oppius", oggi Parco Oppio, parte più verdeggiante del Colle Esquilino: quasi alla sua sommità sono sparsi i ruderi della Domus Aurea di Nerone e delle Terme di Tito e di Traiano. La Domus Aurea di Nerone, oggi completamente restaurata, è quanto di più grandioso si possa immaginare, ed il Parco che la comprende conta circa 2.500 varietà di rose, una splendida fontana e terrazze con bei panorami.

L'origine del nome Esquilino deriverebbe dagli abitanti del Colle Oppio, allora considerato un sobborgo di Roma, che in contrapposizione agli abitanti della città propriamente detta, chiamati inquilini , erano detti exquilini, nome poi esteso a tutto il colle.

Secondo altri il nome deriverebbe invece dalla presenza sul colle dei lecci (exculi).

Finito l'Impero anche l'Esquilino decade e nel medioevo salgono sul colle soltanto maghi, streghe e negromanti, trasformando il colle in luogo in cui si celebravano riti misteriosi e crudeli.

Quasi alla sommità del colle, a 55 metri, si trova la Basilica di Santa Maria Maggiore, unita da un rettifilo tracciato da Gregorio XIII (1572-85), Via Merulana (così chiamata dall'antica famiglia dei Meruli, che qui avevano le loro abitazioni), alla Basilica di San Giovannni in Laterano.

A centro della Piazza di Santa Maria Maggiore sorge una grande colonna di marmo imezio, scanalata ed alta metri 14,80, unica supestite delle 8 colonne della Basilica di Massenzio, posta nel 1613-15, su un alto basamento fregiato delle aquile e dei draghi di Paolo V, da C. Moderno, che vi sovrappose una Madonna col Bambino, bronzo di Guglielmo Berthelot, e vi accostò ai piedi una fontana.

Il completamento dell'opera fu di Papa Sisto V (Felice Peretti) che nel 1587 rilancia il Colle Esquilino facendo della Piazza dell'Esquilino, retrostante la Piazza di Santa Maria Maggiore, il punto di partenza, o di arrivo, di una delle più lunghe e dritte strade di Roma: Via Felice che da Trinità dei monti porta alla Piazza attraverso quelle che oggi sono Via Sistina, Via delle Quattro Fontane e Via De Pretis.

Al centro della Piazza si trova un obelisco egizio, di metri 14,80, che ornava l'ingresso del Mausoleo di Augusto, (come il suo gemello di Piazza del Quirinale), che Sisto V, nel 1587, fece innalzare da Domenico Fontana. L'obelisco con la sua base raggiunge l'altezza di metri 25,50.

Per alcuni anni l'Esquilino diviene il centro del turismo religioso dell'epoca, fino alla fine dell'800 quando ci vanno ad abitare gli austeri burocrati scesi da Torino al seguito del governo reale di Vittorio Emanuele II, per cui diviene il quartiere piemontese, ed a tutte le strade del quartiere furono cambiati i nomi: Via Cavour, Via Carlo Alberto, Via Principe Amedeo, ecc.

Ma quando la fresca brezza di mare arriva e s'arriccia sulla collina anche l'Esquilino ritorna "romano".

La zona dell'Esquilino è il punto di arrivo a Roma per chi vi giunge in treno essendovi la principale stazione ferroviaria, la Stazione Termini.

Oltre a Santa Maria Maggiore vi sono moltissime chiese che meritano di essere ricordate, tra cui: San Pietro in Vincoli, Santa Prassede e San Martino ai Monti.

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