Mercoledì 8 Aprile 2026 12:04
Nel carcere di Rebibbia nasce il parco “Abbracci in libertà”


Il progetto di Fondazione Versace per sostenere il legame tra padri detenuti e figli, inaugurato alla presenza del sindaco Gualtieri. L'area verde con uno spazio per i giochi dei più piccoli
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Inaugurato nei giorni scorsi, nel carcere di Rebibbia, il parco “Abbracci in libertà”: uno spazio verde con un’area giochi dedicata ai più piccoli, pensata per aiutare a sostenere il legame tra padri detenuti e figli. Un progetto fortemente voluto dalla Fondazione Versace, realizzato anche grazie al sostegno di Banca del Fucino, che sorte nell’area esterna antistante la chiesa del carcere.
«Per noi è una gioia grandissima essere qui – ha detto intervenendo all’inaugurazione il sindaco Roberto Gualtieri -. Si tratta di un progetto importante perché i bambini sono innocenti per definizione, e se non possono abbracciare i propri papà scontano una pena che non meritano, perché non hanno fatto nulla». Per il primo cittadino, «offrire ai padri detenuti la possibilità di incontrare i propri figli in uno spazio accogliente significa affermare un principio molto chiaro: la pena non deve interrompere i legami affettivi né ricadere sui bambini. Il parco che abbiamo inaugurato, per il quale ringrazio la Fondazione Santo Versace, rende concreto questo impegno – ha continuato – e contribuisce a mantenere viva una relazione fondamentale per la crescita dei figli e per il percorso di responsabilità di chi sta scontando una pena». Si tratta insomma di «un intervento importante che rafforza la dimensione umana del sistema penitenziario e sostiene percorsi di reinserimento più solidi, con effetti positivi per l’intera comunità».
Nelle parole di Santo Versace, presidente della Fondazione, la convinzione che «la dignità della persona passi anche dalla possibilità di custodire i legami affettivi: offrire ai padri detenuti uno spazio dove incontrare i propri figli significa proteggere una relazione fondamentale per il loro futuro. Il carcere – ha concluso – serve a riabilitare, lo dice la Costituzione, e la bellezza deve arrivare anche in questi luoghi». Sulla stessa linea anche la vicepresidente Francesca De Stefano, secondo cui «la pena non deve ricadere sui bambini. Per questo abbiamo immaginato uno spazio dove la bellezza possa diventare uno strumento di cura e di relazione, capace di custodire il legame tra un padre e suo figlio».
Ha messo l’accento sulla collaborazione con il privato sociale la direttrice del carcere Maria Donata Iannantuono. La realizzazione del parco, ha sottolineato, «è la dimostrazione che quando le istituzioni e il terzo settore dialogano, il carcere smette di essere un “corpo estraneo” alla città per diventare un luogo di civiltà e di investimenti sul futuro».
8 aprile 2026
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