Lunedì 6 Aprile 2026 12:04
Il grande balzo del mondo arabo sunnita
Come una regione rimasta immobile per secoli sta cambiando volto in un decennio
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Per oltre mille anni, il mondo arabo sunnita è stato percepito come un blocco immobile, ancorato a un ordine religioso che sembrava impermeabile al tempo. La religione non era solo fede: era legge, identità, morale pubblica, legittimazione del potere.
Poi, quasi senza preavviso, qualcosa si è incrinato. E nel giro di pochi anni, ciò che appariva eterno ha iniziato a trasformarsi con una rapidità che ha sorpreso analisti e osservatori di tutto il mondo.
Oggi, nel cuore della Penisola Arabica, si sta consumando uno dei più rapidi mutamenti socio‑politici della storia contemporanea. Un cambiamento che, per ritmo e profondità, non ha precedenti nel mondo islamico moderno.
Dalle monarchie del Golfo un’accelerazione storica
In Arabia Saudita, fino a pochi anni fa simbolo del conservatorismo religioso, cinema e concerti erano vietati, il turismo era rigidamente controllato e il clero wahhabita esercitava un’influenza capillare sulla vita quotidiana.
Oggi, il Paese ospita festival musicali internazionali, apre resort futuristici e promuove un’immagine di modernità scintillante.
Il potere religioso è stato ridimensionato come mai prima.
Negli Emirati Arabi Uniti, la religione è diventata un elemento discreto, quasi privato, mentre la vita quotidiana scorre in un ambiente cosmopolita che ricorda più Singapore che il Medio Oriente tradizionale.
Il Bahrein ha normalizzato i rapporti con Israele.
L’Oman dialoga con tutti, con una calma diplomatica che sembra fuori dal tempo.
Il Qatar, pur mantenendo una forte identità religiosa, è diventato un attore globale, capace di ospitare mondiali di calcio e negoziati internazionali di mediazione con storici nemici.
È come se il mondo arabo sunnita avesse premuto un acceleratore storico rimasto bloccato per secoli.
Una modernizzazione dall’alto, non dal basso!
A differenza dell’Occidente, dove la secolarizzazione è stata un processo lungo, conflittuale e spesso violento, nel Golfo la trasformazione arriva dall’alto.
Sono le élite politiche — monarchie assolute, governi centralizzati — a guidare il cambiamento.
Le ragioni sono molteplici:
- necessità economica: il petrolio non garantisce più ricchezza infinita
- pressione geopolitica: la minaccia iraniana spinge verso alleanze nuove
- globalizzazione culturale: le nuove generazioni vivono già in un mondo digitale e internazionale
- sopravvivenza politica: modernizzare per non essere travolti Il risultato è un processo rapido, deciso, spesso spettacolare.
La religione non scompare: cambia funzione
Un tratto importante di questa trasformazione è che la religione non viene messa da parte.
Non c’è separazione tra Stato e religione.
Non c’è laicità nel senso europeo del termine.
Eppure, qualcosa di profondo è cambiato!
La religione non è più la forza che detta la legge.
Non è più il centro della vita pubblica.
Non è più il filtro attraverso cui passa ogni decisione politica.
È diventata un simbolo, un riferimento culturale, un elemento di coesione.
Ma non è più il motore del potere.
Il clero wahhabita, un tempo potentissimo, oggi è marginale, gli imam predicano ma non governano, le monarchie hanno ripreso in mano le redini della società.
È una trasformazione silenziosa, ma radicale.
Il confronto con l’Occidente: due strade diverse
Per capire quanto sia straordinario ciò che sta accadendo nel Golfo, basta guardare all’Europa.
Qui la secolarizzazione è stata un processo “geologico”:
dal conflitto tra Papato e Impero, alla Riforma protestante, all’Illuminismo, alle rivoluzioni liberali.
Un percorso lungo quasi mille anni.
Nel mondo arabo sunnita, invece, un cambiamento di pari portata è avvenuto in un decennio.
Non per scontro tra fede e ragione, ma per decisione politica, non per rivoluzioni popolari ma per strategie di Stato.
È una modernizzazione, non una secolarizzazione.
Ma è comunque un cambiamento epocale.
L’eccezione iraniana: la teocrazia che resiste
Mentre il mondo sunnita accelera verso la modernità, l’Iran sciita percorre la direzione opposta.
Qui la religione non è simbolo: è potere.
Non è identità: è ideologia.
Non è tradizione: è legge.
La Repubblica Islamica è una teocrazia nel senso pieno del termine, dove il clero non solo influenza, ma governa e dove la modernizzazione è vista come una minaccia, non come una necessità.
Il contrasto tra le due sponde dell’islam non è mai stato così netto.
Verso una società islamica più simile a quella occidentale?
La domanda è inevitabile:
questo cambiamento vertiginoso porterà il mondo arabo sunnita verso una vera secolarizzazione?
La risposta è complessa.
Sì, nel lungo periodo è possibile.
Perché:
- lo Stato controlla già la religione
- le nuove generazioni vivono in un mondo globalizzato
- la religione sta diventando simbolo più che legge
- la modernizzazione economica richiede apertura
- il dialogo con Israele è ormai una realtà in molti Paesi
Ma verosimilmente non sarà una secolarizzazione “alla europea” perché:
- la religione resta fondamento identitario
- non esiste un movimento laico dal basso
- le monarchie usano ancora l’islam come legittimazione
- il pluralismo religioso è limitato
Il mondo arabo sunnita non diventerà “occidentale”.
Ma potrebbe diventare qualcosa di nuovo:
uno spazio dove religione e modernità convivono, dove lo Stato è forte e la religione è simbolica, dove la società è aperta ma non laica nel senso europeo.
Una sorta di post‑teocrazia moderna, unica nel suo genere.
Conclusione: un cambiamento epocale
In pochi anni, il mondo arabo sunnita ha compiuto un salto storico che l’Occidente ha impiegato secoli a realizzare.
Non è lo stesso percorso, non ha gli stessi obiettivi, non produce gli stessi risultati.
Ma è un cambiamento reale, profondo, irreversibile.
E nel prossimo futuro, è plausibile immaginare società islamiche:
- più moderne,
- più aperte,
- meno clericali,
- più integrate nel mondo,
- più vicine — pur restando diverse — ai modelli occidentali nel rapporto tra Stato e religione.
Non è la fine dell’islam politico.
È l’inizio di una nuova fase della storia islamica.
Una fase che stiamo osservando in diretta.
Bruno Carboniero
(Foto:
https://depositphotos.com/it/
)