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Mercoledì 8 Aprile 2026 10:04

Garbatella, tra memoria e nuove tendenze: il “Bar dei Cesaroni” cambia volto senza perdere l’anima

Alla Garbatella le trasformazioni non fanno rumore, ma si notano. Arrivano piano, quasi in punta...

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Alla Garbatella le trasformazioni non fanno rumore, ma si notano. Arrivano piano, quasi in punta di piedi, e poi restano. È quello che sta succedendo a uno dei luoghi più riconoscibili del quartiere: lo storico “Bar dei Cesaroni”, che si prepara a cambiare pelle e a diventare un ristorante.

Un passaggio che racconta molto più di una semplice ristrutturazione.

Negli ultimi giorni, davanti a quel locale che per anni è stato punto di riferimento per residenti, tifosi e curiosi, si sono fermati in tanti. Anche volti noti. Tra questi Gian Piero Gasperini, che ha scelto proprio la Garbatella per una serata informale, tra una tappa al bar e una cena in una trattoria della zona. Un gesto quasi simbolico, che fotografa bene il momento: il quartiere continua ad attrarre, anche mentre cambia.

Quel locale non è mai stato solo un bar. È stato casa, ritrovo, presidio quotidiano. E poi set televisivo. Con I Cesaroni, la Garbatella è entrata nelle case degli italiani, e quel bancone è diventato familiare a milioni di spettatori grazie ai volti di Claudio Amendola e Antonello Fassari.

Ma la sua storia era iniziata prima, nel 1999, quando la famiglia Mantini lo aveva trasformato in un punto fermo del quartiere. Sveglie all’alba, clienti abituali, partite viste insieme: una routine che negli anni si è trasformata in identità.

E ancora prima, a dare dignità narrativa alla Garbatella, era stato Nanni Moretti con Caro Diario, contribuendo a cambiare lo sguardo su questa zona popolare, per anni raccontata solo ai margini.

Oggi però si volta pagina. Dopo la scomparsa della moglie e con il peso degli anni, Gaetano Mantini ha deciso di lasciare. Non una chiusura, ma una trasformazione.

Al posto del bar nascerà un ristorante. Un cambiamento concreto, visibile, che segue una tendenza ormai evidente alla Garbatella: meno bar “di passaggio”, più locali dove fermarsi, mangiare, vivere la serata.

Il nuovo progetto punterà sulla ristorazione, ampliando l’offerta rispetto al passato. Non più solo caffè, aperitivi e partite, ma cucina, tavoli, servizio serale. Un salto che riflette l’evoluzione del quartiere stesso, sempre più inserito nei circuiti della movida romana.

Eppure, non sarà una rottura netta. La gestione passerà a due ragazzi cresciuti tra quei lotti, una scelta voluta proprio per evitare che il locale perdesse la sua identità. L’idea è quella di rinnovare senza snaturare.

Dentro quelle mura, però, non c’è solo una storia commerciale. C’è una comunità. Il Roma Club Garbatella continuerà a vivere lì, anche se con modalità ancora da definire.

Per anni quel bar è stato un piccolo stadio di quartiere: sciarpe, cori, maxi schermo e le immagini dei grandi campioni. Da Francesco Totti a Bruno Conti, fino ad Agostino Di Bartolomei. Un pezzo di romanità che difficilmente potrà essere cancellato, anche con tavoli nuovi e cucina rinnovata.

La trasformazione del “Bar dei Cesaroni” non è un caso isolato. Negli ultimi anni la Garbatella è diventata una delle zone più frequentate della città: ristoranti, bistrot e locali continuano ad aprire, spesso al posto di botteghe storiche.

Un’evoluzione che divide. Da una parte c’è chi vede opportunità, dall’altra chi teme una perdita di autenticità.

La verità, come spesso accade a Roma, sta nel mezzo. Perché la Garbatella non smette di essere se stessa: cambia forma, linguaggio, abitudini, ma conserva una memoria forte.

E proprio qui sta il senso di questo passaggio. Il “Bar dei Cesaroni” non sparisce: si trasforma in ristorante. Cambia ritmo, cambia offerta, ma resta nello stesso posto, con le stesse facce – o almeno con la stessa storia alle spalle.

È un equilibrio delicato, tra nostalgia e futuro. Ed è forse proprio questo a rendere la Garbatella ancora così viva: la capacità di cambiare senza cancellarsi.

irresistibile.

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