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Sant'Agostino
(Chiese)
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Piazza di S. Agostino - 00186 Roma Ponte (Area 1)

La chiesa nasce dove esisteva una antica chiesetta medievale dedicata a San Trifone; realizzata, nel 1484 da Giacomo da Pietrasanta, a spese del Cardinale Guglielmo d'Estouteville, arcivescovo di Roma, per gli eremiti agostiniani di cui lui era il protettore. Nella costruzione furono impiegate solo maestranze toscane.

La sobria facciata in travertino, una delle prime del Rinascimento in Roma, è preceduta da una scalinata con balaustra ed il travertino impiegato proviene dal Colosseo. Realizzata con due ordini di lesene, a tre partite, con tre portali di cui il centrale a timpano, ad una sola campata, in alto, con un grande occhio centrale.

L'interno a croce latina è diviso in tre navate da pilastri rivestiti in marmo policromo.

I religiosi, preso possesso della chiesa, vi trasferirono subito, collocandolo nella cappella di fondo a sinistra il corpo di Santa Maria, madre di Sant'Agostino.

Sull'altare posero una Madonna bizantina, una delle tante, ritenuta opera di San Luca, sottratta alla Chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli dopo l'invasione turca del 1453.

L'edificio nel corso del tempi si arricchì di numerosi capolavori.
Nel 1512 Raffaello affrescò, sul terzo pilone a sinistra, il Profeta Isaia, che il Vasari lodò perché condotto sullo stile Michelangiolesco; contemporaneo è il gruppo marmoreo di Andrea Contucci da Monte Savino, raffigurante la Madonna, Sant'Anna ed il Bambino. Un'altra statua, la Vergine del parto, opera di Jacopo Sansovino, del 1521, posta a sinistra del portale mediano, è oggetto di secolare venerazione da parte dei fedeli.

Nel secolo successivo, nella prima cappella a sinistra, fu collocata la Madonna di Loreto, del Caravaggio, opera del 1605; Gian Lorenzo Bernini disegnò, nel 1628, la decorazione dell'altare maggiore e, nel 1643, la Cappella Pio.

Nel 1637 Giovanni Lanfranco decorò la Cappella dei Santi Agostino e Guglielmo ed il Guercino dipinse la pala d'altare con i Santi Agostino, Giovanni e Girolamo.

Tra il 1746 ed il 1750 il Vanvitelli eresse il Vestibolo, il Convento ed il Chiostro, ed ammodernò la facciata ponendovi le due valute che raccordano le navatelle alla navata centrale.

Un nuovo restauro, nel 1856, ha aperto due loculi sulle porte laterali.

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