Martedì 15 Settembre 2020 15:09

12 Baci sulla bocca

da 04/02/21 a 07/02/21

Teatro Ghione

12 Baci sulla bocca
di Mario Gelardi
con Francesco Di Leva / Emilio
Stefano Meglio / Antonio
Andrea Vellotti / Massimo
Regia di Giuseppe Miale di Mauro

Scene Roberta Mattera, Costumi Giovanna Napolitano, Disegno Luci Ettore Nigro, Foto di scena e grafica Carmine Luino

Consulenza musicale Giuseppe Gaudino, Organizzazione Carla Borrelli, Segreteria Organizzativa Valeria Zinno


Anni 70, sullo sfondo della provincia soffocante e a volte disorientante di Napoli si consuma l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto, e Massimo, fratello del proprietario di un ristorante, sposato con una donna. Emilio, giovane omosessuale, riesce a scardinare l’orientamento sessuale di Massimo, da lui stesso malamente messo a tacere per tutta una vita. I loro incontri sono violenti, al limite dello scontro fisico.

I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta forse l’unico momento di vero sentimento nella loro vita. Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensa.

In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un «ricchione» di paese. «Abbiamo pensato di ambientare questa storia negli anni settanta, per costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico – commenta Giuseppe Miale di Mauro – dodici mesi che iniziano con la strage di piazza della loggia e terminano con la tragica morte di Pier Paolo Pasolini.

Dopo il lavoro fatto con Gomorra, abbiamo voluto mettere a frutto la nostra esperienza in una storia di pura finzione. Una vicenda che parte dalla periferia della nostra terra, dove il tempo sembra essersi fermato, dove, al di là di un finto progressismo, ci sono ancora leggi sociali antiche. Un’atmosfera sudata, che ha l’eco della musica popolare degli anni settanta, che vive di squarci di luce, sul nero dei giorni e di quelle vite».

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