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Mercoledì 12 Gennaio 2022 16:01

Carceri: oltre 1.500 detenuti positivi al Covid. «Servono misure urgenti»

vaccino covid ai detenuti, carcere, coronavirus
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L'analisi di Antigone: «Ancora non ricevuta nella sua interezza la terza dose del vaccino». Gonnella: «Accelerare sulla strada delle riforme»

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«Sono oltre 1.500 i detenuti positivi al Covid-19 negli istituti di pena italiani (per la precisione 1.532). Erano meno di 200 all’inizio di dicembre. A loro si aggiungono i quasi 1.500 operatori (agenti e funzionari), anch’essi contagiati dal coronavirus. La variante Omicron ha portato a un’impennata dei contagi anche in carcere, dove la popolazione detenuta non ha ancora ricevuto nella sua interezza la terza dose del vaccino (va ricordato che i detenuti, alla partenza della campagna vaccinale furono inseriti tra le categorie prioritarie) e la cui situazione di salute, in molti casi, non è ottimale a causa di patologie pregresse. A questo quadro si aggiungono le informazioni che arrivano da alcuni istituti, dove pare sia saltata la possibilità di separare positivi e negativi per l’assenza di spazi dove spostare proprio chi risulta contagiato. Inoltre, in altri casi, pare che le direzioni abbiano smesso di fornire mascherine nuove ai reclusi». Così in una nota Antigone, che esprime preoccupazione perché il numero dei detenuti, «dopo il calo registrato allo scoppio della pandemia, ha ripreso lentamente a salire fino a tornare stabilmente sopra i 54.000 reclusi, a fronte di una capienza ufficiale di 50mila posti (ma quella effettiva sappiamo essere inferiore per via di reparti chiusi o in ristrutturazione)».

Antigone cita poi i dati di Ristretti Orizzonti sui suicidi: tre dall’inizio dell’anno, a Salerno, Vibo Valentia e Foggia. «A Napoli è morto, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, un detenuto che aveva subito percosse dal compagno di cella mentre a Sanremo è morto un detenuto, già affetto da tubercolosi, che il mese scorso aveva incendiato il materasso, ustionandosi e intossicandosi gravemente». Il quadro che offre questo inizio di 2022, sottolinea il presidente Patrizio Gonnella, «non è dei migliori. Per questo è importante prevedere misure urgenti per ridurre il sovraffollamento. Ci sono ancora migliaia di detenuti con pene al di sotto dei tre anni e che, perciò, potrebbero accedere alle misure alternative alla detenzione. Bisogna fare in modo che ciò avvenga. È importante accelerare sulla strada delle riforme. Molte cose si possono fare anche senza passare dalla via legislativa, ma attraverso una modifica del regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario. Una strada che ha suggerito anche la Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario guidata da Marco Ruotolo. Proprio sul piano delle riforme accogliamo con favore – conclude Gonnella – le parole pronunciate lunedì dal ministro Marta Cartabia, la quale ha posto gli interventi sul carcere tra le priorità».

12 gennaio 2022

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