Villa Aldobrandini

Via Mazzarino - 00184 Roma
Monti [R.I]
Esquilino [1E]

L'urbanizzazione della zona, eseguita nel 1876, con l'apertura della Via Nazionale ad una quota molto più bassa di prima, ha trasformato la Villa che oggi si presenta come un giardino pensile, mentre in origine si trovava a quota strada, con un giardino molto più ampio.

Per realizzare la strada, eseguita sul tracciato dell'antico Vicus Longus, già iniziato sotto Pio IX, nella valle tra il Quirinale e il Viminale unendo la Piazza della Repubblica a Piazza Venezia, Clemente Busiri Vici aggiunse un nuovo edificio sulla Via Panisperna.

La prima edificazione nella villa fu eseguita dalla famiglia Vitelli dopo l'acquisto del terreno avvenuto dopo la morte del suo primo proprietario, il Duca Ippolito D'Este, che lo aveva scelto per realizzarvi una sua Villa, ma morì prima della realizzazione. Il alazzetto costruito dai Vitelli fu trasferito alla Camera Apostolica e il Papa Clemente VIII Ippolito Aldobrandini (1592/1605) lo donò al nipote il Cardinale Paolo Aldobrandini, che diede il nome alla Villa.

I lavori di ampliamento della costruzione esistente, e la costruzione di un Casino, furono affidati all'architetto Carlo Lombardi e furono ultimati nell'anno 1602.

Successivamente la Villa passò ai Pamphili, poi ai Barghese e poi dal 1811 al 1814 divenne sede del governatore francese a Roma, il conte Sextius de Miollis.

Tornata agli Aldobrandini nel 1929, fu acquistata dallo Stato Italiano che destinò il palazzetto principale a sede dell'Istituto per l'Unificazione del Diritto Privato ed il giardino al Comune di Roma.

L'edificio principale, di stile barocco, presenta una facciata sulla Via Panisperna, con un ampio portale da cui si accede su uno spiazzo con un grande ninfeo; l'ingresso ai giardini è da Via Mazzarino.
Il dislivello del terreno ha portato ad una differenza di piani che sono tre sulla Via Panisperna e due dalla parte opposta.Il piano terreno era adibito ai servizi, mentre i piani superiori erano riccamente decorati e con numerose opere d'arte (compresa una stupenda collezione, raccolta dal Cardinale Aldobrandini, che comprendeva dipinti di Tiziano, del Correggio, e del Parmigianino), che sono state tutte trasferite in vari musei, comprese le famosissime Nozze Aldobrandine, ora nella Biblioteca Vaticana: affresco del I° secolo d.C., scoperto da due "tombaroli", opera ammirata e studiata da Pietro da Cortona e da Rubens.

Oggi nella Villa restano solo dei frammenti, qualche sarcofago ed il ninfeo.

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