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Aventino
(Colli)
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Piazza Albania - 00153 Roma San Saba (Area 1)

Il Colle Aventino, 40 metri sul livello del mare, rimase pressoché disabitato e fuori dal perimetro (la cinta sacra) per tutta l'epoca repubblicana sebbene fosse incluso, per ragioni strategiche, entro le mura di Roma già nel III secolo. I plebei in lotta con i patrizi vi effettuarono ripetutamente la secessione. Caio Gracco vi cercò invano rifugio contro le bande nobiliari.

Sotto l'impero vi sorsero magnifici templi e divenne un quartiere aristocratico. Devastato dai Goti di Alarico nel 410, è rimasto da allora poco abitato, come il Celio, fino ad epoca recente.

Il Colle si divide in due elevazioni: quella a nord, il vero Aventino dell'antichità, ove sono le chiese di Sant'Anselmo, Sant'Alessio, Santa Sabina, Santa Prisca, e l'altra a sud, detta il piccolo Aventino, con le chiese di San Saba e di Santa Balbina.

Il principale accesso è dal Viale dell'Aventino (antico clivus piscinae publicae), che traversa l'insellatura tra le due cime e congiunge il Testaccio con la Piazza di Porta Capena.

Sulle pendici del colle, nel Convento di Santa Sabina, scavi diretti dai Domenicani nel 1855 e nel 1936 hanno messo alla luce un tratto della cinta repubblicana, con edifici addossati alcuni all'interno, di epoca sillana, e altri all'esterno, di epoca augustea, ridotti posteriormente a terme.

Le grandiose muraglie laterizie sotto la villa dei Cavalieri di Malta e l'arco medioevale di San Lazzaro in Via della Marmorata, di fronte alla Piazza dell'Emporio appartengono agli Horrea, i magazzini del porto Fluviale. Il portone del Complesso dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, racchiuso da un muraglione, ha una particolare serratura: avvicinando l'occhio si inquadra la cupola della Basilica di San Pietro.

Nel punto in cui il Viale dell'Aventino si allarga nella Piazza Albania, esisteva un'importante porta del recinto detto serviano, la Raudusculana. Le mura formavano qui una rientranza: i due tratti ancora riconoscibili appartengono, secondo l'ipotesi più accreditata, al periodo delle guerre annibaliche.

La Via di Porta Lavernale, che scende alla Via Marmorata, passa presso il magnifico bastione di Paolo III, nel punto in cui esisteva la Porta Lavernalis, di età repubblicana. Sotto il casale, già della vigna Maccarani-Torlonia sulla Piazza del Tempio di Diana (nel casale interessanti resti medioevali), si vedono le rovine delle Terme Deciane, erette dall'imperatore Decio nel 242. Sotto Sant'Anselmo, quelle della casa detta di Traiano. Anche sotto San Saba sono state riconosciute altre case romane.

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