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Lunedì 6 Aprile 2026 13:04

Roma. Sequestrati, picchiati e costretti a fuggire dal quinto piano per un debito: tre arresti

I Carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato tre uomini di 34, 30 e 52 anni, in esecuzione di […]

#cronaca #roma
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I Carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato tre uomini di 34, 30 e 52 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. I soggetti sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate e detenzione illegale di armi.

L’indagine ha preso il via lo scorso 23 febbraio, quando una chiamata d’emergenza ha segnalato la presenza di due giovani bloccati sul balcone di un palazzo in via Giovanni Palombini. Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine al fatto che la prima delle due vittime, un ragazzo di 19 anni nato a Roma da famiglia straniera, è stata attirata nell’appartamento con un pretesto e, una volta all’interno, è stata immediatamente immobilizzata con del nastro isolante; sotto la minaccia di una pistola e a seguito di violente percosse, il giovane sarebbe poi stato costretto dai suoi aguzzini a telefonare al secondo amico, un 22enne nato a Roma, chiedendogli di raggiungerlo con urgenza nell’abitazione, facendolo cadere nella medesima trappola.

Una volta riuniti, entrambi i giovani sarebbero stati brutalmente aggrediti, anche con il calcio di una pistola, nel tentativo di estorcere loro la somma di 3.600 euro per un presunto debito legato al danneggiamento di un’auto a noleggio. Il violento pestaggio si è interrotto solo quando i due ragazzi sono riusciti a sfuggire al controllo dei “carcerieri” scavalcando la balaustra del balcone al quinto piano e raggiungendo l’appartamento adiacente, da dove hanno chiesto aiuto. L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri ha permesso di trarre in salvo i giovani, successivamente trasportati in ospedale per le gravi ferite riportate.

Le perquisizioni nell’abitazione hanno permesso di rinvenire elementi indiziari circa la pianificazione dell’agguato, tra cui passamontagna, fascette stringicavo, nastro adesivo e diverse tracce ematiche. Grazie ai riconoscimenti fotografici e alle testimonianze raccolte, i Carabinieri hanno raccolto un quadro indiziario circa il ruolo dei tre complici e l’uso di un’arma da fuoco durante l’aggressione.

Durante le fasi esecutive dell’ordinanza, uno dei destinatari della misura ha opposto attiva resistenza ai militari, procurandosi lievi ferite prima di essere riportato alla calma e bloccato. Dopo le cure mediche presso l’ospedale “S. Pertini”, l’uomo è stato condotto nel carcere di Regina Coeli. Gli altri due complici sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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