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Testaccio
(Zone)
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Piazza Testaccio - 00153 Roma Testaccio (Area 1)

Parte di Roma divisa dall'Aventino da Via Mormorata, e chiusa dalle Mura Aureliane ed il Tevere, sorta intorno al Monte Testaccio.

Il Monte Testaccio emerge al centro del Parco del Testaccio, ed è un piccolo Monte di 35 metri di altezza ed un perimetro di poco meno di un chilometro, creato dallo scarico dei rifiuti dei "cocci" di anfore oleare e vinarie provenienti dai grandi magazzini annonari di Roma.

Il termine "Testaccio" proviene da "testaceus", i cocci delle anfore usate per il trasporto navale. Nel 193 a.C. vi fu costituito, a ridosso del Tevere, un porticato lungo 487 metri e largo 8 che si componeva di 50 stanze comunicanti, che trasformò la zona, oggi insediamento urbano detto Testaccio, in un grande parco. Il Portico prese il nome di "Portico Emilio", dai censori Emilio Lepido ed Emilio Paolo che lo costruirono; nel 174 a.C. fu lastricato dai censori Fulvio Flacco e Postumio Albino. Il porticato si trovava nella zona attualmente racchiusa tra Lungotevere Testaccio, Via Franklin, Via Marmorata, e Via Branca; alcuni resti sono ancora visibili in Via Franklin.

La zona diventò un imponente punto di commercio, che avveniva fino alla foce del Tevere per via fluviale, e quindi via mare, perdurando fino al II secolo d.C.

Il Monte Testaccio divenne, nel Medioevo, meta di movimenti religiosi con processioni e Via Crucis, per cui sulla cima del monte fu posta una grande croce, mentre il Parco, detto "prati del popolo romano", divenne celebre per le feste e i giochi che vi venivano effettuati anche alla presenza delle autorità civili e religiose (non escluso lo stesso Pontefice).
Spesso anche la nobiltà partecipava a giochi, ma non di certo con la plebe e con i loro giochi. Per ordine del Papato le spese dei giochi erano a carico degli ebrei.

Tale situazione perdurò fino al Papato di Paolo II, che volle trasferire tutte le feste presso il suo Palazzo, sulle attuali Piazza Venezia e Via del Corso.

Spogliato delle sue feste, Testaccio diviene il luogo delle "ottobrate", scampagnate che si effettuavano durante il periodo di ottobre, nel momento in cui l'estate è finita, ma l'inverno deve ancora arrivare; la zona era preferita per le naturali "grotte" (tutt'ora esistenti) che hanno la capacità di mantenere fresco il vino.

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